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Capri avrà finalmente un’Area Marina Protetta: dopo 40 anni arriva il via libera definitivo

La Camera approva in via definitiva la legge che istituisce l’Area Marina Protetta dell’Isola di Capri. Si chiude un’attesa durata oltre quattro decenni e viene colmata una delle principali lacune del sistema italiano delle aree marine protette.

Una delle isole più celebri del Mediterraneo, meta ogni anno di milioni di turisti, era ancora priva di uno degli strumenti più importanti per la tutela del mare.

Con l’approvazione definitiva del disegno di legge da parte della VIII Commissione Ambiente della Camera, Capri diventa ufficialmente Area Marina Protetta. Un passaggio atteso da oltre quarant’anni che consentirà di proteggere in modo più efficace gli ecosistemi marini dell’isola e di avviare un modello di gestione orientato alla conservazione della biodiversità e al turismo sostenibile.

Per rendere operativa la nuova Area Marina Protetta sarà ora il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a completare gli adempimenti previsti entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

Perché l’Area Marina Protetta di Capri è una svolta<

L’istituzione dell’Area Marina Protetta colma una storica anomalia.

Nonostante il suo straordinario valore naturalistico e paesaggistico, Capri era infatti una delle poche grandi isole italiane ancora prive di uno specifico strumento di tutela del mare.

La nuova AMP permetterà di regolamentare le attività nelle aree più sensibili, proteggere gli habitat marini e favorire un equilibrio tra conservazione ambientale, ricerca scientifica e sviluppo economico sostenibile.

Area Marina Protetta di Capri: cosa cambia

  • ✔️ Tutela degli habitat e della biodiversità marina.
  • ✔️ Maggiore regolamentazione delle attività in mare.
  • ✔️ Più strumenti per ricerca scientifica e monitoraggio ambientale.
  • ✔️ Promozione del turismo sostenibile e dell’economia del mare.
  • ✔️ Gestione dedicata separata dall’Area Marina Protetta di Punta Campanella.

Un tassello verso gli obiettivi europei del 30×30

La nascita dell’Area Marina Protetta di Capri rappresenta anche un passo avanti verso la Strategia europea 30×30, che punta a proteggere almeno il 30% delle aree marine entro il 2030.

L’Italia amplia così la rete delle aree sottoposte a tutela, rafforzando uno degli strumenti principali per contrastare la perdita di biodiversità e aumentare la resilienza degli ecosistemi marini agli effetti dei cambiamenti climatici.

Le aree marine protette in Italia sono ancora meno di quelle previste

Nonostante il nuovo ingresso di Capri, il sistema italiano delle Aree Marine Protette resta incompleto.

Attualmente il nostro Paese conta 32 Aree Marine Protette, comprese due aree archeologiche sommerse, a fronte delle 52 previste dalla legge quadro sulle aree protette.

Secondo Marevivo, è necessario accelerare il percorso di ampliamento della rete nazionale e garantire risorse adeguate per la gestione delle aree già istituite.

Aree Marine Protette in Italia

  • 32 aree marine protette attualmente istituite.
  • 52 quelle previste dalla normativa nazionale.
  • 30% l’obiettivo europeo di mare protetto entro il 2030.

Marevivo: «Capri può diventare un modello di tutela del Mediterraneo»

Per Marevivo, che da oltre quarant’anni sostiene la necessità di proteggere il mare attorno all’isola, la nuova Area Marina Protetta rappresenta molto più di un nuovo vincolo ambientale.

Secondo la presidente Rosalba Giugni, Capri potrà diventare un laboratorio di conservazione della biodiversità, ricerca scientifica, educazione ambientale e turismo sostenibile, valorizzando un patrimonio naturale riconosciuto a livello internazionale.

L’associazione sottolinea inoltre il ruolo già svolto dai Comuni di Capri e Anacapri, che negli ultimi anni hanno introdotto sistemi di regolamentazione degli accessi alle aree più delicate attraverso il posizionamento di gavitelli nelle grotte e nei tratti di costa maggiormente frequentati.

La sfida ora è far funzionare davvero la nuova Area Marina Protetta

L’approvazione della legge rappresenta soltanto il primo passo.

Nei prossimi mesi il Ministero dell’Ambiente dovrà completare il percorso amministrativo necessario a rendere operativa la nuova AMP, definendone perimetro, regolamento e modalità di gestione.

Parallelamente resta aperto il tema delle risorse economiche. Marevivo richiama infatti l’attenzione sulla recente riduzione dei finanziamenti destinati ai parchi nazionali, alle riserve naturali e alle aree marine protette, chiedendo che la prossima legge di Bilancio garantisca fondi adeguati per una tutela realmente efficace.

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