Un inedito dialogo tra le frequenze di una microforesta e le note della musica jazz aprirà le porte a una sperimentazione globale nel cuore della Capitale. Martedì 7 luglio alle ore 19.00, in occasione della giornata dedicata alla conclusione dei progetti di Terza Missione di Sapienza Università di Roma, si terrà il primo concerto al mondo che vedrà esibirsi la MUSA Jazz Band insieme a una microforesta.
L’evento scientifico e artistico si baserà sull’interazione in tempo reale tra la componente umana e quella vegetale: le frequenze e le vibrazioni delle piante, catturate da un apposito sensore, interagiranno direttamente con i musicisti della band dell’Ateneo, formata da docenti, studenti e personale.
Il palcoscenico: la rete delle microforeste contro il caldo urbano
Lo scenario dell’esibizione sarà la microforesta eco-pedagogica situata davanti alla Facoltà di Lettere della Sapienza, un progetto coordinato dalla professoressa Fabiola Fratini. Secondo i dati tecnici dell’Ateneo, questa risorsa fa parte di un network più ampio di 12 microforeste distribuite nei vari Municipi di Roma, caratterizzate da piccoli ecosistemi urbani di 100-150 metri quadri ad altissima densità vegetale (2-3 piante a metro quadro con 12-15 specie diverse della macchia mediterranea).
L’analisi del progetto, ispirato al metodo Miyawaki, evidenzia precisi riscontri ambientali e sociali:
- I piccoli ecosistemi combattono attivamente le isole di calore urbane, riducendo la temperatura circostante di 1-2 gradi.
- I dati accademici registrano un raddoppio della qualità biologica del terreno (IQB).
- Le strutture favoriscono e accrescono la connessione diretta dei giovani con la natura.
La posizione della governance: innovazione e responsabilità sociale
La Rettrice dell’Università Sapienza, Antonella Polimeni, ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa all’interno delle linee programmatiche della Terza Missione dell’Ateneo, in cui la ricerca e il dialogo sociale si integrano in forme accessibili.
“L’incontro tra la MUSA Jazz Band e la microforesta non è soltanto una sperimentazione artistica, ma un modo per rendere visibili e condivise le interazioni tra sistemi naturali e linguaggi culturali, dentro un contesto urbano che Sapienza contribuisce a ripensare in chiave sostenibile. L’obiettivo è quello di rafforzare il ruolo dell’università come spazio di innovazione e di responsabilità sociale”.
La Rettrice ha inoltre concluso evidenziando come tali aree verdi fungano da “dispositivi formativi e di cittadinanza scientifica”, utili per avvicinare le comunità territoriali e gli studenti ai temi della transizione ecologica e della cura ambientale.
L’evoluzione del modello: da San Lorenzo alle periferie romane
Stando a quanto comunicato dall’ufficio studi dell’Ateneo, il progetto ha ottenuto una valutazione di livello “eccezionale” da parte dell’ANVUR (Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), diventando un modello nazionale per l’outdoor education e la rigenerazione urbana.
Nato originariamente nel 2023 nel quartiere San Lorenzo come progetto pilota in partnership con le istituzioni locali, il modello ha visto un’estensione capillare tra il 2024 e il 2026. Attualmente, le 12 oasi verdi risultano attive in diversi quartieri strategici di Roma, tra cui Tufello, Magliana, Spinaceto, Settecamini e Montespaccato, consolidando una rete ecologica e sociale che connette le periferie, le scuole e la comunità universitaria.
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
- Maltempo, oltre 190 interventi in Lombardia: voli cancellati a Malpensa
- Ameba mangia-cervello, cosa sappiamo del caso della bambina morta dopo un bagno al lago
- Il Monte Bianco perde i suoi ghiacciai: il Miage giù di 15 metri in 6 anni, incubo crolli a Planpincieux
- Stangata carburanti, gasolio a 2,20 euro in autostrada: l’allarme UNC e il rischio di un nuovo record storico
- Focolaio di tubercolosi all’Istituto di Medicina Legale di Milano. Sotto accusa le autopsie
