Un nuovo caso di encefalite da virus West Nile è stato registrato a Napoli. Si tratta di un uomo di 76 anni residente a Marano, nell’area nord della città, ricoverato inizialmente al pronto soccorso dell’ospedale CTO e successivamente trasferito all’ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive.
Al di là del singolo episodio clinico, a riaccendere il dibattito è la denuncia dell’epidemiologo Gianni Rezza, docente straordinario di Igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che punta l’attenzione sulle difficoltà del sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica.
Rezza: “Manca un quadro aggiornato dei casi”
Secondo Rezza, oggi non è possibile disporre di un quadro completo e aggiornato della diffusione del virus West Nile in Italia.
“L’assenza di dati dettagliati – osserva l’epidemiologo – sarebbe legata ai problemi sorti dopo l’introduzione della nuova piattaforma digitale Premal, il sistema del Ministero della Salute destinato alla sorveglianza epidemiologica, ancora privo dei necessari decreti attuativi.”
In un messaggio pubblicato sui social, Rezza parla apertamente di un sistema di sorveglianza “bloccato” e sottolinea come operatori sanitari e cittadini siano costretti a ricostruire la situazione attraverso le notizie diffuse dalla stampa o consultando i dati disponibili sui portali dell’Istituto Superiore di Sanità e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).
Perché la sorveglianza è importante
La sorveglianza epidemiologica rappresenta uno strumento essenziale per monitorare tempestivamente la circolazione del virus, individuare eventuali aree a maggiore rischio e attivare rapidamente le misure di prevenzione, comprese quelle rivolte al controllo delle zanzare.
Disporre di dati aggiornati consente inoltre di informare correttamente cittadini e professionisti sanitari sull’evoluzione della situazione epidemiologica.
Cos’è il virus West Nile
Il virus West Nile è trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare del genere Culex, che si infettano pungendo uccelli portatori del virus. L’uomo è un ospite occasionale e non trasmette l’infezione ad altre persone attraverso il contatto diretto.
Nella maggior parte dei casi l’infezione decorre senza sintomi o provoca una sindrome simil-influenzale con febbre, malessere e dolori muscolari.
Una piccola percentuale di persone, soprattutto anziani e soggetti fragili, può però sviluppare forme neuro-invasive, come meningite o encefalite, che richiedono il ricovero ospedaliero.
La stagione a rischio
In Italia la circolazione del virus aumenta generalmente durante i mesi estivi e all’inizio dell’autunno, quando la presenza delle zanzare è maggiore. Per questo motivo le autorità sanitarie raccomandano misure di prevenzione individuale, come l’uso di repellenti, zanzariere e l’eliminazione dei ristagni d’acqua che favoriscono la proliferazione degli insetti.
