Gli attivisti si sono sdraiati in piazza della Scala con teli e asciugamani da mare per denunciare gli effetti delle ondate di calore. Nel mirino le politiche climatiche e il consumo di suolo.
Una “spiaggia” nel cuore di Milano per denunciare un’estate sempre più segnata dal caldo estremo. È la protesta simbolica organizzata da Ultima Generazione nella serata di martedì 28 luglio in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano.
Un gruppo di attivisti si è sdraiato a terra utilizzando teli e asciugamani da mare, trasformando lo spazio urbano in una rappresentazione degli effetti della crisi climatica. Accanto a loro cartelli e striscioni con riferimenti alle temperature record registrate in Europa, alle allerte caldo e al ruolo delle istituzioni nelle politiche ambientali.
“Non chiamatela emergenza”
Durante l’azione, una delle attiviste, Sara, 32 anni, ha spiegato il significato della protesta:
“Non chiamatela semplicemente emergenza. È il conto che arriva”.
Secondo Ultima Generazione, le ondate di calore, gli incendi e gli eventi climatici estremi non sarebbero fenomeni imprevedibili, ma conseguenze di scelte politiche ed economiche che hanno favorito per decenni l’utilizzo dei combustibili fossili e un’eccessiva urbanizzazione.
Nel mirino degli attivisti anche il tema della salute pubblica, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani e persone con fragilità.
Il caldo estremo al centro della protesta
La manifestazione arriva durante una nuova fase di temperature elevate in Italia e in Europa, con diverse città interessate da livelli di allerta per il caldo.
Ultima Generazione ha richiamato alcuni dati climatici recenti per sottolineare la portata del fenomeno, tra cui l’aumento delle temperature medie europee e il susseguirsi di giornate caratterizzate da caldo intenso.
Per il movimento, il problema non riguarda soltanto l’emergenza meteorologica del momento, ma la trasformazione del clima in una condizione sempre più frequente.
“Il disastro inizia prima degli incendi”
Nel comunicato diffuso dopo l’azione, il movimento sostiene che gli incendi e gli eventi estremi rappresentino solo la fase più visibile di un processo iniziato molto prima:
“Il disastro comincia molto prima delle fiamme, prima delle telecamere e delle evacuazioni”.
Secondo Ultima Generazione, la crisi climatica sarebbe legata a “decenni di combustibili fossili, espansione illimitata e promesse di transizione continuamente tradite”.
Tra i temi sollevati anche il consumo di suolo, la perdita di ecosistemi naturali e l’aumento dei rischi per salute e sicurezza delle comunità.
La richiesta alle istituzioni
La protesta chiede un cambio di direzione nelle politiche climatiche, con una maggiore attenzione alla riduzione delle emissioni, alla tutela degli spazi verdi urbani e all’adattamento agli effetti del riscaldamento globale già in corso.
“Non basta spegnere l’incendio mentre si continua ad alimentare il clima che lo rende possibile”, sostiene il movimento.
La mobilitazione di Milano si inserisce in una lunga serie di azioni simboliche realizzate da Ultima Generazione in Italia e in Europa per richiamare l’attenzione sull’emergenza climatica.




