ULTIMA ORA – Esiti ufficiali del Sacco: negativi i test per Ebola e malaria, scatta l’ipotesi infezione batterica
L’allarme internazionale che ha tenuto con il fiato sospeso la Lombardia e i comuni del Comasco è ufficialmente cessato in tarda serata. I risultati dei test molecolari eseguiti d’urgenza presso i laboratori dell’Ospedale Sacco di Milano hanno azzerato ogni paura:
- Test totalmente negativi: Entrambi i cooperanti, l’uomo di 31 anni di Bulgarograsso e la donna di 33 anni di Lurate Caccivio, sono risultati negativi sia al virus Ebola che alla malaria. Viene dunque esclusa anche la forma di malaria cerebrale inizialmente temuta dall’équipe medica per la donna.
- La vera causa dei sintomi: Scongiurati i virus tropicali, i medici del Sacco attribuiscono il quadro clinico (caratterizzato da febbre, nausea, vomito e diarrea) a una ben più comune infezione gastrointestinale di origine batterica, nello specifico riconducibile al batterio Shigella.
- Stop alle restrizioni: Con la negatività ufficiale ai test biologici, decade la necessità di attivare i protocolli straordinari di sanità aerea per il tracciamento dei voli e vengono revocate le misure restrittive per gli 11 contatti familiari precedentemente posti in isolamento fiduciario. I pazienti restano sotto osservazione clinica per il trattamento dell’infezione batterica, ma la situazione è considerata ordinaria.
Ore 18: 15– Allarme OMS, il Direttore Tedros: “Epidemia estremamente grave, è emergenza internazionale”
Mentre i laboratori dell’Ospedale Sacco di Milano completano i test sui due cooperanti comaschi, da Ginevra arrivano i dati ufficiali e drammatici sull’evoluzione del virus in Africa, che giustificano la massima allerta dei sistemi di biosicurezza europei.
Il Direttore Generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha lanciato un appello urgente durante un briefing con le autorità africane:
- I numeri del contagio: Nella Repubblica Democratica del Congo (Rdc) la situazione è esplosiva. I casi confermati sono 101 (con 10 decessi), ma l’epidemia sommersa è molto più estesa: si contano già oltre 900 casi sospetti e 220 decessi sospetti. In Uganda si registrano invece 5 casi confermati e 1 decesso.
- Innalzato il livello di rischio: L’OMS ha innalzato il livello di rischio nella Rdc da “alto” a “molto alto”. Il rischio resta invece classificato come “alto” a livello regionale africano e “basso” a livello globale (coerentemente con quanto dichiarato da Bertolaso per l’Italia).
- Emergenza Globale (PHEIC): Tedros ha ricordato che l’epidemia è stata formalmente dichiarata Emergenza Sanitaria Pubblica di Rilevanza Internazionale. Domani stesso il Direttore dell’OMS volerà in Congo per coordinare le operazioni sul campo.
- Misure drastiche in Uganda: Per bloccare i contagi, il governo dell’Uganda (il Paese da cui sono rientrati i 7 volontari italiani) ha annullato i festeggiamenti della Giornata dei Martiri, un evento di massa che ogni anno attira fino a 2 milioni di persone.
- La risposta economica e medica: L’OMS ha stanziato d’urgenza 3,9 milioni di dollari dal Fondo di contingenza per inviare sul posto un Team di supporto continentale (Imst) in collaborazione con l’Africa CDC, incaricato di gestire il tracciamento dei contatti e l’allestimento di nuovi laboratori.
Ore 18 – Identificati i cooperanti: sono due trentenni del Comasco. Isolati nel reparto di massima sicurezza BLS-4
Nuovi dettagli cruciali emergono dalla conferenza stampa della Regione Lombardia. Sono state rese note le identità e i dettagli clinici specifici dei due pazienti:
- Chi sono i cooperanti: Si tratta di due volontari non medici appartenenti a un gruppo di 7 italiani rientrati il 24 maggio dalla zona di Rwentobo, in Uganda, dopo una missione umanitaria di 3 mesi.
- I due pazienti nel dettaglio:
- L’uomo (31 anni): Residente a Bulgarograsso (Como), presenta febbre, nausea e vomito.
- La donna (33 anni): Residente a Lurate Caccivio (Como), si trova in uno stato più complesso con febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e stato confusionale. Per lei resta forte il sospetto di malaria cerebrale.
- Pronto Soccorso BLS-4 attivo: I due giovani sono stati trasferiti d’urgenza dall’Areu in isolamento totale al Sacco di Milano, sfruttando il nuovissimo Pronto soccorso infettivologico dotato di posti letto ad alto isolamento BLS-4 (livello di biosicurezza massimo), inaugurato proprio pochi mesi fa.
- Bertolaso: “In Italia mancano le condizioni per la diffusione”: L’assessore al Welfare, forte della sua esperienza personale sul campo durante la drammatica epidemia di Ebola in Sierra Leone, ha gettato acqua sul fuoco: “Non c’è alcun motivo per creare allarmismi. Per arrivare a una diffusione ampia servono condizioni sanitarie, climatiche e sociali che fortunatamente in Italia non esistono”.
- Isolamento fiduciario: Gli altri 5 componenti del gruppo umanitario e i contatti familiari più stretti sono stati posti in isolamento domiciliare fiduciario preventivo in attesa dei risultati dei test pomeridiani.
