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Zanzare, l’allarme del CNR: “Il caldo accelera il ciclo vitale”. Rischio Dengue e West Nile come nel 2025

L’esperto Diego Fontaneto spiega come le alte temperature aumentino le generazioni di insetti in volo. Nel frattempo, in Sri Lanka la Dengue fa registrare oltre 47.000 casi dall’inizio del 2026.

L’ondata di calore che sta investendo la penisola rischia di alterare in modo significativo l’equilibrio biologico degli insetti nocivi, con dirette ripercussioni sulla salute pubblica. Le alte temperature estive stanno favorendo una rapida proliferazione delle zanzare, la cui fase larvale si sviluppa nei ristagni d’acqua.

Secondo l’analisi rilasciata all’Adnkronos Salute da Diego Fontaneto, ricercatore del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) presso l’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) di Verbania, il caldo agisce come un acceleratore del ciclo vitale dei vettori: gli insetti sono ora in grado di completare il proprio sviluppo in circa due settimane anziché tre. Questa contrazione temporale determina una sovrapposizione di più generazioni nel corso della stagione, incrementando la densità della popolazione di zanzare in circolazione e, di conseguenza, il rischio di trasmissione di infezioni virali come la Dengue e il virus West Nile, con proiezioni epidemiologiche in linea con l’estate 2025.

La rete di sorveglianza e il fattore mobilità umana

Sul fronte della sicurezza sanitaria, Fontaneto evidenzia la solidità dei sistemi di controllo attivi sul territorio nazionale:

“Il problema esiste e va tenuto sotto controllo, ma il sistema di sorveglianza funziona. L’Istituto Zooprofilattico svolge ogni giorno un monitoraggio capillare e puntuale: ogni notte gli esperti analizzano campioni di zanzare per individuare eventuali agenti patogeni di cui possono essere vettori”.

Il ricercatore specifica che questo monitoraggio coinvolge direttamente l’ambito veterinario, poiché alcune patologie colpiscono gli animali da compagnia e i cavalli. La sorveglianza sulla popolazione animale risulta strutturalmente più semplice rispetto a quella sulla popolazione umana.

A giocare un ruolo determinante nella diffusione transfrontaliera di virus come West Nile e Dengue è la combinazione tra lo spostamento degli insetti e la mobilità delle persone. Il flusso e la circolazione dei viaggiatori rappresentano il vettore principale per l’introduzione e la propagazione di queste patologie all’interno delle aree urbane.

Strategie di difesa: dai rimedi naturali ai larvicidi

In merito alle contromisure adottabili dai cittadini, l’esperto del CNR menziona l’utilità parziale di alcuni rimedi naturali. Piante aromatiche come la lavanda e la citronella possono contribuire a mascherare l’odore umano, diminuendo l’attrattività nei confronti dei vettori, sebbene tali soluzioni risultino insufficienti nelle aree a elevata densità di infestazione.

I presidi più efficaci rimangono:

  • L’utilizzo sistematico di spray repellenti cutanei certificati.
  • L’installazione di reti antizanzare (zanzariere) fisse nei punti di accesso domestici.
  • Pianificazione di interventi di disinfestazione adulticida localizzata in concomitanza di grandi eventi all’aperto, i quali abbattono la presenza di esemplari per 24-48 ore prima della naturale ricomparsa degli insetti.
  • Uso mirato di prodotti larvicidi nei ristagni d’acqua e nelle caditoie per interrompere lo sviluppo biologico prima del raggiungimento dello stadio adulto.

L’emergenza internazionale: il caso limite dello Sri Lanka

A testimoniare la potenziale gravità delle epidemie legate ai filovirus e alle febbri emorragiche interviene il report epidemiologico globale proveniente dallo Sri Lanka. Nel Paese asiatico si registra una severa emergenza sanitaria, con 1.069 nuovi casi di Dengue rilevati nelle ultime 24 ore.

Dall’inizio del 2026, lo Stato ha contabilizzato un totale di 47.179 contagi e 28 decessi accertati. Il dottor Kapila Kannangara, direttore ad interim dell’Unità nazionale per il controllo della dengue, ha formalizzato lo stato di massima allerta per le strutture sanitarie locali: la capacità recettiva degli ospedali è stata superata, ponendo il personale medico sotto una pressione logistica estrema che rischia di condurre al collasso l’intero sistema assistenziale qualora la curva dei contagi non dovesse flettere a breve.

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