Il 26 agosto si celebra l’International Dog Day. L’OIPA accende i riflettori sulle condizioni dei cani randagi in diversi Paesi, dalle presunte ricollocazioni in Egitto alle campagne di abbattimento denunciate in Algeria e Marocco
C’è chi lo considera un membro della famiglia e chi lo vive come uno dei più fedeli compagni dell’uomo. Ma non per tutti i cani la realtà è la stessa. In occasione della Giornata mondiale del cane, che si celebra il 26 agosto, l’OIPA richiama l’attenzione sulle condizioni di migliaia di animali vittime di abbandono, maltrattamenti e pratiche di gestione del randagismo considerate incompatibili con la loro tutela.
La ricorrenza, conosciuta a livello internazionale come International Dog Day, nasce per celebrare il rapporto millenario tra esseri umani e cani. Ma rappresenta anche un’occasione per riportare l’attenzione sulle situazioni più critiche segnalate dalle organizzazioni animaliste.
Dall’Egitto all’Algeria, passando per Cina e Marocco, l’OIPA ha raccolto negli ultimi mesi diverse segnalazioni e ha rivolto appelli alle autorità locali affinché vengano adottate strategie fondate sulla prevenzione, sulla sterilizzazione e sulla vaccinazione, anziché su metodi cruenti.
Egitto, l’allarme sui cani trasferiti fuori da Mansoura
L’ultimo caso segnalato dall’OIPA riguarda l’Egitto.
L’organizzazione afferma di aver chiesto chiarimenti alle autorità competenti sulla presunta ricollocazione di cani vaganti dalla città di Mansoura verso un’area aperta lungo la strada Gamasa-Qalabsho.
Secondo quanto riferito dall’organizzazione, tra il 17 e il 19 agosto fotografie, video e informazioni raccolte attraverso contatti locali avrebbero documentato la presenza di numerosi animali in un’area caratterizzata da sabbia e detriti e con scarsa disponibilità di riparo. Alcuni cani sarebbero inoltre stati trovati morti.
L’OIPA chiede quindi che venga chiarito quanto accaduto e, soprattutto, come l’eventuale trasferimento possa conciliarsi con le campagne di vaccinazione e sterilizzazione dei cani vaganti annunciate dalle autorità locali.
Il punto sollevato dall’organizzazione è quello della gestione del randagismo: secondo l’OIPA, gli interventi dovrebbero privilegiare sterilizzazione, vaccinazione e prevenzione, evitando trasferimenti privi di adeguate garanzie per gli animali.
Algeria, l’appello contro l’abbattimento dei cani randagi
Una situazione diversa, ma che secondo l’OIPA pone lo stesso problema di fondo, riguarda l’Algeria.
L’organizzazione ha recentemente rivolto un appello alle autorità del Paese per fermare le campagne di abbattimento dei cani vaganti documentate in diverse aree.
L’OIPA chiede di sostituire le pratiche cruente con programmi strutturati di controllo della popolazione canina, basati sulla sterilizzazione e sulla vaccinazione.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di affrontare il randagismo attraverso un approccio che tenga insieme salute pubblica, benessere animale e tutela dell’ambiente, secondo il principio di One Health, che considera strettamente interconnesse la salute delle persone, quella degli animali e quella degli ecosistemi.
Cina, tra consumo della carne e tutela degli animali
Il tema assume caratteristiche differenti in Cina, dove in alcune aree permane il consumo di carne di cane, sebbene non rappresenti una pratica uniforme in tutto il Paese.
Negli ultimi anni il tema è stato al centro di forti campagne internazionali da parte delle organizzazioni animaliste, mentre alcune amministrazioni locali hanno introdotto restrizioni.
L’OIPA ha inoltre chiesto alle autorità cinesi di fare luce sulla vicenda relativa alla cagnolina Wang Wang e ai suoi cuccioli, denunciandone l’uccisione a Jieyang.
Anche in questo caso, l’organizzazione chiede alle autorità competenti di accertare le responsabilità e di garantire maggiore tutela agli animali.
Marocco, l’allarme sui cani randagi in vista dei Mondiali 2030
Particolarmente controverso è il caso del Marocco, dove l’OIPA denuncia una situazione legata alla gestione dei cani randagi anche in vista della Coppa del Mondo FIFA 2030, che il Paese ospiterà insieme a Spagna e Portogallo.
Secondo l’organizzazione animalista, sarebbe in corso una campagna finalizzata all’eliminazione di un numero molto elevato di cani randagi. L’OIPA denuncia l’utilizzo di metodi come avvelenamento, fucilazioni e trappole.
È proprio su questo fronte che l’organizzazione chiede un cambio di strategia: il randagismo, sostiene, non può essere affrontato semplicemente eliminando gli animali presenti sul territorio.
Sterilizzazione e vaccinazione contro il randagismo
Ma quali sono le alternative?
Per l’OIPA la risposta passa innanzitutto dalla sterilizzazione degli animali, dalla vaccinazione, dalla gestione responsabile delle colonie e dalla prevenzione degli abbandoni.
Un modello che richiede interventi continuativi e risorse, ma che punta a ridurre progressivamente la popolazione di animali vaganti senza ricorrere all’abbattimento.
La questione riguarda inoltre direttamente la salute pubblica. Una gestione efficace del randagismo può contribuire a prevenire la diffusione di alcune malattie e a ridurre i rischi legati alla presenza di animali non vaccinati, inserendosi in una più ampia strategia One Health.
«La tutela non può fermarsi ai confini»
«Per noi la Giornata mondiale del cane è l’occasione per celebrare il rapporto speciale che abbiamo con questi animali, ma non possiamo dimenticare che in molti Paesi i cani, soprattutto randagi, sono vittime di violenze brutali, abbattimenti e abusi ingiustificabili», dichiara Massimo Pradella, presidente OIPA ETS.
Secondo Pradella, la tutela degli animali non dovrebbe dipendere dal fatto che siano considerati animali da compagnia: «Dobbiamo lavorare ogni giorno perché nessun animale sia più vittima di violenza», chiedendo alle istituzioni interventi concreti e metodi di gestione rispettosi del loro benessere.
Giornata mondiale del cane, non solo una celebrazione
La Giornata mondiale del cane può quindi diventare qualcosa di più di una semplice celebrazione dell’animale domestico.
Dietro le immagini dei cani che vivono nelle nostre case esiste infatti una realtà molto diversa: quella degli animali abbandonati, dei randagi e dei cani che vivono in contesti nei quali la loro tutela non è garantita.
Per l’OIPA, il 26 agosto rappresenta dunque anche un’occasione per chiedere un cambio di prospettiva: gestire il randagismo attraverso prevenzione, sterilizzazione e vaccinazione, anziché attraverso la violenza.
Una sfida che riguarda non soltanto il benessere degli animali, ma anche la salute delle comunità e la capacità dei territori di convivere in modo più equilibrato con gli animali che li abitano.
