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Fondali liberati a Siracusa: Marevivo e Arca Fondi recuperano 3 km di “rete fantasma”

L’inquinamento marino legato alle attività di pesca rappresenta una delle minacce più silenziose e letali per il Mediterraneo. L’86,5% dei rifiuti rinvenuti in mare è composto da reti, nasse e cordame abbandonati, materiali destinati a non degradarsi mai. In questo contesto, tra l’11 e il 12 maggio 2026, un intervento subacqueo di alta precisione ha restituito il respiro ai fondali dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, a Siracusa.

L’operazione: oltre 3.000 metri di minaccia rimossi

L’intervento, nato dalla sinergia tra Marevivo, Arca Fondi SGR e la Banca Agricola Popolare di Sicilia (BAPS), si è concentrato nel tratto di mare tra Ortigia e Ognina.

  • L’identificazione: La rete era stata individuata dal Centro Diving Capo Murro durante un’immersione.
  • La profondità: L’attrezzo da pesca giaceva tra i 30 e i 40 metri, intrappolando coralligeno e praterie di Posidonia oceanica.
  • La tecnologia: Per operare in sicurezza a tali profondità e garantire tempi di permanenza lunghi, i subacquei specializzati hanno utilizzato il sistema “rebreather”.

L’impatto ambientale: perché rimuovere le reti è vitale

Le cosiddette “reti fantasma” non smettono mai di pescare. Come spiegato da Massimiliano Falleri (Marevivo), questi strumenti continuano a soffocare la flora e a intrappolare la fauna marina, alterando l’equilibrio dell’ecosistema in modo costante. La rimozione di oltre 3 chilometri di rete rappresenta un’azione tangibile per preservare la biodiversità di un’area di altissimo valore storico-naturalistico.

Una visione condivisa per il territorio

L’operazione segna l’avvio di una collaborazione di lungo termine tra Marevivo e Arca Fondi SGR, volta a coniugare la sostenibilità ambientale con la responsabilità sociale d’impresa.

  • Simone Bini Smaghi (Arca Fondi SGR) ha sottolineato come l’intervento sia un atto di cura necessario verso un patrimonio vulnerabile.
  • Saverio Continella (BAPS) ha riaffermato la centralità della tutela ambientale nella strategia della banca per il territorio siciliano.

L’attività ha visto il supporto istituzionale della Capitaneria di Porto di Siracusa, del Comune e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, a conferma che la difesa del mare richiede un fronte comune tra associazioni, istituzioni e privati.

📊 Numeri e Dettagli dell’Intervento

DatoDettaglio
LocalitàArea Marina Protetta del Plemmirio (Siracusa)
Lunghezza reteOltre 3.000 metri
Profondità30 – 40 metri
Rifiuti da pesca86,5% del totale trovato in mare
TecnologiaSistemi d’immersione “rebreather”