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La zanzara coreana è arrivata alle porte di Milano: cosa ci dice sul clima che cambia

Segnalata per la prima volta nell’area di Monza, l’Aedes koreicus continua la sua espansione nel Nord Italia. Resiste al freddo, si adatta agli ambienti urbani e rappresenta uno dei segnali più evidenti di come globalizzazione e cambiamento climatico stiano modificando la geografia degli insetti che convivono con noi.

Per anni è rimasta confinata nelle aree montane e prealpine del Nord Italia. Oggi, però, la sua avanzata sembra aver raggiunto un nuovo traguardo: le porte di Milano.

La protagonista è Aedes koreicus, conosciuta come zanzara coreana, una specie invasiva originaria della Corea, del Giappone e di altre aree dell’Asia orientale. Secondo quanto riportato da Sara Epis, docente associata di Parassitologia all’Università degli Studi di Milano e membro del direttivo della Società Italiana di Parassitologia, ad aprile 2026 sono arrivate segnalazioni della sua presenza a Muggiò, in provincia di Monza e Brianza.

Una novità che ha sorpreso gli stessi ricercatori.

Fino a pochi anni fa, infatti, questa zanzara era stata osservata soprattutto nelle zone prealpine lombarde, tra le province di Bergamo e Brescia, dove era stata individuata per la prima volta nel 2020 durante attività di monitoraggio scientifico. Oggi, invece, la sua presenza si avvicina sempre di più alle grandi aree urbane della Pianura Padana.

La domanda è inevitabile: perché sta succedendo?

Non è la zanzara tigre: chi è davvero l’Aedes koreicus

Quando si parla di zanzare invasive, la prima immagine che viene in mente è quasi sempre quella della zanzara tigre.

L’Aedes koreicus è diversa.

Pur appartenendo alla stessa famiglia, possiede caratteristiche che la rendono particolarmente interessante dal punto di vista ecologico. La sua principale peculiarità è la capacità di tollerare temperature più basse rispetto ad altre specie.

Mentre molte zanzare rallentano drasticamente la propria attività con l’arrivo del freddo, la zanzara coreana riesce a sopravvivere e riprodursi anche in condizioni climatiche meno favorevoli.

È proprio questa caratteristica che ne ha favorito la diffusione nelle aree montane e collinari del Nord Italia.

Secondo gli studiosi, la specie trova condizioni ideali in ambienti caratterizzati da temperature moderate e abbondanza di piccoli ristagni d’acqua, utilizzati per la deposizione delle uova.

Da Bergamo a Monza: una diffusione sempre più rapida

La presenza dell’Aedes koreicus in Lombardia non è una novità assoluta.

Lo studio pubblicato nel 2021 sulla rivista scientifica Parasites & Vectors aveva già documentato l’espansione della specie tra Bergamo e Brescia.

Tuttavia, la segnalazione di Muggiò rappresenta un passaggio importante.

Per la prima volta la specie viene osservata in modo significativo in un’area fortemente urbanizzata e molto più vicina al capoluogo lombardo rispetto ai precedenti ritrovamenti.

Secondo Sara Epis, il dato dimostra che le specie invasive stanno continuando ad ampliare il proprio areale di distribuzione.

Non si tratta solo della zanzara coreana. Anche Aedes japonicus, altra specie invasiva proveniente dall’Asia orientale, sta mostrando dinamiche simili in diverse aree del Nord Italia.

Globalizzazione e cambiamento climatico: il doppio motore dell’invasione

Le specie invasive raramente si diffondono per una sola ragione.

Nel caso della zanzara coreana, gli esperti individuano due grandi fattori.

Il primo è la globalizzazione.

Ogni anno merci, container, pneumatici usati, piante ornamentali e materiali di vario tipo attraversano il pianeta. Insieme a questi viaggiano spesso anche insetti, larve e uova.

Molte delle specie invasive che oggi popolano l’Europa sono arrivate proprio sfruttando le reti commerciali globali.

Il secondo fattore è il cambiamento climatico.

Negli ultimi decenni gli inverni italiani sono diventati mediamente più miti. Questo aumenta le probabilità di sopravvivenza delle uova durante la stagione fredda e prolunga il periodo di attività degli insetti.

Secondo gli studiosi, è proprio la combinazione tra trasporto globale e nuove condizioni climatiche a favorire l’insediamento stabile di specie che in passato avrebbero avuto maggiori difficoltà a sopravvivere.

Le città sono diventate habitat perfetti

C’è poi un altro elemento spesso sottovalutato.

Le città moderne offrono alle zanzare una sorprendente quantità di habitat.

Tombini, sottovasi, grondaie, contenitori abbandonati, piccoli accumuli d’acqua piovana e infrastrutture urbane rappresentano una rete quasi infinita di siti riproduttivi.

La zanzara coreana possiede una notevole plasticità ecologica, cioè la capacità di adattarsi a contesti molto diversi tra loro.

Può utilizzare sia raccolte d’acqua naturali sia artificiali e riesce a vivere in ambienti urbani, periurbani e rurali.

In pratica, molte delle nostre città offrono condizioni ideali per la sua espansione.

La zanzara coreana è pericolosa?

Quando si parla di nuove specie di zanzare, la preoccupazione principale riguarda sempre il rischio sanitario.

È importante chiarire che la presenza di Aedes koreicus non significa automaticamente un aumento di malattie.

Tuttavia, la specie è oggetto di attenzione scientifica perché, come altri insetti vettori, potrebbe teoricamente contribuire alla trasmissione di alcuni patogeni in determinate condizioni.

Per questo motivo gli esperti insistono sulla necessità di mantenere attivi programmi di monitoraggio e sorveglianza.

Individuare precocemente la diffusione delle specie invasive consente infatti di comprenderne meglio i comportamenti e valutare eventuali rischi futuri.

In Italia vivono già 75 specie di zanzare

Molti italiani immaginano le zanzare come un gruppo relativamente omogeneo.

La realtà è molto diversa.

Secondo i dati riportati dagli esperti, la cosiddetta “mosquito fauna” italiana comprende oggi circa 75 specie differenti.

Di queste, ben 34 sono considerate competenti per la trasmissione di patogeni all’uomo o agli animali.

Non significa che tutte rappresentino un pericolo concreto, ma evidenzia quanto sia complesso il panorama degli insetti presenti nel nostro Paese.

L’arrivo di nuove specie invasive si inserisce quindi in un contesto già estremamente articolato dal punto di vista ecologico.

Un segnale da osservare con attenzione

La comparsa della zanzara coreana alle porte di Milano non deve essere interpretata come un’emergenza.

È però un segnale.

Le specie invasive sono spesso tra i primi indicatori dei cambiamenti in corso negli ecosistemi. Osservare la loro diffusione significa comprendere come stanno cambiando il clima, i paesaggi urbani e le interazioni tra le diverse forme di vita.

Per questo motivo gli scienziati continuano a monitorare con attenzione l’espansione di Aedes koreicus e di altre specie invasive.

Perché dietro una semplice segnalazione entomologica si nasconde una storia molto più grande: quella di un ambiente che si trasforma, spesso più velocemente di quanto riusciamo a percepire.

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