L’uragano di categoria 1 è passato a sud della Big Island senza toccare terra, ma ha lasciato una scia di danni: alberi abbattuti, strade allagate, tetti danneggiati e blackout. Rinviati circa 190 voli. Resta l’allerta per piogge, frane e allagamenti
L’uragano Lala ha sfiorato le Hawaii senza effettuare il temuto landfall sulla Big Island, ma il suo passaggio ha comunque provocato danni, allagamenti, blackout e una vittima. La tempesta, classificata come uragano di categoria 1, ha raggiunto venti massimi sostenuti di circa 120 km/h, mentre raffiche ancora più forti sono state registrate sulle aree montuose dell’isola.
Il centro di Lala è transitato a sud della Big Island, evitando quello che sarebbe stato il primo landfall di un uragano sull’isola in oltre 150 anni. Ma la distanza non è bastata a risparmiare il territorio dagli effetti della tempesta.
Un morto e decine di migliaia di persone senza elettricità
Il bilancio provvisorio comprende almeno una vittima, morta in un incidente stradale nell’area di South Point, sulla Big Island.
Uno degli effetti più pesanti del passaggio di Lala riguarda però la rete elettrica.
Decine di migliaia di utenze sono rimaste senza corrente a causa soprattutto della caduta di alberi e dei danni provocati alle linee elettriche. Secondo gli aggiornamenti diffusi durante il passaggio della tempesta, oltre 42.000 clienti erano rimasti senza elettricità, tra Big Island e Maui County.
I tecnici hanno dovuto intervenire su numerosi guasti, mentre la compagnia elettrica ha avvertito che in alcune aree il ripristino potrebbe richiedere tempo.
Venti a 120 km/h e raffiche oltre i 200 sulle montagne
Lala ha raggiunto la categoria 1 con venti sostenuti fino a 120 km/h.
Ma sulle zone più elevate della Big Island il vento ha raggiunto intensità decisamente superiori. Sul Mauna Kea, uno dei punti più alti delle Hawaii, sono state registrate raffiche fino a circa 225 km/h.
È stata soprattutto la combinazione tra vento e pioggia a creare le condizioni più problematiche.
Alberi abbattuti hanno danneggiato linee elettriche e infrastrutture, mentre in diversi punti sono stati segnalati problemi alla viabilità.
Piogge torrenziali, rischio alluvioni e frane
Il passaggio di Lala ha portato anche precipitazioni eccezionalmente intense.
Sulla Big Island erano previsti accumuli complessivi tra 10 e 25 pollici, pari a circa 25-63 centimetri di pioggia, con i quantitativi maggiori nelle aree montuose.
Una quantità d’acqua sufficiente a far scattare l’allarme per alluvioni improvvise e frane.
Il rischio non riguarda soltanto le ore immediatamente successive al passaggio dell’uragano: quando il terreno è completamente saturo, smottamenti e cedimenti possono verificarsi anche successivamente.
Le autorità hanno quindi invitato la popolazione a evitare gli spostamenti non necessari e a prestare particolare attenzione alle strade interessate da acqua e detriti.
Strade allagate e tetti danneggiati
Sulla Big Island sono state segnalate strade allagate, alberi caduti e danni ad alcune abitazioni.
Secondo gli aggiornamenti disponibili, almeno 19 tetti sono stati danneggiati dal maltempo.
Le condizioni del mare sono rimaste inoltre particolarmente pericolose, con onde alte e forti correnti lungo le coste.
Rinviati circa 190 voli
Il maltempo ha avuto conseguenze anche sui trasporti.
Circa 190 voli sono stati rinviati e le autorità hanno disposto la chiusura degli aeroporti di Hilo e Kona durante la fase più critica della tempesta.
Anche diversi porti commerciali sono stati interessati dalle misure di sicurezza adottate durante il passaggio dell’uragano.
Per residenti e turisti l’emergenza ha quindi significato non soltanto affrontare il maltempo, ma anche spostamenti cancellati, collegamenti interrotti e difficoltà nel reperire servizi essenziali.
Lala non ha colpito direttamente la Big Island
La traiettoria dell’uragano ha evitato il landfall diretto.
Il centro della tempesta è passato a sud dell’isola, scongiurando lo scenario peggiore temuto nelle ore precedenti.
La Big Island era infatti sotto osservazione per un possibile impatto diretto che avrebbe avuto un significato storico: l’ultimo uragano a effettuare landfall su una delle principali isole hawaiane risale al 1992, quando l’uragano Iniki colpì Kauai.
Lala ha quindi evitato il colpo diretto, ma non ha evitato le conseguenze.
L’emergenza non è ancora finita
Anche con l’allontanamento del centro della tempesta, il pericolo non è immediatamente terminato.
Le autorità continuano a monitorare piogge intense, frane, allagamenti, onde pericolose e forti raffiche di vento mentre Lala prosegue il suo movimento verso ovest.
Gli avvisi meteorologici sono stati estesi anche ad altre isole dell’arcipelago, tra cui Maui, Oahu e Kauai.
Il rischio maggiore nelle prossime ore è legato soprattutto agli effetti residui delle precipitazioni.
Il bilancio di Lala
L’uragano ha quindi sfiorato le Hawaii senza toccare direttamente terra, ma il passaggio sulla Big Island è stato comunque sufficiente per provocare un’emergenza.
Una vittima, decine di migliaia di persone senza elettricità, strade allagate, alberi abbattuti, abitazioni danneggiate e centinaia di collegamenti aerei compromessi.
E mentre Lala si allontana, resta l’incognita più importante: quanta parte dei danni emergerà soltanto nelle prossime ore, quando sarà possibile raggiungere tutte le aree colpite e verificare le condizioni di strade, infrastrutture e abitazioni.
L’uragano non ha colpito direttamente le Hawaii. Ma per la Big Island è stata comunque una giornata di emergenza.
