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Carburanti, scattano i rincari dopo lo stop alle accise: gasolio oltre i 2 euro in autostrada

La fine dello sconto sulle accise, scaduto lo scorso 3 luglio 2026, sta provocando un immediato riflesso sui listini dei carburanti alla pompa. La rete distributiva registra una nuova ondata di aumenti che coincide con l’avvio delle partenze estive degli italiani, nonostante l’andamento al ribasso delle quotazioni internazionali del greggio. All’evoluzione dei prezzi si affianca inoltre lo scontro istituzionale in merito alla riforma del settore, bloccata da mesi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

I numeri della pompa: i dati e i rincari delle compagnie

Secondo i calcoli diffusi dal Codacons, in soli quattro giorni il prezzo medio del gasolio in Italia è salito di 5,3 centesimi di euro, mentre la benzina ha registrato un incremento di 4,9 centesimi. Questo trend si traduce in un aggravio di spesa pari a +2,65 euro per un pieno di diesel e a +2,45 euro per un pieno di benzina.

Gli aumenti avvengono in un contesto internazionale particolare: il petrolio si attesta oggi attorno ai 73 dollari al barile, in calo di oltre il 23% rispetto all’inizio di giugno. Tuttavia, le quotazioni dei prodotti raffinati alla pompa restano elevate, risentendo delle tensioni geopolitiche internazionali che si sono susseguite dall’inizio dell’anno.

Le rilevazioni quotidiane di Staffetta Quotidiana evidenziano i seguenti prezzi medi nazionali in modalità self-service:

Tipologia di CarburanteRete Ordinaria (Stradale)Rete Autostradale
Benzina1,852 €/l (+8 millesimi)1,940 €/l (+2 millesimi)
Gasolio1,935 €/l (+10 millesimi)2,012 €/l (+4 millesimi)
Gpl0,760 €/l (-2 millesimi)0,885 €/l (+1 millesimo)
Metano1,554 €/kg (Invariato)1,585 €/kg (Invariato)

Sul fronte dei marchi aziendali, Eni ha ritoccato verso l’alto di due centesimi al litro i prezzi consigliati del gasolio. IP ha applicato un rialzo di due centesimi sulla benzina e di uno sul gasolio, mentre Q8 ha registrato un incremento di tre centesimi sul diesel. In controtendenza si muove solo Tamoil, che ha limato di un centesimo il prezzo della benzina.

Riforma carburanti: la replica del Mimit sulle responsabilità del blocco

Parallelamente alle proteste dei consumatori per i rincari, si è riacceso il dibattito politico sulla riforma del settore. Rispondendo alle critiche delle opposizioni parlamentari e di alcune sigle dei gestori, fonti ufficiali del Mimit hanno diffuso una nota di chiarimento per ricostruire l’iter legislativo del provvedimento.

La ricostruzione fornita dal Ministero si articola su tre punti principali:

  • La causa dello stallo: Secondo il Mimit, a bloccare per due anni il disegno di legge di riforma è stato il difficile dialogo interno tra le stesse associazioni di categoria.
  • Il precedente in Cdm: Gli uffici ministeriali ricordano che una proposta di riforma era stata portata in Consiglio dei Ministri l’8 luglio dello scorso anno, ma la sua approvazione fu sospesa su esplicita richiesta dei soggetti che oggi ne lamentano i ritardi.
  • La situazione attuale: Le medesime fonti precisano che alla fine di aprile di quest’anno le associazioni hanno trovato una convergenza sulla proposta condivisa grazie alla mediazione degli uffici.

Il Mimit ha concluso annunciando che il testo della riforma non viaggerà più come provvedimento autonomo, ma sarà inserito come parte integrante all’interno del disegno di legge sulla concorrenza. L’esame è previsto in uno dei prossimi Consigli dei Ministri entro il mese di luglio, con l’obiettivo istituzionale di ottenerne l’approvazione definitiva entro la fine dell’anno corrente.

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