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Inflazione luglio 2026: Ferrara la città più cara d’Italia davanti a Mantova e Como

L’Istat ha diffuso i dati territoriali sull’inflazione di luglio, e su questa base l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha stilato la sua tradizionale classifica delle città italiane più care, calcolata in base all’aumento di spesa che una famiglia media si trova ad affrontare su base annua.

Al primo posto si conferma Ferrara, che dopo la medaglia d’oro di giugno ottiene una seconda vittoria consecutiva: con un’inflazione tendenziale del 3,6%, pur non essendo la più alta in assoluto (è solo la quarta a livello nazionale), la città emiliana registra la maggiore spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1.042 euro per una famiglia tipo. Sul secondo gradino del podio sale Mantova, con un’inflazione del 3,4% e un incremento di spesa di 967 euro. Chiude il podio Como, che con un +3,2% comporta una spesa supplementare di 959 euro. Appena fuori dal podio si piazza Roma, anch’essa a +3,2%, con un aggravio di 915 euro l’anno.

Il caso degli alberghi: Ferrara vola al +23,5%

Un fattore che secondo l’UNC ha pesato in modo particolare su questa classifica riguarda le speculazioni sulle vacanze estive. Guardando nello specifico ai prezzi dei servizi di alloggio (alberghi, motel, pensioni, villaggi vacanze, campeggi e ostelli), la classifica dei rincari più marcati vede ancora Ferrara al primo posto, con un aumento del 23,5% rispetto all’estate 2025. Segue Mantova, dove i prezzi di alberghi e pensioni salgono del 15,6%, e Modena, con un +11,6%. Como, pur terza nella classifica generale, si posiziona sesta su questo fronte specifico, con un +10,9%.

Il rovescio della medaglia riguarda Lucca, che deve la sua posizione tra le città più “virtuose” anche a un crollo dei prezzi alberghieri del -15,3% rispetto alla scorsa estate, il dato più basso registrato in tutta Italia su questo indicatore.

Le altre città più care e quelle più convenienti

Tornando alla classifica generale sulla spesa complessiva, in quinta posizione si trova Siracusa, che con un’inflazione del 3,9% (la seconda più alta d’Italia) comporta un aggravio annuo di 901 euro. Seguono Verona (+3,2%, +889 euro), Pistoia (+3,1%, +872 euro), Pavia (+2,9%, +869 euro), Udine (+3,1%, +868 euro) e, a chiudere la top ten, Bolzano, insolitamente in coda al gruppo con +2,8% e +851 euro.

Da segnalare che l’inflazione più alta in assoluto a livello nazionale si registra a Reggio Calabria, con un +4%: la città calabrese si colloca però solo in 16esima posizione per spesa aggiuntiva, con 820 euro, a dimostrazione di come un’inflazione elevata non sempre corrisponda automaticamente al maggior aggravio in valore assoluto.

Sul fronte opposto, la città più conveniente d’Italia si conferma Brindisi, dove un’inflazione del 2,2% comporta un aggravio annuo di “appena” 421 euro. Al secondo posto tra le più virtuose c’è Benevento (+2,1%, +460 euro), seguita da Lucca, che oltre al crollo dei prezzi alberghieri beneficia dell’inflazione più bassa in Italia, pari all’1,8%, per un incremento di spesa di 506 euro.

Lo sapevi?

L’inflazione più alta non coincide sempre con il rincaro più pesante in euro. Reggio Calabria ha l’inflazione tendenziale più alta d’Italia (+4%), ma si colloca solo al 16° posto per spesa aggiuntiva annua: il motivo è che l’aumento percentuale si applica a una spesa media familiare di partenza diversa da città a città, quindi la stessa percentuale può tradursi in importi molto differenti.

Il quadro a livello regionale

Anche a livello regionale la classifica vede il Lazio al primo posto, con un rincaro medio di 848 euro a famiglia e un’inflazione del 3,1%. Segue la Lombardia (+2,8%, 819 euro) e, sul terzo gradino, il Trentino-Alto Adige (+2,7%, 799 euro). All’estremo opposto, la regione più conveniente d’Italia è la Basilicata, con un’inflazione del 2,3% e un aggravio annuo di 516 euro, il valore più contenuto tra tutte le regioni italiane.

Il dato medio nazionale si attesta a un’inflazione del 2,9%, corrispondente a una spesa aggiuntiva di 732 euro l’anno per la famiglia media italiana: un riferimento utile per capire quanto ciascuna città o regione si discosti, in positivo o in negativo, dalla media del Paese.

Cosa puoi fare tu
  • Consulta il calcolatore dell’inflazione dell’Istat per verificare quanto è cambiato il potere d’acquisto della tua famiglia rispetto all’anno scorso
  • Se stai pianificando una vacanza, confronta i prezzi di alloggio con anticipo: le variazioni tra città possono superare il 20%, come mostra il caso di Ferrara rispetto a Lucca
  • Verifica periodicamente le classifiche territoriali Istat/UNC per capire se la tua città si discosta significativamente dalla media nazionale (2,9% di inflazione, 732 euro l’anno)
  • Segnala eventuali rincari sospetti o speculativi agli sportelli territoriali delle associazioni dei consumatori

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