Sono saliti a 21 i casi umani di infezione da virus West Nile registrati nella provincia di Oristano. L’ultimo aggiornamento arriva dalla Asl 5 di Oristano, che comunica anche il ricovero di un ultraottantenne all’ospedale San Martino.
Di fronte al nuovo caso, il Dipartimento di Prevenzione della Asl ha avviato immediatamente l’inchiesta epidemiologica e le attività di profilassi previste. Tra gli interventi rientra anche la disinfestazione delle aree di residenza delle persone che hanno contratto l’infezione.
Ventuno casi dall’inizio della stagione
Il primo caso di West Nile nella provincia di Oristano risale allo scorso maggio e aveva riguardato una persona ultrasessantenne.
Il secondo caso aveva interessato invece una persona ultraottantenne che, dopo aver contratto il virus e sviluppato la malattia, era purtroppo deceduta.
Nel corso dei mesi successivi il numero dei contagi è progressivamente aumentato. Diversi pazienti sono stati ricoverati presso l’ospedale San Martino, mentre altri, dopo le cure e l’osservazione clinica, sono stati dimessi e hanno fatto rientro nelle proprie abitazioni.
Gli ultimi quattro casi già comunicati dalla Asl, dal diciassettesimo al ventesimo, riguardavano due persone ultrasettantenni e due ultrasessantenni, ancora ricoverate presso il presidio ospedaliero oristanese.
Con il nuovo contagio, il bilancio complessivo sale dunque a 21 casi umani.
Un nuovo ricovero al San Martino
L’ultimo caso riguarda un ultraottantenne, attualmente ricoverato all’ospedale San Martino di Oristano.
L’età dei pazienti coinvolti richiama l’attenzione su uno degli aspetti più importanti dell’infezione da West Nile: nella maggior parte delle persone il contagio può non provocare sintomi o determinare manifestazioni lievi, mentre il rischio di sviluppare forme neuroinvasive aumenta soprattutto nelle persone anziane e nei soggetti fragili.
Per questo le autorità sanitarie insistono in particolare sulle misure di prevenzione rivolte alle categorie più vulnerabili.
Come si trasmette il virus West Nile
La Febbre del Nilo occidentale è una malattia virale trasmessa principalmente attraverso la puntura di zanzare infette.
Gli uccelli rappresentano il principale serbatoio naturale del virus. Le zanzare possono infettarsi pungendo gli animali infetti e successivamente trasmettere il virus ad altri ospiti attraverso le loro punture.
Il contagio, quindi, non avviene normalmente attraverso il semplice contatto tra una persona e un’altra.
La prevenzione parte dalle zanzare
Con la circolazione del virus, la Asl 5 torna a raccomandare alcune semplici misure per ridurre il rischio di punture.
La prima riguarda l’eliminazione dei ristagni d’acqua, che possono rappresentare luoghi favorevoli alla proliferazione delle zanzare. Anche contenitori apparentemente insignificanti, come sottovasi, secchi o recipienti lasciati all’aperto, possono diventare siti di riproduzione.
Quando si trascorre tempo all’aperto è inoltre consigliato utilizzare repellenti e indossare, quando possibile, abiti lunghi che riducano la superficie della pelle esposta.
Un’altra misura utile riguarda gli ambienti domestici: zanzariere alle finestre e alle porte possono contribuire a limitare l’ingresso degli insetti nelle abitazioni.
L’appello della Asl: attenzione soprattutto per anziani e fragili
«Invitiamo ancora una volta le cittadine e i cittadini, in particolare i soggetti fragili e anziani, a prevenire eventuali situazioni a rischio e a proteggersi dalle punture di questo insetto», ha ricordato Maria Valentina Marras, direttrice del Dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano.
L’invito riguarda in particolare l’eliminazione dei ristagni d’acqua, l’utilizzo di spray repellenti e di abiti lunghi quando si è all’aperto e la protezione delle abitazioni attraverso le zanzariere.
«I contagi crescono ancora. Continuiamo ad osservare queste uniche misure di prevenzione e di protezione contro la malattia», ha aggiunto Grazia Cattina, direttrice generale della Asl 5.
L’appello è rivolto anche a chi assiste persone anziane e bambini, affinché vengano adottate le stesse precauzioni.
Il quadro dei casi
L’aumento a 21 casi umani conferma quindi la presenza del virus West Nile nel territorio della provincia di Oristano.
La risposta sanitaria prosegue attraverso la sorveglianza epidemiologica, l’identificazione dei casi e gli interventi di profilassi e disinfestazione nelle aree interessate.
Per la popolazione, il messaggio delle autorità sanitarie rimane soprattutto quello della prevenzione dalle punture di zanzara, particolarmente importante durante la stagione estiva.
Il nuovo caso e il ricovero dell’ultraottantenne rappresentano l’ultimo aggiornamento di una situazione che la Asl sta continuando a monitorare sul territorio.
