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Pesci nei campi di cacao: il clima che cambia le foreste. Lo studio de La Sapienza in Congo

Nel bacino del Congo, una delle più vaste foreste tropicali del pianeta dopo l’Amazzonia, il cambiamento climatico non è più una dinamica astratta da modelli climatici, ma un fenomeno osservato direttamente dalle comunità locali. Tra gli effetti documentati da una nuova ricerca della Sapienza Università di Roma, pubblicata su Ecology & Society, emerge un’immagine tanto concreta quanto insolita: “abbiamo visto dei pesci nei campi di cacao”.

Non si tratta di una metafora, ma della sintesi di un insieme di trasformazioni idrologiche che stanno ridisegnando il rapporto tra foresta, acqua e attività umane in una delle aree più ricche di biodiversità al mondo.

Un laboratorio naturale nel cuore dell’Africa

Lo studio, coordinato da Carlo Rondinini del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” della Sapienza e con prima autrice la dottoranda Milena Marie Beekmann, analizza gli effetti dei cambiamenti climatici nella Riserva Comunitaria del Lago Télé, nel nord della Repubblica del Congo.

L’area è considerata uno dei sistemi forestali più complessi e meno studiati del pianeta: un mosaico di foreste stagionalmente allagate, savane, paludi e foresta primaria, abitato da specie simbolo della biodiversità africana come l’elefante di foresta (Loxodonta cyclotis), il gorilla di pianura occidentale (Gorilla gorilla gorilla) e il bonobo (Pan paniscus).

La difficoltà di accesso, l’assenza di infrastrutture di base e la mancanza di monitoraggi continuativi hanno reso questa regione un punto cieco della ricerca climatica globale.

Sei mesi sul campo durante le inondazioni record

La ricerca si basa su sei mesi di lavoro sul campo condotti durante le inondazioni del 2023, considerate dalle comunità locali tra le più intense a memoria d’uomo.

In molte aree:

  • i livelli dell’acqua hanno superato i limiti storici
  • villaggi e campi agricoli sono rimasti sommersi per periodi prolungati
  • intere porzioni di foresta sono state temporaneamente trasformate in ambienti acquatici

Il risultato è un sistema territoriale in cui la distinzione tra terra e acqua diventa sempre più instabile e variabile.

Il clima cambia: temperature, piogge e piene fuori scala

Secondo le testimonianze raccolte, confermate dai dati meteorologici disponibili, negli ultimi anni si osservano cambiamenti consistenti:

  • aumento delle temperature medie locali
  • alterazione dei modelli pluviometrici
  • modifiche del regime delle piene dei fiumi

In particolare, le inondazioni stagionali risultano sempre più frequenti, intense e prolungate, con effetti diretti sulla disponibilità di suolo coltivabile e sulla stabilità degli ecosistemi forestali.

“Pesci nei campi di cacao”: quando l’ecosistema cambia funzione

Uno degli elementi più significativi emersi dallo studio riguarda l’alterazione del rapporto tra ecosistemi naturali e sistemi agricoli.

Le comunità locali hanno riportato:

  • presenza di pesci in aree coltivate normalmente asciutte
  • spostamento della fauna acquatica in zone agricole
  • perdita temporanea della distinzione tra habitat forestali e fluviali

Questo fenomeno è il risultato diretto di inondazioni più estese e persistenti, che trasformano campi agricoli in ambienti temporaneamente acquatici.

Nel caso delle piantagioni di cacao, uno dei principali sistemi produttivi dell’area, ciò comporta una forte instabilità delle rese e una maggiore vulnerabilità economica.

Biodiversità sotto pressione: migrazioni e catene alimentari alterate

Gli impatti non riguardano solo l’agricoltura. Lo studio documenta una serie di effetti sulla biodiversità:

  • cambiamenti nei modelli migratori di mammiferi, uccelli e pesci
  • riduzione della disponibilità di frutti selvatici
  • diminuzione di risorse alimentari come bruchi commestibili
  • aumento della mortalità degli alberi legata alle variazioni idrologiche

Questi cambiamenti incidono direttamente sulle catene alimentari e sulla stabilità degli ecosistemi forestali.

Le strategie di adattamento delle comunità locali

Nel corso della ricerca sono state identificate oltre 30 strategie di adattamento adottate dalle comunità locali per far fronte ai cambiamenti climatici.

Tra queste:

  • modifiche delle pratiche agricole
  • spostamento temporaneo delle attività di pesca e caccia
  • adattamenti nella gestione delle risorse forestali

Tuttavia, non tutte queste strategie hanno effetti neutri sull’ambiente: alcune possono esercitare pressioni aggiuntive sulla biodiversità, mentre altre risultano sostenibili ma limitate nella loro efficacia a lungo termine.

Un laboratorio naturale per il clima globale

Secondo i ricercatori, gli impatti osservati nella Riserva del Lago Télé potrebbero riflettere dinamiche più ampie in altre foreste alluvionali del bacino del Congo.

Se tali cambiamenti fossero confermati su scala regionale, le implicazioni sarebbero significative non solo per la biodiversità, ma anche per:

  • la stabilità delle foreste tropicali
  • la sicurezza alimentare delle comunità locali
  • il funzionamento degli ecosistemi fluviali

Il ruolo del gorilla di pianura occidentale, specie frugivora altamente dipendente dalla disponibilità di frutti forestali, è particolarmente sensibile a queste variazioni.

Conoscenza locale e scienza: un’unica chiave di lettura

Uno degli aspetti più rilevanti dello studio è metodologico: l’integrazione tra dati scientifici e conoscenze ecologiche locali.

Attraverso interviste, discussioni di gruppo e analisi quantitative, i ricercatori hanno evidenziato come le osservazioni delle comunità siano in larga parte coerenti con i dati meteorologici disponibili.

In un contesto caratterizzato da scarsa disponibilità di serie storiche ambientali, queste informazioni rappresentano uno strumento essenziale per comprendere l’evoluzione degli ecosistemi.

Un sistema in trasformazione

Il caso del bacino del Congo mostra con chiarezza che il cambiamento climatico non agisce solo attraverso l’aumento delle temperature, ma modifica in profondità la struttura degli ecosistemi e il rapporto tra ambiente naturale e attività umane.

In una regione dove foresta, acqua e agricoltura convivono in equilibrio dinamico, l’aumento delle inondazioni e la variabilità climatica stanno progressivamente ridefinendo questo equilibrio.

Il risultato è un sistema più instabile, in cui fenomeni come “pesci nei campi di cacao” non sono anomalie isolate, ma segnali di una trasformazione strutturale in corso.

Foto di Milena Beekmann – Credits immagini: Milena Beekman

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