Non sono soltanto un fenomeno spettacolare del deserto. Le tempeste di sabbia e polvere stanno diventando un problema globale capace di influenzare la qualità dell’aria, la salute delle persone, i trasporti e persino i sistemi energetici.
Secondo il nuovo Bollettino sulla polvere aerotrasportata dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), nel 2025 alcune aree del pianeta hanno registrato eventi record, con episodi particolarmente intensi in Cina e lungo il confine tra Stati Uniti e Messico.
La quantità media globale di polvere presente nell’atmosfera è rimasta simile a quella del 2024, ma il dato nasconde grandi differenze regionali: alcune zone hanno vissuto intrusioni eccezionali, con conseguenze rilevanti sull’ambiente e sulla vita quotidiana.
🌪️ Tempeste di sabbia: i numeri dell’OMM
- 🌍 Circa 2 miliardi di tonnellate di polvere entrano ogni anno nell’atmosfera.
- 🏜️ Le principali fonti sono Sahara, Gobi e deserto arabico.
- 🌎 Oltre 150 Paesi subiscono gli effetti delle tempeste di sabbia e polvere.
- 🫁 Le particelle possono viaggiare per centinaia o migliaia di chilometri.
Dalla Cina agli Stati Uniti: gli eventi più estremi del 2025
Uno degli episodi più rilevanti si è verificato in Cina nell’aprile 2025, quando una massa di polvere proveniente dalla Mongolia ha provocato la peggiore tempesta di sabbia degli ultimi dieci anni nel Paese per intensità, durata ed estensione.
In alcune aree della Cina settentrionale le concentrazioni di PM10, le particelle inalabili più pericolose per la salute, hanno superato i 1.000 microgrammi per metro cubo, arrivando in alcune zone fino a 3.000-4.000 microgrammi per metro cubo.
Si tratta di valori enormemente superiori ai livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Anche il confine tra Stati Uniti e Messico ha vissuto un anno eccezionale. A El Paso, in Texas, il 2025 ha fatto registrare 50 giorni con condizioni polverose, più del doppio della media annuale e il dato più alto dal periodo del “Dust Bowl”, il disastro ambientale che colpì gli Stati Uniti negli anni Trenta.
Durante l’evento più intenso, il 18 marzo, la concentrazione oraria di PM10 ha raggiunto 8.142 microgrammi per metro cubo, il valore più alto mai registrato nell’area negli ultimi decenni di monitoraggio.
Le conseguenze sono state pesanti: chiusura temporanea di scuole, autostrade e aeroporti, cancellazione di eventi pubblici e incidenti stradali legati alla ridotta visibilità.

Concentrazione media media annuale di polvere minerale superficiale (in μg m–3) nel 2025.

Anomalia della concentrazione media annuale di polvere superficiale (in μg m–3) nel 2025 rispetto alla media 1981–2010. @Crediti immagini: Comunicato Stampa WMO
Dal Sahara al cielo europeo: perché la polvere viaggia così lontano
Ogni anno circa 2 miliardi di tonnellate di polvere vengono sollevate nell’atmosfera.
Le principali sorgenti naturali si trovano nelle regioni aride e semi-aride del pianeta, soprattutto:
- il Sahara in Africa;
- il deserto del Gobi in Asia;
- il deserto arabico in Medio Oriente.
Una volta sollevate dai venti, le particelle possono attraversare continenti e oceani, raggiungendo aree molto lontane dalla loro origine.
Anche l’Europa può essere interessata dalle intrusioni di polvere sahariana, che in alcune occasioni colorano il cielo di tonalità arancioni e contribuiscono all’aumento delle concentrazioni di particolato nell’aria.
Perché le tempeste di polvere sono un problema per la salute
Le particelle trasportate dal vento non sono soltanto un problema di visibilità.
Le polveri sottili possono penetrare nell’apparato respiratorio e aggravare condizioni come:
- asma;
- bronchiti;
- patologie cardiovascolari;
- problemi respiratori nelle persone più fragili.
“La qualità dell’aria e la salute umana sono tra gli aspetti più colpiti”, sottolinea l’OMM, evidenziando come questi fenomeni possano compromettere anche agricoltura, trasporti, energia e risorse idriche.
Siccità e degrado del territorio aumentano il rischio
Le tempeste di sabbia fanno parte dei normali cicli naturali del pianeta, ma l’OMM sottolinea come alcuni fattori stiano aumentando la vulnerabilità di molte aree.
Tra questi:
- siccità prolungate;
- perdita di vegetazione;
- cattiva gestione del territorio;
- degrado dei suoli.
Quando il terreno diventa più secco e meno protetto dalla vegetazione, aumenta la quantità di materiale che può essere sollevato dal vento.
L’intelligenza artificiale aiuterà a prevedere le tempeste di polvere
Una delle novità evidenziate dall’OMM riguarda il ruolo dell’intelligenza artificiale.
I nuovi modelli basati sul machine learning, combinati con dati satellitari e osservazioni a terra, potrebbero migliorare la capacità di prevedere dove nasceranno le tempeste di polvere e come si sposteranno.
Secondo gli esperti, l’IA potrebbe essere particolarmente utile per anticipare eventi locali di rapida evoluzione e migliorare i sistemi di allerta precoce.
Un fenomeno senza confini che richiede cooperazione internazionale
Le tempeste di sabbia e polvere non rispettano i confini nazionali. Per questo l’OMM coordina il Sand and Dust Storm Warning and Assessment System, una rete internazionale nata per migliorare osservazioni, previsioni e sistemi di allarme.
La sfida è soprattutto proteggere le popolazioni più vulnerabili, perché questi fenomeni sono destinati a restare una componente importante del nuovo scenario climatico globale.