Ore 17 – Direzione Welfare: “Pronti i protocolli aerei se i test saranno positivi”
Danilo Cereda, direttore dell’Unità operativa Prevenzione della Regione Lombardia, ha chiarito i passaggi tecnici e le procedure logistiche in corso:
- Nessun caso confermato: Al momento la sanità lombarda parla esclusivamente di “sospetti in fase di verifica” e non di casi conclamati.
- Tracciamento dei voli: Il Ministero della Salute è già stato preallertato. Qualora dovesse emergere una positività nei test molecolari, si attiverà immediatamente il protocollo di sanità aerea per il rintraccio di tutti i passeggeri dei voli condivisi dai cooperanti.
- Le modalità di contagio: Cereda ha ricordato che il virus Ebola non si trasmette per via aerea, ma richiede il contatto diretto con i fluidi biologici (motivo per cui gli operatori del Sacco agiscono in massimo biocontenimento). Il monitoraggio precauzionale dei contatti stretti ha una finestra di 21 giorni, pari al periodo massimo di incubazione del virus.
Ore 16,30 Conferenza Bertolaso: “Esclusi allarmismi, si ipotizza malaria per uno dei cooperanti”
L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha delineato il quadro clinico dei pazienti nel corso di una conferenza stampa. Si tratta di sette cooperanti italiani (appartenenti a due famiglie) rientrati 24 ore fa dall’Uganda dopo una missione di tre mesi.
- La paziente di 30 anni: Presenta febbre alta, vomito e leggeri sintomi neurologici. I medici del Sacco ipotizzano si tratti di malaria cerebrale (la figlia aveva già contratto la malaria durante il soggiorno).
- Il paziente di 31 anni: Ha una febbre leggera (37,5°-38°) e sintomi intestinali, riconducibili a una comune gastroenterite da cambio di territorio. Bertolaso ha ribadito che il protocollo Ebola è scattato in modalità automatica e precauzionale solo a causa della vicinanza geografica con l’epicentro del focolaio in Congo.
La macchina italiana della prevenzione e della biosicurezza si è attivata nelle scorse ore a titolo precauzionale. Il Ministero della Salute ha comunicato l’avvio di approfondimenti sanitari e di un monitoraggio mirato su alcuni soggetti recentemente rientrati in Italia dall’Uganda.
L’operazione è legata al focolaio epidemico di malattia da Virus Bundibugyo (BVD), una variante del virus Ebola che si è sviluppata nella vicina Repubblica Democratica del Congo. Le autorità sanitarie hanno subito rassicurato la popolazione: le procedure attivate fanno parte dei normali protocolli di prevenzione internazionale e il livello di rischio in Italia rimane molto basso.
Scattano i protocolli al Sacco di Milano: cosa sta succedendo
Il focus dell’attenzione è attualmente concentrato sulla Lombardia. Due delle persone rientrate dal viaggio, che presentavano una sintomatologia febbrile, sono state immediatamente trasferite presso l’Ospedale “Sacco” di Milano.
Il Sacco è una delle strutture di riferimento a livello nazionale ed europeo, dotata dei più elevati livelli di biocontenimento e specializzata nella gestione clinica delle malattie infettive ad alto rischio. Presso l’istituto milanese sono già in corso gli accertamenti diagnostici previsti dai rigidi protocolli nazionali e internazionali per confermare o smentire la presenza del virus.
Per quanto riguarda gli altri componenti dei nuclei familiari coinvolti nel rientro, il Ministero ha confermato che non presentano sintomi ma sono stati comunque sottoposti a sorveglianza sanitaria preventiva e a costante monitoraggio da parte delle autorità competenti sul territorio.
La rete di risposta nazionale e il coordinamento europeo
Il sistema nazionale di preparazione e risposta alle emergenze infettive ha dimostrato una reazione immediata. Il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute si è messo in contatto diretto con la Regione Lombardia per coordinare le operazioni sul campo, muovendosi contemporaneamente su due fronti istituzionali:
Cos’è il Virus Bundibugyo (BVD)?
Per comprendere la natura dei controlli, è necessario specificare che il virus Bundibugyo (BVD) è uno dei ceppi noti del genere Ebolavirus. Identificato per la prima volta nel 2007 proprio in Uganda, questo ceppo condivide molte caratteristiche cliniche con la variante più famosa (Zaire), ma storicamente ha mostrato tassi di letalità inferiori rispetto a quest’ultima, pur richiedendo la medesima e massima severità nei protocolli di isolamento e tracciamento dei contatti.
L’attivazione delle stanze a pressione negativa e delle tute protettive di livello IV al Sacco di Milano fa parte delle procedure standard standardizzate: il sistema è pienamente operativo e collaudato per intercettare i casi sospetti prima che possa innescarsi qualsiasi forma di diffusione locale.
Trasparenza e attesa degli esiti
Il Ministero della Salute ha assicurato che continuerà a rilasciare aggiornamenti ufficiali a cadenza regolare non appena saranno disponibili gli esiti dei test diagnostici molecolari (PCR) in corso sui due pazienti ricoverati a Milano.
La rapidità con cui è stata isolata la catena di rientro dimostra l’efficacia dei sistemi di sorveglianza transfrontalieri attivi nel nostro Paese. Al momento non sussistono motivi di allarme per la popolazione generale, e la situazione rimane sotto il controllo della rete scientifica e ministeriale.
