Confintesa stima che tra 30mila e 45mila ciclofattorini continueranno a lavorare durante la nuova ondata di calore. Il sindacato chiede maggiori garanzie su salute e sicurezza, soprattutto per chi opera come lavoratore autonomo.
La quarta ondata di caldo dell’estate 2026 non mette sotto pressione soltanto ospedali, città e reti elettriche. A fare i conti con temperature vicine ai 40 gradi saranno anche migliaia di rider, chiamati a effettuare consegne nelle ore più calde della giornata.
Secondo una stima elaborata da Confintesa, in Italia saranno operativi tra 30mila e 45mila rider, una forbice che riflette la difficoltà di censire un settore caratterizzato da lavoro occasionale, collaborazioni con più piattaforme e numerosi lavoratori autonomi.
Oltre il 90% lavora come autonomo
L’analisi del sindacato evidenzia come la grande maggioranza dei rider non sia assunta come dipendente.
I lavoratori subordinati sarebbero circa 2.500, prevalentemente impiegati da Just Eat con contratti collettivi, mentre circa 40mila opererebbero come autonomi o con compensi a consegna.
Una situazione che, secondo Confintesa, rende più complessa l’applicazione uniforme delle tutele in materia di salute e sicurezza.
Il caldo aumenta i rischi
“Con un caldo così eccezionale questi lavoratori in bicicletta rischiano gravi conseguenze per la salute, anche a causa dell’elevato sforzo fisico richiesto”, afferma Francesco Prudenzano, segretario generale confederale di Confintesa.
L’esposizione prolungata alle alte temperature può infatti aumentare il rischio di disidratazione, colpi di calore e affaticamento, soprattutto durante le ore centrali della giornata.
Ad agosto molti rider seguiranno il turismo
Secondo le stime del sindacato, circa 13.500 rider, pari a quasi il 30% del totale, ad agosto si sposteranno dalle grandi città verso le principali località turistiche, soprattutto nelle destinazioni balneari del Sud Italia, per seguire l’aumento della domanda di consegne.
Anche in queste aree, osserva Confintesa, restano aperte diverse questioni legate alla tutela dei lavoratori e all’organizzazione delle piattaforme digitali.
Le richieste del sindacato
Confintesa chiede una riforma del settore fondata su quattro punti:
- definire criteri legislativi sulla rappresentatività sindacale;
- introdurre un contratto collettivo specifico per il lavoro sulle piattaforme digitali;
- garantire tutele adeguate sia ai lavoratori subordinati sia agli autonomi;
- completare il recepimento della direttiva europea sul lavoro tramite piattaforme digitali, rafforzando trasparenza degli algoritmi, sicurezza e controlli.
I diritti durante le ondate di calore
Il sindacato ricorda inoltre che, nelle Regioni che hanno emanato ordinanze contro il caldo, i rider hanno il diritto – e in alcuni casi l’obbligo – di sospendere l’attività nelle fasce orarie interessate dai divieti, generalmente tra le 12.30 e le 16.00.
In Emilia-Romagna, ad esempio, le piattaforme devono integrare il rischio caldo negli algoritmi che assegnano tempi e percorsi delle consegne.
Tra le altre tutele richiamate da Confintesa figurano il diritto alla formazione sui rischi legati alle alte temperature, ai dispositivi di protezione, alla copertura assicurativa Inail e alla mancata penalizzazione algoritmica per chi rifiuta una consegna in condizioni ritenute pericolose.
Con ondate di calore sempre più frequenti e intense, il lavoro dei rider diventa uno dei settori più esposti agli effetti della crisi climatica, rilanciando il dibattito su come adattare le norme di sicurezza a un clima che sta rapidamente cambiando.
