Dalla Spagna alla Francia fino all’Italia, il 2026 registra un bilancio pesante sul fronte degli incendi boschivi. VAS: “Non basta spegnere le fiamme, serve prevenzione strutturale”.
L’estate 2026 si sta confermando una delle più difficili degli ultimi anni sul fronte degli incendi boschivi. Dopo un luglio segnato da temperature elevate, periodi prolungati di siccità e condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme, diversi Paesi europei hanno registrato roghi di dimensioni eccezionali.
In Spagna e Francia gli ettari bruciati hanno raggiunto circa 150mila in pochi giorni, un dato sei volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2025, con oltre 300mila persone evacuate. Le fiamme hanno interessato anche aree densamente popolate, arrivando fino alla periferia di Bordeaux. Il bilancio umano conta vittime tra i soccorritori e la popolazione.
Italia, oltre 36mila ettari in fumo dall’inizio dell’anno
Anche l’Italia sta affrontando una stagione degli incendi particolarmente critica. Secondo i dati del sistema europeo Copernicus-EFFIS, dall’inizio del 2026 sono andati distrutti circa 36.600 ettari di territorio, un valore superiore dell’80% rispetto alla media del periodo 2006-2025.
Solo nell’ultima settimana di luglio sarebbero stati percorsi dalle fiamme quasi 19mila ettari.
La situazione più critica riguarda la Sicilia, dove sono stati registrati centinaia di roghi e circa 24mila ettari bruciati. Le fiamme hanno coinvolto diverse aree tra Palermo, Agrigento e Catania, provocando evacuazioni e mettendo sotto pressione il sistema di emergenza.
Incendi si sono verificati anche in Sardegna, sul Pollino e nel Gargano, mentre in diverse città le aree verdi urbane sono state interessate da interventi dei vigili del fuoco.
VAS: “Gli incendi sono il volto più brutale della crisi climatica”
Secondo Verdi Ambiente e Società (VAS), gli eventi di questa estate rappresentano il segnale di una crisi che non può essere affrontata solo nella fase dell’emergenza.
“Quello che stiamo vivendo non è soltanto un fenomeno meteorologico estremo, è la crisi climatica che si manifesta nella sua forma più brutale”, afferma il presidente di VAS, Stefano Zuppello.
Per l’associazione, l’alternanza tra precipitazioni intense e periodi sempre più lunghi di caldo e siccità rende la vegetazione più vulnerabile e aumenta il rischio di propagazione degli incendi.
Dalla lotta agli incendi alla prevenzione del territorio
VAS rilancia la campagna storica “Prevenire è meglio di spegnere”, chiedendo un cambio di approccio nella gestione del rischio incendi: maggiore manutenzione delle aree boschive, contrasto all’abbandono delle zone rurali, gestione forestale attiva ed educazione ambientale.
“Continueremo a inseguire il fuoco invece di prevenirlo senza prevenzione strutturale e riduzione delle emissioni”, conclude Zuppello.
