La città di Roma si appresta a varcare una svolta storica sul fronte della mobilità turistica e della tutela degli animali. Con quindici dei sedici vetturini attualmente attivi nella Capitale pronti a convertire la propria storica licenza in quella per il servizio taxi, la città si prepara a ridurre drasticamente, fino quasi ad azzerare, la presenza delle tradizionali “botticelle” dalle strade del centro storico.
Si tratta di una decisione attesa da tempo dalle associazioni per i diritti degli animali, in particolare dall’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), che ha accolto la notizia con favore dopo anni di campagne e mobilitazioni contro l’uso di carrozze trainate da cavalli nel contesto urbano moderno.
Cosa sono le botticelle: storia e significato della tradizione romana
Le botticelle sono le tradizionali carrozze trainate da cavalli utilizzate storicamente a Roma come servizio di trasporto pubblico e, in epoca moderna, come attrazione turistica per i visitatori del centro storico. Il termine deriva originariamente da “botte”, in riferimento ai piccoli carri impiegati a partire dall’Ottocento per il trasporto di merci e barili nella Capitale. Successivamente trasformate in carrozze per il trasporto passeggeri e guidate dai cosiddetti vetturini, le botticelle hanno rappresentato per oltre un secolo un simbolo della tradizione romana. Negli ultimi anni, tuttavia, la pratica è diventata oggetto di un acceso dibattito pubblico legato alla tutela del benessere animale e alla sicurezza urbana, culminato nelle recenti tutele normative e nei piani di riconversione delle storiche licenze in moderne licenze taxi.
La posizione dell’OIPA: “Un passo importante contro una pratica anacronistica”
Il dibattito sull’utilizzo dei cavalli da traino nelle grandi città si riaccende ciclicamente, in particolare durante la stagione estiva, quando l’asfalto rovente e le temperature elevate sottopongono gli animali a condizioni di forte stress termico e fisico.
“Soprattutto in estate, quando le temperature sono roventi, i cavalli sono costretti a sostenere sforzi fisici immani, con conseguenze anche tragiche”, ha dichiarato in una nota Massimo Comparotto, Presidente di OIPA Italia. “In diverse parti d’Italia, dove questa pratica è ancora diffusa, molti animali sono crollati o addirittura morti per lo sforzo a cui vengono sottoposti ogni giorno, per ore. Accogliamo con soddisfazione la scelta della Capitale, che speriamo possa essere un esempio da seguire per le altre città in cui le carrozze trainate dai cavalli continuano a essere un’attrazione turistica.”
L’associazione ambientalista e animalista auspica che il modello romano possa fare da apripista per altre realtà comunali italiane che ancora mantengono servizi di trasporto turistico a trazione animale.
L’accordo di conversione: dalle carrozze alle auto ecologiche
La delibera e l’accordo proposti dall’amministrazione del Campidoglio si basano sul principio della conversione volontaria delle licenze di trasporto. Per agevolare il passaggio dei vetturini alla nuova professione senza gravare interamente sulle loro finanze, il Comune di Roma sta conducendo una trattativa con una nota casa automobilistica giapponese.
L’obiettivo del tavolo tecnico è strutturare una convenzione o un sostegno economico che consenta agli ex vetturini di ottenere vetture idonee al servizio taxi a condizioni agevolate, mitigando l’esborso iniziale per l’acquisto del veicolo.
Il caso del “singolo dissenziente” e le prospettive future
Nonostante la quasi totale unanimità della categoria, l’accordo registra una sola voce fuori dal coro. Un singolo vetturino – ribattezzato dai media locali “l’irriducibile” – si oppone al momento alla conversione della propria licenza, manifestando l’intenzione di proseguire con l’attività tradizionale delle botticelle.
In merito a questa presa di posizione isolata, l’OIPA ha formulato un appello pubblico al buon senso, invitando il lavoratore a riconsiderare la propria scelta per mettere al centro del dibattito il benessere degli animali e favorire una transizione fluida e priva di ulteriori contenziosi legali o amministrativi. L’amministrazione capitolina proseguirà nei prossimi giorni le tappe burocratiche per rendere operativo il passaggio delle licenze per la stragrande maggioranza dei richiedenti, ponendo fine a una delle dispute più longeve e dibattute della cronaca romana.
I rischi per i cavalli delle botticelle: colpi di calore e patologie stradali
I cavalli delle botticelle rischiano principalmente gravi episodi di stress termico (colpo di calore), disidratazione acuta e lesioni croniche all’apparato muscolo-scheletrico. Durante la stagione estiva, la combinazione tra sforzo prolungato e temperature roventi dell’asfalto (che può superare i 50°C a livello stradale) impedisce una corretta termoregolazione dell’animale, esponendolo a collassi cardiocircolatori e insufficienza respiratoria ostruttiva.
Oltre ai fattori bioclimatici, la letteratura veterinaria evidenzia i seguenti fattori di rischio strutturali legati all’ambiente urbano:
- Traumi articolari e muscolari: Il continuo impatto degli zoccoli su superfici dure e sconnesse, come i tradizionali sanpietrini romani, provoca microtraumi ripetuti che degenerano in tendiniti, riniti e artrosi precoce.
- Patologie respiratorie: L’altezza dell’animale lo costringe a respirare direttamente all’altezza dei tubi di scarico delle autovetture, causando l’inalazione di polveri sottili (PM10 e PM2.5) e monossido di carbonio.
- Stress psicofisico ambientale: I rumori del traffico cittadino, i clacson e la densità urbana alterano i livelli di cortisolo dell’animale, provocando sindromi ansiose e comportamenti da spavento improvviso, pericolosi anche per la sicurezza pubblica.
