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Per combattere il caldo hanno dipinto le strade di bianco: funziona davvero?

Dall’Europa agli Stati Uniti cresce l’interesse per i “cool pavements”, speciali rivestimenti ad alta riflettanza che riducono il surriscaldamento dell’asfalto. Ma possono davvero abbassare la temperatura delle città?

Con le ondate di calore sempre più frequenti e intense, le città cercano nuove strategie per difendersi dalle temperature estreme. Tra le soluzioni più discusse c’è quella dei “cool pavements”, gli asfalti o rivestimenti ad alta riflettanza che, invece di assorbire il calore del Sole, ne riflettono una parte.

Negli ultimi anni diverse città negli Stati Uniti, in Europa e in Asia hanno avviato sperimentazioni utilizzando speciali vernici chiare o materiali innovativi per ricoprire alcune strade urbane. L’obiettivo è semplice: limitare il surriscaldamento delle superfici e contribuire a ridurre il fenomeno dell’isola di calore urbana, che rende le città molto più calde rispetto alle aree circostanti.

Perché l’asfalto diventa così caldo?

La risposta è nella fisica.

L’asfalto tradizionale è molto scuro e possiede una bassa albedo, cioè riflette solo una piccola parte della radiazione solare. Tutta l’energia assorbita viene trasformata in calore.

Nelle giornate estive una strada asfaltata può facilmente raggiungere temperature superiori ai 60 °C, anche quando l’aria è “solo” a 35-38 °C.

Il problema non è soltanto il caldo durante il giorno: l’asfalto continua a rilasciare lentamente l’energia accumulata anche nelle ore serali e notturne, impedendo alle città di raffreddarsi.

È lo stesso motivo per cui una maglietta nera, sotto il sole, si scalda molto più rapidamente di una bianca.

Come funziona la vernice “anti-calore”?

Le cosiddette vernici riflettenti non raffreddano la strada in modo attivo.

Semplicemente riflettono una quota maggiore della luce solare, impedendo che venga trasformata in calore.

Il principio è identico a quello dei tetti bianchi utilizzati in molti Paesi caldi: più luce viene riflessa, meno energia viene assorbita.

Per questo motivo la superficie trattata può risultare fino a 10-12 °C più fresca rispetto a un asfalto tradizionale nelle ore più calde della giornata.

Ma la città si raffredda davvero di 10 gradi?

No. Ed è qui che spesso nasce un equivoco.

I 10 gradi di cui si parla riguardano generalmente la temperatura della superficie stradale, non quella dell’aria.

La temperatura percepita dai cittadini diminuisce molto meno, perché dipende da numerosi fattori:

  • presenza di alberi;
  • ventilazione;
  • umidità;
  • traffico;
  • edifici circostanti;
  • quantità di superfici asfaltate.

Le sperimentazioni mostrano che i benefici sull’aria esistono, ma sono generalmente più contenuti rispetto alla riduzione registrata sull’asfalto.

Cos’è l’isola di calore urbana?

Le città sono ricche di superfici che accumulano energia: asfalto, cemento, palazzi e tetti.

Durante il giorno questi materiali immagazzinano calore; di notte lo rilasciano lentamente.

Il risultato è il fenomeno dell’isola di calore urbana, per cui le temperature nei centri abitati possono essere anche diversi gradi superiori rispetto alle campagne circostanti, soprattutto nelle notti estive.

Questo effetto aumenta il disagio per la popolazione e può avere conseguenze importanti sulla salute, in particolare durante le ondate di calore.

Le strade bianche bastano?

La risposta è no.

Gli esperti considerano i cool pavements uno strumento utile, ma non sufficiente.

Per raffreddare davvero una città è necessario combinare più interventi:

  • aumentare il verde urbano;
  • piantare alberi lungo le strade;
  • utilizzare materiali riflettenti anche su tetti e pavimentazioni;
  • ridurre le superfici impermeabili;
  • progettare quartieri più ventilati.

In altre parole, non esiste una soluzione miracolosa: la vernice riflettente può contribuire a limitare il surriscaldamento, ma funziona al meglio se inserita in una strategia più ampia di adattamento ai cambiamenti climatici.

Un aiuto contro le estati sempre più calde

Con temperature che in molte città italiane sfiorano ormai regolarmente i 40 °C, ridurre anche solo di alcuni gradi il calore accumulato dalle superfici urbane può migliorare il comfort termico, diminuire la richiesta di climatizzazione degli edifici e contribuire a rendere gli spazi pubblici più vivibili.

Le “strade bianche” non elimineranno il caldo estremo, ma rappresentano uno degli strumenti che urbanisti e amministrazioni stanno valutando per adattare le città a un clima che cambia.

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