Nella notte tra domenica e lunedì diversi quartieri di Torino si sono svegliati con manifesti colorati firmati da Extinction Rebellion. Dal Quadrilatero ad Aurora sono comparsi slogan come “Questo caldo è una scelta” e “Questo caldo è stato gentilmente offerto da Governo e Regione Piemonte”, un’azione simbolica con cui il movimento intende richiamare l’attenzione sulla crisi climatica e sulle responsabilità politiche legate al riscaldamento globale.
L’iniziativa arriva dopo settimane segnate da temperature elevate in gran parte d’Europa e da numerosi episodi di caldo estremo che hanno interessato anche diverse città italiane.
Perché Extinction Rebellion parla di “una scelta”
Secondo quanto spiegato dal movimento in una nota, l’obiettivo non è soltanto denunciare le alte temperature, ma spostare il dibattito pubblico dalle conseguenze alle cause del cambiamento climatico.
“Queste ondate di calore, così intense e prolungate, rendono ormai evidente la crisi ecoclimatica”, sostiene Extinction Rebellion, che accusa le istituzioni di non affrontare adeguatamente le principali cause del fenomeno.
Nel comunicato vengono indicati alcuni fattori ritenuti determinanti:
- la dipendenza dalle fonti fossili;
- il consumo di suolo;
- infrastrutture urbane che amplificano il calore;
- investimenti in modelli produttivi ad alte emissioni;
- ritardi nelle politiche di adattamento delle città.
Da qui lo slogan “Questo caldo è una scelta”, con cui il movimento sostiene che gli effetti delle ondate di calore siano aggravati da decisioni politiche e urbanistiche.
Il nodo delle città sempre più calde
Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato come le aree urbane possano registrare temperature significativamente superiori rispetto alle zone circostanti a causa dell’effetto “isola di calore urbana”.
Asfalto, cemento, edifici e scarsità di aree verdi trattengono il calore accumulato durante il giorno, rendendo le città particolarmente vulnerabili durante le ondate di caldo. Per questo sempre più amministrazioni stanno investendo in alberature, superfici permeabili, ombreggiamento degli spazi pubblici e piani di adattamento climatico.
Gli esperti sottolineano inoltre che il cambiamento climatico aumenta la probabilità che eventi estremi, come le ondate di calore, diventino più frequenti, intensi e duraturi, anche se l’intensità di ogni singolo episodio dipende da una combinazione di fattori meteorologici e climatici.
“Il caldo accentua le disuguaglianze”
Nel comunicato, Extinction Rebellion sottolinea anche il risvolto sociale del fenomeno.
Secondo il movimento, il caldo estremo colpisce soprattutto le persone più vulnerabili: anziani, bambini, lavoratori esposti all’aperto e cittadini che vivono in abitazioni poco isolate o prive di sistemi di raffrescamento.
“La scelta, adesso, è tra continuare a lasciare che il caldo peggiori la nostra vita oppure cambiare rotta, seguendo la scienza e costruendo città più vivibili, verdi e capaci di proteggere tutte e tutti”, conclude la nota.
L’azione di Torino si inserisce in una stagione in cui il tema delle temperature record è tornato al centro del dibattito pubblico, alimentando il confronto sulle politiche climatiche, sull’adattamento delle città e sulle strategie necessarie per affrontare eventi meteorologici sempre più estremi.
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