Nei primi sette mesi del 2026 l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma ha registrato 7 ricoveri per gravi lesioni dell’esofago causate da batterie a bottone rimaste bloccate, contro i 2 casi dell’intero 2025. Sei di questi episodi si sono concentrati in appena tre mesi, tra maggio e luglio. Un aumento netto che ha spinto gli specialisti dell’ospedale a lanciare un nuovo appello alle famiglie su uno degli incidenti domestici più pericolosi in età pediatrica.
Perché il tempo è tutto, in questo tipo di incidente
I piccoli pazienti arrivati al Bambino Gesù, alcuni anche da altre regioni italiane, presentavano tutti lesioni severe dell’esofago, tanto da richiedere in diversi casi un trattamento multidisciplinare e, in alcune situazioni, il ricovero in terapia intensiva.
“L’ingestione di una batteria a bottone rappresenta una vera emergenza tempo-dipendente”, spiega Filippo Torroni, responsabile dell’Alta Specializzazione di Endoscopia digestiva d’urgenza dell’Unità operativa complessa di Gastroenterologia e Nutrizione dell’ospedale. Se la batteria rimane bloccata nell’esofago, può provocare lesioni gravissime già nel giro di due ore. Il meccanismo è chimico-elettrico: il contatto tra la batteria e i tessuti innesca una reazione che può causare una rapida ustione della parete esofagea, con il rischio, nei casi più gravi, di perforazioni, stenosi o addirittura fistole tra esofago e trachea o tra esofago e grandi arterie. In alcune situazioni possono comparire emorragie potenzialmente fatali, anche a distanza di giorni o settimane dalla rimozione della batteria.
Per farsi un’idea della portata del fenomeno: da gennaio 2025 a oggi, al Pronto Soccorso del Bambino Gesù sono arrivati circa 650 bambini dopo aver ingerito un corpo estraneo. Nella maggior parte dei casi l’oggetto è stato espulso spontaneamente, ma in 34 situazioni è stata necessaria un’estrazione endoscopica. Le batterie a bottone rappresentano solo una parte di questi episodi, ma sono responsabili di circa un intervento urgente su tre, a conferma della loro pericolosità sproporzionata rispetto alle dimensioni.
Le batterie a bottone rappresentano solo una piccola parte di tutti i corpi estranei ingeriti dai bambini, ma sono responsabili di circa un intervento urgente su tre tra quelli gestiti in endoscopia digestiva pediatrica. La loro pericolosità non dipende dalle dimensioni, ma dalla reazione chimico-elettrica che innescano a contatto con i tessuti umidi dell’esofago.
I sintomi da riconoscere, anche quando sembrano assenti
Uno degli aspetti più insidiosi di questo tipo di incidente è che spesso nessun adulto assiste all’ingestione. Nelle prime fasi, inoltre, il bambino può apparire del tutto asintomatico oppure manifestare disturbi generici, facilmente sottovalutabili.
Tra i segnali da non ignorare ci sono difficoltà a deglutire, salivazione eccessiva, episodi di vomito, tosse improvvisa, alterazioni della voce e dolore al torace o all’addome. È fondamentale però tenere presente un punto: l’assenza di sintomi non esclude che il danno ai tessuti sia già in corso. Per questo gli specialisti raccomandano di recarsi immediatamente al Pronto Soccorso non solo quando l’ingestione è certa, ma anche in presenza di un semplice sospetto.

Cosa fare in attesa dei soccorsi
Gli specialisti del Bambino Gesù forniscono un’indicazione precisa per il tempo che intercorre prima della valutazione ospedaliera: nei bambini di età superiore ai 12 mesi e in grado di deglutire, se si ritiene che l’ingestione sia avvenuta da meno di 12 ore, può essere somministrato del miele, nella misura di 10 millilitri ogni dieci minuti, fino a un massimo di sei dosi.
Non bisogna in alcun caso provocare il vomito, né somministrare altri alimenti o bevande. Questa misura resta comunque un supporto temporaneo: non sostituisce mai l’intervento medico urgente, che va richiesto immediatamente.
- Recati subito al Pronto Soccorso, anche solo in presenza di un sospetto, senza aspettare la comparsa di sintomi evidenti
- Se il bambino ha più di 12 mesi, sa deglutire e ritieni che l’ingestione sia avvenuta da meno di 12 ore, puoi somministrare 10 ml di miele ogni dieci minuti, fino a un massimo di sei dosi, mentre ti dirigi verso l’ospedale
- Non provocare il vomito in nessun caso
- Non dare altri alimenti o bevande oltre al miele indicato
- Se possibile, porta con te la confezione o il dispositivo da cui potrebbe provenire la batteria: aiuta i medici a identificare il tipo di batteria ingerita
Come ridurre il rischio in casa
Le batterie a bottone si trovano in moltissimi oggetti di uso quotidiano: telecomandi, giocattoli, bilance, orologi, chiavi elettroniche dell’auto. Per limitare il rischio, gli specialisti raccomandano di verificare che i vani batteria siano chiusi correttamente e, quando possibile, fissati con una vite o apribili solo con un attrezzo. È importante anche conservare sia le batterie nuove sia quelle usate fuori dalla vista e dalla portata dei bambini, e smaltire tempestivamente quelle esaurite.
Un accorgimento spesso trascurato riguarda gli ambienti al di fuori della propria abitazione: l’attenzione dovrebbe estendersi anche alle case dei nonni, alle case di villeggiatura e a tutti gli altri luoghi frequentati abitualmente dai più piccoli, dove i dispositivi con batterie a bottone potrebbero non essere protetti con gli stessi accorgimenti.
L’aumento dei casi registrato negli ultimi mesi riporta l’attenzione su un pericolo spesso sottovalutato, ma potenzialmente gravissimo, che richiede un intervento tempestivo per evitare conseguenze permanenti.
