Controlli della Guardia di Finanza sui distributori della Capitale dopo il boom di carburante adulterato. Crescono i guasti segnalati dalle officine: sotto accusa soprattutto il gasolio.
Fare rifornimento e ritrovarsi con l’auto in panne. È il timore che sta crescendo tra gli automobilisti romani dopo il maxi piano di controlli della Guardia di Finanza sui distributori della Capitale.
Nei primi sei mesi del 2026 sono state sequestrate oltre 74 tonnellate di carburante non conforme, tra benzina e gasolio, nell’ambito delle verifiche sulla qualità del prodotto e sul rispetto delle norme di vendita.
Secondo quanto emerso dai controlli, il fenomeno riguarda carburanti adulterati con acqua o altre sostanze che possono compromettere il funzionamento dei motori, con particolare attenzione al gasolio, considerato più vulnerabile alle alterazioni.
Perché il carburante adulterato può danneggiare il motore
L’acqua o altre sostanze estranee presenti nel carburante possono provocare danni anche molto costosi.
Tra i problemi più frequenti segnalati dalle officine ci sono:
- iniettori danneggiati;
- pompe di alimentazione compromesse;
- serbatoi contaminati;
- spegnimenti improvvisi del motore;
- difficoltà di avviamento.
Secondo le testimonianze raccolte nelle officine romane, i guasti riconducibili a carburante contaminato sarebbero aumentati tra il 25% e il 30% negli ultimi mesi.
I segnali che possono indicare carburante contaminato
- 🚗 L’auto fatica ad avviarsi subito dopo il rifornimento.
- ⚠️ Il motore perde potenza o procede a strappi.
- 🔧 Si accende la spia motore.
- ⛽ Il veicolo si spegne dopo pochi chilometri dal pieno.
- 💨 Aumentano consumi ed emissioni anomale.
Come avvengono i controlli della Guardia di Finanza
Le verifiche non riguardano soltanto la qualità del carburante.
Durante le ispezioni vengono controllati anche:
- la corrispondenza tra il carburante dichiarato e quello realmente erogato;
- la presenza di acqua o sostanze estranee nelle cisterne;
- la correttezza dei prezzi esposti;
- la regolarità della documentazione dell’impianto.
I campioni prelevati vengono poi inviati ai laboratori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per le analisi chimiche.
Cosa fare se l’auto si rompe dopo il pieno
Se il guasto compare subito dopo un rifornimento è importante:
- conservare lo scontrino del distributore;
- non effettuare altri rifornimenti;
- chiedere una diagnosi scritta all’officina;
- documentare eventuali danni con fotografie e fatture;
- valutare la richiesta di risarcimento nei confronti del gestore, se viene accertato il nesso tra carburante e danno.
Anche le associazioni dei consumatori ricordano che, in presenza di carburante adulterato, gli automobilisti possono chiedere il risarcimento dei danni subiti.
“L’utente ha la possibilità di difendersi da un punto di vista normativo, ricordandosi dove ha fatto l’ultimo rifornimento e tornare a quella stazione di servizio e pretendere il rimborso di quanto speso ed, eventualmente, se ci sono stati dei danni, pretendere anche questi, quantificandoli e dimostrandolo”, ha precisato Vincenzo Donvito, presidente di Aduc al quotidiano on line Il Giornale.
Il responsabile del danno è infatti colui che ha venduto la benzina. La prima cosa da fare è diffidare il gestore della stazione di servizio e pretendere il rimborso dei danni inviando una pec o una raccomandata. È importante allegare tutta la documentazione possibile.
