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Febbre del Nilo, quarto caso ad Oristano: il Mediterraneo caldo allunga la stagione delle zanzare

La Sardegna torna al centro dell’attenzione per la Febbre del Nilo occidentale. La Asl di Oristano segnala il quarto caso dall’inizio del 2026: anziani e persone fragili restano i soggetti più esposti alle forme gravi. Il ruolo del clima e della diffusione delle zanzare vettori

La Febbre del Nilo occidentale (West Nile Disease) torna a far registrare nuovi casi in Italia. In provincia di Oristano la Asl ha comunicato il quarto caso accertato nel 2026: una persona ultraottantacinquenne è ricoverata all’ospedale San Martino dopo la conferma della positività attraverso gli esami di laboratorio.

Con il nuovo caso salgono a quattro le infezioni confermate nel territorio: tra queste anche un precedente caso in una persona ultranovantenne deceduta dopo aver sviluppato la malattia, mentre un altro paziente ultrasessantenne resta sotto osservazione. La Asl ha avviato l’indagine epidemiologica e gli interventi di disinfestazione nell’area interessata.

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Cos’è la Febbre del Nilo occidentale

La West Nile è una malattia infettiva causata dal virus West Nile, un flavivirus trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette, soprattutto del genere Culex, la cosiddetta zanzara comune.

Il ciclo naturale del virus coinvolge soprattutto uccelli selvatici e zanzare: gli uccelli rappresentano il principale serbatoio dell’infezione, mentre l’uomo e gli equini sono ospiti accidentali. Il virus non si trasmette normalmente da persona a persona attraverso i normali contatti.

Nella maggior parte dei casi nessun sintomo

Uno degli aspetti che rendono difficile intercettare la circolazione del virus è che molte infezioni restano silenziose.

La maggior parte delle persone infettate non sviluppa sintomi. In alcuni casi può comparire una sindrome simile all’influenza con:

  • febbre;
  • mal di testa;
  • stanchezza;
  • dolori muscolari;
  • nausea.

Le forme più gravi, invece, possono coinvolgere il sistema nervoso centrale con meningite o encefalite. Queste complicanze sono rare, ma il rischio aumenta soprattutto nelle persone anziane e nei soggetti fragili. Il Ministero della Salute sottolinea che le forme neurologiche gravi si verificano in una percentuale molto ridotta degli infetti, ma colpiscono soprattutto queste categorie.

Perché il caldo può favorire la circolazione del virus

Il legame tra West Nile e cambiamenti climatici è un tema sempre più studiato.

La temperatura influenza infatti il ciclo vitale delle zanzare: condizioni più calde possono favorire la loro riproduzione, aumentare il periodo di attività stagionale e incidere sulla dinamica di trasmissione del virus.

Non significa che il caldo provochi direttamente la malattia, ma che temperature elevate, presenza di acqua stagnante e stagioni più lunghe possono creare condizioni più favorevoli alla presenza del vettore.

Il Mediterraneo è una delle aree dove questi cambiamenti sono particolarmente osservati: estati più lunghe e calde possono ampliare la finestra temporale in cui le zanzare sono attive, aumentando la necessità di sorveglianza.

Un fenomeno che richiede un approccio One Health

La West Nile è un esempio di malattia che non può essere letta soltanto dal punto di vista umano.

Il monitoraggio coinvolge infatti diversi elementi:

  • salute delle persone;
  • presenza del virus negli animali;
  • controllo delle popolazioni di zanzare;
  • caratteristiche ambientali dei territori.

Per questo la sorveglianza integrata utilizza dati sanitari, veterinari ed entomologici per individuare precocemente eventuali aree a rischio.

Come proteggersi dalle punture

In assenza di un vaccino disponibile per l’uomo e di una terapia antivirale specifica, la prevenzione resta lo strumento principale.

Le indicazioni degli esperti sono:

  • eliminare ristagni d’acqua in giardini, balconi e cortili;
  • utilizzare repellenti cutanei;
  • indossare abiti lunghi quando si trascorre tempo all’aperto, soprattutto nelle ore più esposte;
  • installare zanzariere alle finestre.

La sfida dei prossimi anni

Il caso di Oristano si inserisce in un quadro più ampio: le malattie trasmesse da vettori stanno diventando una delle sfide emergenti per la sanità pubblica, anche in Europa.

La combinazione tra cambiamenti ambientali, mobilità globale e trasformazione degli habitat rende sempre più importante il monitoraggio continuo.

La West Nile ricorda che la salute umana non è separata dall’ambiente: ciò che accade negli ecosistemi, nelle popolazioni animali e nelle condizioni climatiche può avere conseguenze anche sulla nostra salute.

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