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Un bacio scambia milioni di batteri: ecco cosa succede davvero (e quando bisogna fare attenzione)

Il 6 luglio si celebra il World Kiss Day, la Giornata mondiale del bacio. Un gesto universale associato all’amore, all’affetto e all’intimità, ma che dal punto di vista biologico rappresenta anche uno straordinario scambio di microrganismi.

Ogni bacio mette infatti in contatto due ecosistemi complessi: il microbiota orale di ciascuna persona. Batteri, virus, funghi e altri microrganismi convivono normalmente nella nostra bocca e, nella maggior parte dei casi, fanno parte di un equilibrio fondamentale per la salute.

Il microbiota orale: un ecosistema con centinaia di specie

La bocca è uno degli ambienti più popolati del nostro organismo. Ospita oltre 700 specie di microrganismi, molte delle quali svolgono funzioni utili: aiutano a mantenere in equilibrio l’ambiente orale, limitano la proliferazione di batteri patogeni e partecipano ai primi processi digestivi.

Durante un bacio prolungato possono essere trasferiti milioni di batteri attraverso la saliva. Non significa, però, che ci si ammali: nella maggior parte dei casi il sistema immunitario e il microbiota già presente mantengono l’equilibrio senza alcuna conseguenza.

La mononucleosi è davvero la “malattia del bacio”?

L’associazione più nota è quella con la mononucleosi infettiva, causata dal virus di Epstein-Barr (EBV). Ma gli infettivologi invitano a ridimensionare questa etichetta.

«La ‘malattia del bacio’ non si trasmette solo con il bacio ma anche attraverso la saliva, ad esempio condividendo bicchieri o posate», ricorda Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova.

Ancora più netta Cristina Mussini, presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), che invita a evitare proprio questa definizione.

«Mettere insieme amore e malattia è sempre un po’ triste», osserva, ricordando che la mononucleosi colpisce spesso adolescenti e giovani adulti.

Quali infezioni possono passare con un bacio?

Il bacio può rappresentare una via di trasmissione per alcuni microrganismi presenti nella saliva, tra cui:

  • virus di Epstein-Barr (mononucleosi);
  • citomegalovirus;
  • virus dell’herpes simplex (soprattutto durante una fase attiva con lesioni);
  • alcuni batteri responsabili di infezioni respiratorie.

Nella maggior parte dei casi, però, si tratta di infezioni comuni o comunque gestibili. Il rischio aumenta soprattutto se una delle due persone presenta sintomi evidenti, febbre o lesioni del cavo orale.

Molto più rischiosi i rapporti non protetti

È proprio questo il messaggio che Matteo Bassetti vuole far passare nella Giornata mondiale del bacio.

«Baciamo pure senza gravi problemi», spiega. «Semmai stiamo molto attenti ai rapporti sessuali non protetti, perché attraverso questi si trasmettono infezioni decisamente più complesse e pericolose».

Il bacio, quindi, non deve essere vissuto come un comportamento da evitare, ma semplicemente come un gesto da inserire in un normale contesto di attenzione alla salute, soprattutto quando si è malati.

Un gesto che fa bene anche al cervello

Non c’è solo la microbiologia. Diversi studi hanno mostrato che il bacio favorisce il rilascio di dopamina, ossitocina ed endorfine, sostanze coinvolte nei meccanismi del piacere, dell’attaccamento e della riduzione dello stress.

Al tempo stesso diminuisce la produzione di cortisolo, l’ormone associato allo stress, con effetti positivi sul benessere psicologico e sulla qualità delle relazioni.

Il messaggio degli esperti

Per gli infettivologi, dunque, la Giornata mondiale del bacio non dovrebbe essere l’occasione per alimentare timori infondati, ma per fare corretta informazione.

Come sintetizza Cristina Mussini: «Il bacio è una bella cosa, soprattutto in un momento di guerre e tensioni come quello che stiamo vivendo. Se ci si baciasse invece di sparare sarebbe sicuramente meglio».

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