Prosegue senza sosta l’ondata di rincari che sta colpendo automobilisti e autotrasportatori italiani. Da tre settimane consecutive, i prezzi alla pompa di benzina e gasolio registrano aumenti giornalieri ininterrotti, spinti prima dalla decisione del Governo di ritirare il taglio sulle accise e successivamente dalle nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente. I dati elaborati dall’Unione Nazionale Consumatori (UNC) sui rilevamenti ufficiali del Mimit delineano un quadro di vera e propria stangata per le tasche dei cittadini.
Il punto sui prezzi: gasolio a livelli mai visti in autostrada
La situazione più critica riguarda il gasolio. Sulla rete autostradale il prezzo del diesel ha toccato quota 2,228 euro al litro, superando il massimo storico registrato appena il giorno precedente (2,213 euro al litro). Si tratta della cifra più alta mai rilevata dall’inizio delle serie storiche avviate nell’agosto 2023.
Un’escalation che non risparmia la rete viaria ordinaria: su strade urbane ed extraurbane, il costo del gasolio cresce di 2 centesimi al litro in sole 24 ore, traducendosi in un costo aggiuntivo di esattamente 1 euro per un singolo rifornimento da 50 litri rispetto alla giornata precedente.
I numeri del rincaro: fino a 14 euro in più a pieno dal 3 luglio
I dettagli dell’impatto economico per gli automobilisti nell’ultimo mese:
- Gasolio su rete stradale: Il prezzo medio sfonda quota 2,161 €/l con un balzo del +14,82% rispetto ai 1,882 €/l del 3 luglio. Per un pieno di 50 litri servono oggi 13,95 euro in più.
- Gasolio in autostrada: Sale a 2,228 €/l (+13,21%). L’aggravio su un pieno raggiunge i 13,00 euro rispetto all’inizio del mese.
- Benzina su rete stradale: Si attesta a 1,968 €/l (+9,15%), con un rincaro di 8,25 euro per ogni rifornimento completo.
- Benzina in autostrada: Raggiunge i 2,059 €/l (+8,71%), registrando un maggior costo di 8,25 euro a pieno.
L’attacco dell’Unione Consumatori al Governo: “Servono interventi sulle accise”
Di fronte a questi numeri, dura è la presa di posizione di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che contesta le recenti dichiarazioni dell’esecutivo:
“Il Governo farebbe bene a smettere di prendere in giro gli italiani prospettando futuri interventi e dirci cosa intende fare oggi. Dichiarare ‘se sarà necessario interverremo’ significa farsi beffa degli automobilisti, dato che i prezzi odierni hanno ampiamente superato quelli del marzo 2022, quando fu introdotto il primo sconto. Per logica, ora serve un taglio delle accise pari ad almeno 25 centesimi al litro, che salirebbero a 30,5 centesimi considerando l’Iva al 22%”.
La pressione sulle istituzioni cresce mentre le stime sull’impatto dell’inflazione da trasporti rischiano di appesantire ulteriormente il costo della vita delle famiglie in vista delle partenze per le vacanze estive.
