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Auto con targhe polacche a Napoli, Assoutenti: “Illegali senza attenuanti, ma il caro Rc auto alimenta il disagio”

“Chi circola senza copertura assicurativa mette a rischio gli altri automobilisti e scarica i costi sulla collettività. Nessuna indulgenza per chi utilizza sistemi irregolari per aggirare gli obblighi di legge”. È la posizione di Assoutenti sul caso delle auto con targhe polacche, tornato al centro dell’attenzione dopo le azioni di rivalsa avviate dal PBUK, l’ente polacco che gestisce i sinistri provocati da veicoli non assicurati, per incidenti avvenuti nella provincia di Napoli.

Secondo l’associazione dei consumatori, il fenomeno delle immatricolazioni polacche ottenute attraverso intermediari irregolari rappresenta una violazione grave, ma allo stesso tempo è il sintomo di una criticità più ampia che riguarda il mercato della Rc auto in alcune aree del Paese.

“Chi si è affidato a intermediari del tutto irregolari per ottenere un’immatricolazione polacca e circolare senza polizza non merita alcuna comprensione – dichiara il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso –. Chi non si assicura in Italia e chi non si assicura in Polonia è, allo stesso modo, un soggetto irresponsabile: mette in strada un veicolo che, in caso di incidente, scarica il danno sulla vittima e sulla collettività”.

Il nodo del caro assicurazioni in Campania

Per Assoutenti, però, limitarsi alla sola dimensione dell’illegalità rischia di non cogliere il problema di fondo. In alcune zone della Campania, e in particolare nell’area di Napoli, gli automobilisti che rispettano le regole devono spesso sostenere premi Rc auto molto elevati.

“Il clima di esasperazione di chi resta nella piena regolarità non può essere ignorato – aggiunge Melluso –. La sinistrosità reale di questi territori non è esponenzialmente superiore rispetto ad altre aree italiane dove le polizze hanno costi molto più bassi”.

Secondo l’associazione, il sistema attuale tende infatti a penalizzare gli automobilisti sulla base soprattutto della zona di residenza, creando forti differenze territoriali nei premi assicurativi.

Assoutenti: “Il risarcimento diretto va superato”

Al centro delle critiche dell’associazione c’è il meccanismo del risarcimento diretto, introdotto nel 2007, secondo cui in caso di incidente tra due veicoli assicurati il danneggiato viene risarcito dalla propria compagnia, che poi regola i rapporti economici con quella del responsabile.

Secondo Assoutenti, questo modello avrebbe prodotto una distorsione nella valutazione del rischio, spostando parte del peso economico della sinistrosità sulla compagnia del danneggiato e, indirettamente, sugli assicurati di determinati territori.

“Il vero problema è un sistema che ha finito per trasferire la rischiosità da chi provoca il danno a chi lo subisce – sostiene l’associazione –. Proprio nelle aree dove le tariffe sono più elevate si sono generate alcune delle distorsioni più profonde, alimentando anche fenomeni fraudolenti come i sinistri falsi”.

“L’automobilista onesto paga due volte”

Per Roberto Capasso, responsabile Assoutenti Campania, le auto con targhe polacche irregolari rappresentano solo la parte più visibile di una situazione più complessa.

“Le targhe polacche ottenute con procedure irregolari e i veicoli non assicurati sono la punta dell’iceberg di uno stato di sofferenza che in Campania deve essere affrontato dal legislatore e non lasciato solo alla cronaca giudiziaria – afferma Capasso –”.

Secondo Assoutenti, l’automobilista rispettoso delle regole rischia di trovarsi in una doppia penalizzazione: da un lato premi assicurativi elevati, dall’altro un sistema che non sempre riesce a contrastare efficacemente chi sceglie la strada dell’illegalità.

L’associazione chiede quindi un intervento del Governo e del Parlamento per rivedere il modello assicurativo e ridurre le disparità territoriali, evitando che il ricorso a pratiche irregolari venga percepito da alcuni cittadini come una possibile alternativa al costo elevato delle polizze.

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