Una motovedetta della Capitaneria di Porto salpa dal porto di Cesenatico verso il largo dell’Adriatico. A bordo non ci sono solo uomini in divisa, ma ricercatori dell’Università di Bologna e contenitori speciali con a bordo una femmina di polpo e piccoli esemplari di pochissimi giorni di vita.
Ha preso il via una delle fasi più delicate ed ecologicamente ambiziose del progetto sperimentale Octo-Blu, promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con l’Alma Mater Studiorum per testare il controllo biologico del granchio blu (Callinectes sapidus), la specie invasiva che sta devastando la fauna dell’Adriatico e mettendo in ginocchio le imprese di pesca e acquacoltura.
Il progetto Octo-Blu: la natura per combattere l’emergenza

Avviato nel 2024 nell’ambito del Programma nazionale Feampa 2021-2027, il progetto Octo-Blu nasce da un’intuizione scientifica chiara: impiegare il polpo, predatore naturale del granchio blu, per arginare la proliferazione incontrollata del crostaceo alieno.
Per quasi due anni, il team di ricerca guidato dal professor Oliviero Mordenti e dal ricercatore Antonio Casalini del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’UniBo ha lavorato in laboratorio per studiare le interazioni tra le due specie e perfezionare le tecniche di riproduzione del polpo in ambiente controllato.
“Il progetto ci ha permesso di raccogliere informazioni preziose sulla biologia del granchio blu e di individuare una possibile strategia per contenere la sua presenza. Il polpo è un predatore naturale efficace, in grado di svolgere un ruolo chiave nel riequilibrare le catene alimentari marine nel nostro areale.” — Prof. Oliviero Mordenti, Università di Bologna.
Dopo le prime schiuse in vasca, i primi rilasci sperimentali sono iniziati tra giugno e agosto in prossimità delle barriere artificiali sommerse di Riccione e proseguono ora nel tratto di mare antistante Cesenatico, dove seguirà un rigoroso monitoraggio condotto assieme ai pescatori locali.
Pesca ed economia in ginocchio: tagliata del 70% la produzione di vongole
L’invasione del granchio blu non è soltanto una crisi ecologica, ma una vera e propria catastrofe economica per le marinerie dell’Emilia-Romagna, in particolare nell’area del Delta del Po e del Ferrarese. Il crostaceo preda voracemente il novellame, provocando crolli verticali nella produzione:
- -70% della produzione di vongole di taglia commerciale in alcune zone di allevamento.
- 5 milioni di euro complessivi stanziati dalla Regione dal 2023 al 2026 per sostenere le imprese colpite, coprire i costi di smaltimento e compensare le perdite di reddito.
L’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Alessio Mammi, presente all’operazione di rilascio, ha ribadito la volontà delle istituzioni di affiancare all’assistenza economica diretta l’investimento sulla ricerca scientifica.
“Salvare il settore della pesca e degli allevamenti rappresenta una priorità assoluta. Di fronte a un’emergenza di questa portata non esistono risposte semplici. Per questo sosteniamo Octo-Blu e siamo pronti a finanziare altri progetti scientifici capaci di proporre soluzioni strutturali per il nostro mare.” — Alessio Mammi, Assessore alla Pesca della Regione Emilia-Romagna.
I prossimi passi: monitoraggio e pubblicazioni scientifiche
Gli studi condotti finora nell’ambito di Octo-Blu hanno già ottenuto un importante riconoscimento internazionale, con la pubblicazione dei primi risultati su riviste scientifiche di rilevanza mondiale come Scientific Reports e Animals.
Nelle prossime settimane la sperimentazione proseguirà con il tracciamento degli esemplari rilasciati e l’analisi dei dati biologici raccolti sul campo, con l’obiettivo di verificare l’effettivo tasso di contenimento della specie invasiva e valutare l’estensione del modello ad altri tratti della costa adriatica.

