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Morire di caldo: l’Europa conta 12mila vittime in 72 ore

L’estate è iniziata due giorni fa. E ha già contato i suoi morti.

Attorno al solstizio un’ondata di calore eccezionalmente precoce e intensa ha investito l’Europa occidentale con temperature di 14-18 °C superiori alla media per la fine di giugno. Ieri, 29 giugno, il picco ha raggiunto il massimo: domenica 28 giugno erano 18 i capoluoghi italiani contrassegnati da bollino rosso. Non è stato uno scherzo meteo. È stata una crisi di sanità pubblica che sta ancora accadendo.

Il numero che non dimenticherai: 12.000 morti in 72 ore

Partiamo dalla cifra più spaventosa. Secondo uno studio pubblicato dall’Economist, nel picco dell’ondata di calore tra il 24 e il 26 giugno, il caldo estremo ha potuto causare circa 12.000 decessi in eccesso in Europa. Non sono 12.000 in tre mesi. Sono 12.000 in tre giorni.

Il calcolo non è una semplice sottrazione di temperature. L’Economist ha combinato il modello Masselot con le temperature medie previste dal 24 al 26 giugno, il picco dell’ondata di calore, tenendo parzialmente conto del calore notturno, che è uno dei motivi per cui questa ondata di calore è così pericolosa, perché lascia poco tempo al corpo per recuperare.

Non è il massimo termico che uccide. È l’insonnia climatica.

In Italia: città in codice rosso, 85% delle vittime over 65

Oggi, al 30 giugno, il bollino rosso persiste in mezza penisola. Domenica 28 giugno, erano 18 i capoluoghi italiani contrassegnati da bollino rosso (livello 3, indice di “condizioni di emergenza, con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”). Sono: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

Altre 6 città sono in bollino arancione (livello 2).

Il dato sulla mortalità in Francia illumina il quadro: l’aumento della mortalità colpisce tutte le fasce d’età, sebbene l’85% dei decessi riguardi persone di età pari o superiore a 65 anni. Non è una crisi democratica: il caldo uccide chi ha meno risorse di adattamento. E gli anziani sono in prima linea.

Il meccanismo nascosto: quando il corpo non riesce a dormire

Ecco come funziona il colpo di calore, scientificamente. Il corpo umano regola la temperatura attraverso la sudorazione. Ma sudare richiede energia e liquidi. Quando la temperatura notturna rimane sopra i 20-22 °C, il corpo non riesce a raffreddare abbastanza durante il sonno. L’alternanza giorno-notte scompare. La criticità risiede nella continuità del fenomeno, specialmente durante le ore notturne, poiché il corpo ha meno tempo per recuperare.

Il cuore lavora di più. La pressione sanguigna aumenta. Le persone anziane, con cuore meno efficiente, cominciano a soffrire. Nei casi peggiori, la disidratazione causa uno shock termico e l’organo semplicemente si ferma.

Come riconoscere i segni di colpo di calore prima che sia troppo tardi

Secondo il Ministero della Salute e le linee guida internazionali, i segnali di pericolo sono:

  • Intenso mal di testa accompagnato da vertigini
  • Nausea e vomito
  • Confusione mentale o difficoltà a concentrarsi
  • Pelle arrossata e secca (non bagnata di sudore)
  • Perdita di coscienza o convulsioni (emergenza medica immediata)

Se qualcuno ha questi sintomi, non aspettare: chiama il numero 112 oppure il numero 1500 del Ministero della Salute, attivo appositamente in questi giorni per l’emergenza caldo.

Le categorie più a rischio (non solo anziani)

Secondo il bollettino ufficiale del ministero della Salute, le popolazioni a rischio durante le ondate di calore sono: persone anziane, bambini molto piccoli e persone affette da malattie croniche. Ma c’è di più. I ricercatori hanno scoperto che il rischio aumenta esponenzialmente quando le temperature sono insolite per quel luogo. Secondo il modello Masselot, quando le città sperimentano temperature insolitamente alte, la gente sta peggio: 30°C a Manchester sono molto più letali che a Madrid.

Paradosso urbanistico: le città del Nord Europa, non abituate al caldo, soffrono di più.

Cosa fare: rifugi climatici, ore di movimento, idratazione strategica

Tra le categorie maggiormente a rischio durante le ondate di calore ci sono cardiopatici, anziani, bambini e tutti i soggetti fragili. È espressamente consigliato evitare attività all’esterno tra le 12 e le 18. Ma cosa fare se sei in città e senza condizionatore?

I rifugi climatici sono spazi aperti gratuitamente alla cittadinanza che consentono di ripararsi dal caldo intenso. Cerca biblioteche, cinema, musei. Muoviti nelle ore fresche (mattina presto, sera tardi). Non aspettare di avere sete per bere: la sete è il segnale tardivo. Bevi regolarmente, anche se non assetato.

💡 Lo sapevi?

Il rischio di morte durante un’ondata di calore non dipende solo dalla temperatura massima, ma anche dall’insolita elevata per quel luogo. A 30°C, Manchester (dove il caldo è raro) ha una mortalità maggiore che Madrid (dove è normale). È il “shock termico” il killer—non il termometro.

Il costo invisibile: quanto spende la tua famiglia

C’è un’altra crisi sotto questa crisi: quella economica. Il caldo estremo che ha colpito l’Italia costa fino a quasi 600 euro al mese a famiglia, tra maggiori consumi energetici e idrici e spese per beni e servizi finalizzati a contrastare il caldo. È il prezzo invisibile della crisi climatica—pagato da chi ha meno.

La promessa dell’OMS: “Obiettivo zero morti da calore”

In piena ondata di calore è stata pubblicata la seconda edizione della guida dell’OMS Europa Heat–health action plans: guidance (Copenaghen, 2026), aggiornamento della prima versione del 2008, con un manuale operativo che trasforma vent’anni di evidenze ed esperienza sul campo in azioni che governi, città e servizi sanitari possano attuare. Il direttore dell’OMS Europa, Hans Henri Kluge, riassume la tesi di fondo con “obiettivo zero morti da calore”.

È una promessa ambiziosa. Ma sappiamo come va a finire quando la scienza promette e la politica sceglie di non investire.

Il trend che continua

Secondo le stime del Lancet Countdown, l’estate del 2022 ha causato in Europa più di 60.000 morti premature per il caldo, il 2023 oltre 47.000 e il 2024 circa 62.000: solo negli ultimi tre anni si arriva, sommando, ben oltre 160.000 decessi, in larga parte considerati evitabili.

Ogni anno peggiore del precedente. Non è una stagione eccezionale. È la norma nuova.

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