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Il Piemonte ripiomba nella siccità: fiumi ai livelli del 2022 e riserve d’acqua in forte calo

L’ultimo report di Arpa Piemonte fotografa una situazione idrica sempre più critica: portate dei corsi d’acqua ai minimi, risorse superficiali in calo e siccità severa su quasi tutta la regione. A pesare sono quattro mesi di piogge scarse e temperature eccezionalmente elevate.

Sembrava che le piogge della primavera avessero allontanato il rischio siccità. Invece, il caldo record e la scarsità di precipitazioni delle ultime settimane hanno rapidamente invertito la tendenza.

Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso da Arpa Piemonte, a fine luglio 2026 la situazione idrica regionale è tornata su livelli paragonabili a quelli della grande crisi del 2022, con una diffusa carenza di acqua che interessa fiumi, laghi e invasi.

L’indice sintetico di siccità indica condizioni di siccità severa su quasi tutto il territorio piemontese, con l’unica eccezione del bacino della Dora Baltea, dove la disponibilità idrica resta migliore grazie al contributo della fusione nivale e glaciale.

Quattro mesi di piogge scarse hanno prosciugato il Piemonte

Alla base della crisi idrica c’è una combinazione di fattori meteorologici che si sono sommati nel corso della primavera e dell’estate.

Le precipitazioni sono risultate molto inferiori alla media negli ultimi quattro mesi, mentre le temperature elevate hanno accelerato la fusione della neve in montagna e aumentato l’evapotraspirazione, cioè la perdita di acqua dal suolo e dalla vegetazione.

Il risultato è un progressivo impoverimento delle risorse idriche superficiali proprio nel periodo di maggiore richiesta d’acqua per agricoltura, ecosistemi e consumi civili.

I numeri della crisi idrica

  • Siccità severa su quasi tutto il Piemonte.
  • Portate dei fiumi tornate ai livelli della primavera 2022.
  • -62% di risorse idriche superficiali rispetto alla media stagionale.
  • Fino all’80% di deficit nel Piemonte settentrionale.
  • Piogge: circa il 54% in meno rispetto alla norma nel mese di luglio.

Fiumi, laghi e invasi sempre più in sofferenza

Le criticità riguardano soprattutto la disponibilità di acqua superficiale.

Secondo Arpa Piemonte, il volume complessivo delle risorse presenti negli invasi regolati e nel Lago Maggiore è stimato in circa 229 milioni di metri cubi, con un deficit del 62% rispetto alla media del periodo. Nel Piemonte settentrionale la riduzione della disponibilità idrica raggiunge addirittura l’80%.

Anche il reticolo idrografico mostra segnali di forte sofferenza, con portate dei corsi d’acqua molto inferiori ai valori normali per il periodo estivo.

Il caldo record accelera la crisi dell’acqua

Le temperature eccezionalmente elevate registrate nelle ultime settimane hanno aggravato una situazione già delicata.

Il caldo aumenta infatti l’evaporazione dell’acqua da laghi e fiumi e incrementa il fabbisogno idrico delle colture agricole, riducendo ulteriormente le riserve disponibili.

Secondo Arpa, proprio la combinazione tra precipitazioni scarse e temperature elevate ha riportato il Piemonte a condizioni che non si osservavano dalla primavera del 2022.

Perché il caldo peggiora la siccità

  • 💧 Aumenta l’evaporazione di laghi e fiumi.
  • 🌾 Cresce il fabbisogno idrico delle colture.
  • 🏔️ La neve si scioglie in anticipo riducendo le riserve estive.
  • 🌳 Il suolo perde più rapidamente umidità.

Un campanello d’allarme per tutto il Nord Italia

Il quadro delineato da Arpa Piemonte rappresenta un segnale che va oltre i confini regionali.

Il bacino del Po, da cui dipende una parte rilevante dell’agricoltura e della disponibilità idrica del Nord Italia, è particolarmente sensibile ai lunghi periodi senza precipitazioni e alle ondate di calore persistenti.

Se le condizioni meteorologiche non cambieranno nelle prossime settimane, la pressione sulle risorse idriche potrebbe aumentare ulteriormente, con possibili ripercussioni sull’agricoltura, sugli ecosistemi fluviali e sulla gestione della risorsa acqua.

@Credits: Elaborazioni grafiche Arpa Piemonte

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