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Perché il Codacons chiede di fermare i distacchi della luce durante le allerte rosse?

Con l’Italia alle prese con la quarta ondata di calore dell’estate 2026, che nei giorni scorsi ha portato decine di città sotto bollino rosso contemporaneamente, il Codacons ha lanciato una proposta rivolta ai decisori politici: sospendere automaticamente i distacchi dell’energia elettrica per morosità nelle aree interessate da allerta rossa per temperature estreme.

Perché la corrente diventa un bene essenziale durante il caldo

Secondo il Codacons, durante le ondate di calore più intense l’energia elettrica smette di essere un semplice servizio e diventa un bene essenziale, assimilabile all’acqua potabile. Senza corrente non funzionano condizionatori e sistemi di raffrescamento, ma nemmeno i frigoriferi necessari a conservare cibo e medicinali, né altri dispositivi indispensabili nella vita quotidiana. L’associazione sottolinea come restare senza elettricità in un giorno di bollino rosso non sia un semplice disagio domestico, ma possa tradursi in un rischio concreto per la salute.

Chi rischia di più: non solo scelte, ma anche morosità incolpevole

Il Codacons individua alcune categorie particolarmente esposte a questo rischio: anziani soli, persone con patologie croniche, famiglie con minori e nuclei in difficoltà economica. Un punto su cui l’associazione insiste è che la morosità, in molti casi, non nasce da una scelta: può derivare da difficoltà economiche crescenti, ma anche da contratti non richiesti, fatturazioni contestate o pratiche commerciali scorrette, situazioni che finiscono per colpire utenti che si trovano in debito senza averlo scelto consapevolmente.

Non è un tema isolato: nelle scorse settimane anche altre realtà, come alcuni sindacati dei pensionati, hanno sollevato la questione della cosiddetta “morosità incolpevole”, legata all’aumento del costo della vita e al caro energia, che sta ampliando la platea di famiglie esposte al rischio di povertà energetica.

Lo sapevi?

Prima di procedere al distacco vero e proprio, il fornitore può applicare un “depotenziamento”: una riduzione del 15% della potenza disponibile del contatore. Solo se la morosità persiste si arriva alla sospensione completa della fornitura, e solo dopo l’invio di una comunicazione formale di messa in mora.

Come funzionerebbe la misura proposta

La proposta del Codacons non prevede la cancellazione dei debiti degli utenti morosi. L’associazione chiede piuttosto un meccanismo automatico di sospensione temporanea dei distacchi nelle aree colpite da allerta rossa, rinviando le procedure al termine dell’emergenza climatica. Terminata l’ondata di calore, dovrebbero comunque essere previste modalità di recupero dei crediti e piani di rientro compatibili con le condizioni economiche delle famiglie coinvolte.

Un impianto simile, va detto, non è del tutto nuovo nel sistema italiano: durante l’emergenza Covid, ad esempio, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) dispose per un periodo la sospensione delle procedure di distacco per morosità su energia elettrica, gas e acqua, per poi farle ripartire una volta cessata l’emergenza sanitaria. Il Codacons chiede ora un meccanismo analogo, ma agganciato alle allerte meteo per caldo estremo anziché a un’emergenza sanitaria nazionale.

Cosa prevedono già oggi le regole sui distacchi

Attualmente la normativa disciplina in modo puntuale le procedure di sospensione delle forniture e prevede già alcune tutele specifiche per determinate categorie di utenti vulnerabili, individuate attraverso criteri formali (ad esempio la titolarità del bonus sociale). Il punto critico sollevato dal Codacons e da altre realtà associative è che questi criteri formali spesso non coincidono con la vulnerabilità reale delle famiglie, lasciando fuori dalla tutela persone che, di fatto, si trovano in difficoltà ma non rientrano nelle categorie riconosciute.

Cosa fare se rischi il distacco
  • Verifica se hai diritto al bonus sociale elettrico per disagio economico o fisico: la domanda si presenta tramite ISEE, spesso in automatico se l’ISEE è già in possesso dell’INPS
  • Se ricevi una comunicazione di messa in mora, contatta subito il fornitore per verificare la possibilità di un piano di rientro rateale
  • Se ritieni che l’importo contestato derivi da un contratto non richiesto o da una fatturazione errata, presenta un reclamo scritto al fornitore e, se necessario, rivolgiti a uno sportello di tutela dei consumatori
  • Segnala eventuali distacchi avvenuti senza il rispetto delle procedure previste: in questi casi il fornitore può essere tenuto a un indennizzo

Il tema resta aperto: al momento quella del Codacons è una proposta, non una misura in vigore. Seguiremo eventuali sviluppi normativi o prese di posizione di ARERA sul tema.

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