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In Giappone lo chiamano Kokushobi: il “caldo spietato” ora arriva anche in Italia

L’Italia si prepara a vivere uno dei weekend più caldi dell’estate 2026. Tra venerdì 31 luglio e i primi giorni di agosto i termometri toccheranno i 40-41°C in diverse città della Penisola, mentre afa e notti tropicali renderanno il caldo ancora più difficile da sopportare.

Per descrivere giornate come queste, in Giappone esiste persino una parola specifica: Kokushobi. Significa letteralmente “giorno di caldo spietato” ed è il termine con cui l’Agenzia Meteorologica Giapponese identifica le giornate in cui le temperature raggiungono livelli estremi, rappresentando un concreto rischio per la salute.

Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, le condizioni previste nei prossimi giorni faranno vivere anche all’Italia un autentico Kokushobi, con valori tipici delle aree più torride del pianeta.

Cos’è il Kokushobi e perché il Giappone ha inventato una parola per il caldo estremo

Il termine Kokushobi nasce in Giappone dopo una consultazione pubblica che ha coinvolto circa 400.000 persone ed è stato successivamente adottato dall’Agenzia Meteorologica nazionale.

L’espressione viene utilizzata per indicare le giornate caratterizzate da un caldo eccezionale, tale da compromettere le normali attività quotidiane e aumentare sensibilmente il rischio di malori.

Non si tratta soltanto di una definizione meteorologica, ma anche di un riconoscimento del crescente impatto che il cambiamento climatico sta avendo sulla società giapponese.

Le estati nel Paese asiatico sono infatti sempre più estreme: nel 2025 circa 2.000 lavoratori hanno accusato malori legati al caldo durante l’attività lavorativa, un dato che ha spinto il governo a introdurre nuove misure di tutela, arrivando persino ad autorizzare l’utilizzo dei pantaloncini corti negli uffici.

Anche Tokyo continua a fare i conti con temperature elevate: fino a domenica sono previste massime intorno ai 37°C e minime di 26°C.

Il “caldo spietato” arriva anche in Italia

Secondo le previsioni de iLMeteo.it, il fenomeno interesserà anche l’Italia con la quarta ondata di calore dell’estate.

Già venerdì 31 luglio si raggiungeranno i 40°C a:

  • Firenze;
  • Modena;
  • Terni.

Nel frattempo il Nord-Ovest dovrà fare i conti anche con locali temporali sulle aree alpine e, in alcuni casi, in estensione verso la Pianura Padana.

Weekend rovente: punte fino a 41°C

Il picco dell’ondata di calore arriverà tra sabato e lunedì.

Le temperature massime previste sono particolarmente elevate:

  • 41°C a Terni;
  • 40°C a Ferrara;
  • 40°C a Mantova;
  • 40°C a Modena;
  • 40°C a Parma.

Valori che superano la soglia simbolica del Kokushobi, trasformando gran parte della Pianura Padana e delle zone interne del Centro Italia nelle aree più calde d’Europa.

Il primo weekend di agosto coinciderà inoltre con il grande esodo estivo, motivo per cui gli esperti consigliano di programmare gli spostamenti nelle ore meno calde e di portare sempre acqua a bordo dell’automobile.

Dopo i 40 gradi arriva l’afa: perché il caldo potrebbe sembrare ancora peggiore

Nei giorni successivi le temperature potrebbero diminuire leggermente, passando dai 40-41°C ai 38-39°C.

Il calo, però, rischia di essere soltanto apparente.

Secondo le previsioni aumenterà infatti il tasso di umidità, rendendo il caldo molto più opprimente.

Le serate diventeranno sempre più difficili da affrontare, con il ritorno delle cosiddette notti super tropicali, durante le quali la temperatura rimane elevata anche dopo il tramonto, impedendo al corpo di disperdere il calore accumulato durante il giorno.

L’aumento dell’umidità farà crescere anche il cosiddetto indice di calore, cioè la temperatura percepita dall’organismo, spesso superiore a quella effettivamente registrata dai termometri.

Temporali sulle Alpi, ma il caldo resta protagonista

L’anticiclone subtropicale continuerà a dominare gran parte del Mediterraneo.

L’unica eccezione sarà rappresentata dalle aree alpine e prealpine, dove l’aria più instabile favorirà lo sviluppo di temporali pomeridiani e serali.

Qualche fenomeno potrà interessare anche tratti dell’Appennino centrale tra Lazio e Abruzzo nella giornata di domenica.

Si tratterà però di episodi localizzati, incapaci di interrompere la lunga fase di caldo intenso che interessa la Penisola.

C’è una speranza? Il possibile break di agosto

I modelli meteorologici iniziano a intravedere un possibile cambiamento tra l’8 e il 10 agosto.

Secondo le proiezioni più recenti potrebbe verificarsi un rapido passaggio temporalesco in grado di attenuare temporaneamente il caldo soprattutto al Nord e lungo il versante adriatico.

Le temperature potrebbero così scendere intorno ai 34-35°C, valori comunque superiori alle medie climatiche del periodo.

Per gli esperti, tuttavia, si tratterebbe soltanto di una breve pausa. L’anticiclone africano potrebbe infatti tornare rapidamente a rafforzarsi, prolungando il caldo anomalo almeno fino a Ferragosto.

Un nuovo linguaggio per raccontare un clima che cambia

L’introduzione del termine Kokushobi racconta come il cambiamento climatico stia modificando non solo il meteo, ma anche il linguaggio con cui descriviamo eventi sempre più frequenti.

Le giornate oltre i 40°C, un tempo eccezionali, stanno diventando una presenza ricorrente nelle estati di molti Paesi, Italia compresa. E con esse aumentano i rischi per la salute, i consumi energetici, gli effetti sugli ecosistemi e le difficoltà per chi vive e lavora nelle città.

Se il Giappone ha coniato una parola per definire il “caldo spietato”, l’Europa sembra ormai destinata a familiarizzare sempre più spesso con questo fenomeno. E il primo weekend di agosto potrebbe rappresentarne l’ennesima conferma.

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