Le malattie sessualmente trasmissibili (IST) sono in aumento record in Europa. Ma quanto ne sappiamo davvero? I dati pubblicati dall’ECDC le scorse settimana ci offrono l’occasione per sfatare miti, scoprire fatti sorprendenti e capire perché questo tema riguarda tutti e non solo alcune categorie di persone.
1. La gonorrea è aumentata del 303% in 10 anni
Non è un errore di battitura. Tra il 2015 e il 2024, i casi di gonorrea in Europa sono passati da circa 26.000 a 106.331 l’anno. Un aumento del 303% in un decennio. Per mettere il dato in prospettiva: se i casi di qualsiasi altro tipo di infezione fossero aumentati con la stessa velocità, sarebbe stata dichiarata un’emergenza sanitaria pubblica da anni.
2. La clamidia è la IST più diffusa e spesso non dà sintomi
Con 213.443 casi nel 2024, la clamidia è l’infezione sessualmente trasmissibile più comune in Europa. Ma il dato ufficiale è quasi certamente una sottostima enorme: la clamidia è asintomatica nella maggior parte dei casi — fino al 70% nelle donne e al 50% negli uomini. Chi non ha sintomi non si testa, chi non si testa non sa di essere infetto, e nel frattempo continua a trasmettere l’infezione. Se non trattata, può causare infertilità.
3. La sifilide era considerata scomparsa. Ora è raddoppiata
Negli anni ’90, in molti paesi europei i casi di sifilide erano ridotti a poche decine. Sembrava una malattia del passato, destinata ai libri di storia. Nel 2024 l’Europa ha registrato 45.577 casi — più del doppio rispetto al 2015. Una malattia che pensavamo di aver sconfitto è tornata prepotentemente.
4. I neonati la pagano: sifilide congenita quasi raddoppiata in un anno
Questo è forse il dato più inquietante di tutti. Tra il 2023 e il 2024, i casi di sifilide congenita – l’infezione che passa dalla madre al feto durante la gravidanza – sono passati da 78 a 140 in 14 paesi europei. Quasi il doppio in un solo anno. Bambini che nascono con una malattia contratta prima ancora di venire al mondo, con conseguenze che possono includere cecità, sordità e danni neurologici permanenti.
5. In 13 paesi europei i test IST costano di tasca propria
Una delle cause principali del mancato controllo delle IST è banalmente economica. 13 dei 29 paesi europei che hanno fornito dati all’ECDC richiedono ancora pagamenti diretti per i test IST di base. Chi non può permettersi il test non si testa. Chi non si testa non sa di essere infetto. Il risultato è che le persone più vulnerabili — quelle con meno risorse economiche — sono anche quelle con meno accesso alla prevenzione.
6. La gonorrea sta diventando resistente a tutti gli antibiotici disponibili
Non si tratta solo di numeri in crescita: si tratta di batteri che cambiano. Il batterio responsabile della gonorrea, Neisseria gonorrhoeae, ha sviluppato nel tempo resistenza alla penicillina, alle tetracicline, ai fluorochinoloni. Oggi la terapia di riferimento è la ceftriaxone — ma anche questa opzione si sta restringendo. Casi di gonorrea resistente alla ceftriaxone sono già stati segnalati in Europa. Gli esperti parlano apertamente della possibilità di una gonorrea sostanzialmente incurabile nel medio termine.
7. Il post-pandemia ha cambiato i comportamenti sessuali e i dati lo dimostrano
L’ECDC cita esplicitamente i cambiamenti comportamentali post-pandemia tra le cause dell’aumento delle IST. Il lungo periodo di isolamento ha modificato le dinamiche sociali e sessuali: aumento dei partner multipli, riduzione dell’uso del preservativo, minore frequentazione dei servizi sanitari. Gli effetti di questi cambiamenti si sono manifestati nei dati epidemiologici degli anni successivi alla pandemia in modo chiaro e documentato.
8. Esiste già una “pillola del giorno dopo” per le IST batteriche
Si chiama doxy-PEP ed è una dose di doxiciclina da assumere entro 72 ore da un rapporto sessuale a rischio. Funziona come la profilassi post-esposizione per l’HIV, ma per alcune IST batteriche come sifilide e clamidia. L’ECDC ha pubblicato linee guida specifiche a gennaio 2026. Il limite è che non funziona per la gonorrea — e usarla troppo diffusamente rischia di accelerare la resistenza batterica.
9. Gli uomini che hanno rapporti con uomini sono il gruppo più colpito — ma non l’unico
I dati ECDC mostrano che gli uomini che hanno rapporti con uomini (MSM) sono il gruppo più disproportionatamente colpito, con gli aumenti più marcati di gonorrea e sifilide. Ma un dato spesso trascurato riguarda le donne in età riproduttiva: la sifilide sta aumentando significativamente anche tra le donne eterosessuali, ed è proprio questo che spiega il quasi raddoppio della sifilide congenita nei neonati.
10. Prevenire è semplice ma non stiamo facendo abbastanza
L’ECDC è lapidario: “Proteggere la propria salute sessuale rimane semplice. Usa il preservativo con partner nuovi o multipli, e fai il test se hai sintomi”. Il preservativo rimane lo strumento più efficace per prevenire la trasmissione delle IST. Gli screening regolari permettono di diagnosticare e trattare le infezioni prima che causino danni o vengano trasmesse ad altri. Eppure i numeri continuano a salire. Il problema non è la mancanza di strumenti — è la mancanza di politiche efficaci, servizi accessibili e cultura della prevenzione.
La parola “sifilide” deriva probabilmente dal nome di un personaggio della mitologia greca: Sifilo, un pastore che secondo un poema del 1530 scritto dal medico italiano Girolamo Fracastoro fu colpito dalla malattia come punizione divina. Fracastoro fu anche il primo a teorizzare – nel 1546, quasi 350 anni prima della scoperta dei batteri – che le malattie contagiose fossero causate da “semi di malattia” trasferibili da persona a persona. Una delle intuizioni scientifiche più straordinarie della storia, formulata senza microscopio e senza nessuna conoscenza della microbiologia moderna.
