Assoutenti lancia l’allarme sul caro-carburanti alla vigilia degli esodi di Ferragosto: in un anno il gasolio è aumentato del 27,6%, la benzina del 17%, il metano del 12,1% e il Gpl del 7,2%. Per un pieno di diesel oggi servono 22,55 euro in più rispetto all’estate 2025.
Il Ferragosto degli italiani rischia di essere più costoso anche prima di arrivare in spiaggia. Per milioni di automobilisti che si preparano a mettersi in viaggio per le vacanze o a rientrare dalle località turistiche, il conto da pagare non è soltanto quello di alberghi, ristoranti e pedaggi: anche il rifornimento di carburante pesa sensibilmente più di un anno fa.
A lanciare l’allarme è Assoutenti, che ha confrontato i prezzi dei principali carburanti alla vigilia del Ferragosto con quelli dello stesso periodo del 2025. Il risultato è particolarmente pesante per chi guida un’auto diesel: il gasolio costa il 27,6% in più rispetto a un anno fa.
Un incremento che, tradotto nella spesa concreta per il rifornimento, significa 22,55 euro in più per un pieno.
Diesel, la stangata più pesante: +27,6% in un anno
È il gasolio a registrare l’aumento più marcato tra i carburanti presi in considerazione da Assoutenti.
Secondo i calcoli dell’associazione, rispetto al Ferragosto 2025 un litro di diesel costa oggi il 27,6% in più. Una differenza che diventa particolarmente evidente quando si riempie il serbatoio.
Per un pieno, la maggiore spesa arriva infatti a 22,55 euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il dato assume un peso particolare proprio nei giorni dell’esodo estivo, quando milioni di italiani utilizzano l’auto per raggiungere le località di mare, montagna e le seconde case.
E il problema non riguarda soltanto il viaggio di andata. Per chi percorrerà centinaia di chilometri anche al ritorno, il maggior costo del carburante finirà per incidere ulteriormente sul budget complessivo della vacanza.
Benzina, un pieno costa 14,30 euro in più
La situazione non è molto diversa per chi viaggia con un’automobile a benzina.
Il prezzo della verde risulta infatti quasi il 17% più alto rispetto al Ferragosto dello scorso anno. In questo caso, secondo le stime di Assoutenti, l’aggravio per un pieno raggiunge 14,30 euro.
Anche in questo caso il dato percentuale rischia di sembrare astratto fino a quando non viene tradotto in euro.
Su un singolo rifornimento la differenza può essere già significativa. Per chi invece affronta un lungo viaggio e deve effettuare più pieni, il maggiore esborso si somma rapidamente alle altre spese legate agli spostamenti.
Metano +12,1%, Gpl +7,2%: aumenti per tutti
Gli aumenti non risparmiano nemmeno le alimentazioni alternative.
Per chi utilizza un’auto a metano, il costo di un pieno risulta secondo Assoutenti superiore del 12,1% rispetto a un anno fa.
Il Gpl registra invece l’incremento più contenuto del gruppo, ma comunque significativo: +7,2%.
La fotografia restituita dall’associazione è quindi quella di un mercato nel quale, alla vigilia del periodo di maggiore mobilità dell’estate, tutti i principali carburanti risultano più costosi rispetto al Ferragosto 2025.
Il paradosso del taglio delle accise
Il dato sul diesel arriva inoltre dopo il provvedimento con cui il governo ha disposto un taglio delle accise sui carburanti.
Per Assoutenti, tuttavia, gli interventi adottati finora non sono stati sufficienti a impedire che gli aumenti registrati nelle ultime settimane si trasferissero sui prezzi alla pompa.
Il tema diventa particolarmente sensibile proprio durante l’esodo di Ferragosto, quando la domanda di carburante aumenta e gli automobilisti hanno meno possibilità di rinunciare all’auto.
Il prezzo del pieno, quindi, diventa una delle voci che possono modificare in maniera concreta il costo complessivo della vacanza.
Perché il caro-carburante torna a pesare sulle vacanze
Secondo Assoutenti, a incidere sulla situazione è anche il contesto internazionale e, in particolare, la crisi in Medio Oriente, che continua a esercitare pressioni sui mercati energetici.
Il prezzo che gli automobilisti vedono sul display del distributore è infatti il risultato di una catena molto più complessa: dalle quotazioni internazionali del petrolio ai costi di raffinazione, fino alla componente fiscale e ai margini lungo la filiera.
Quando le tensioni geopolitiche alimentano l’incertezza sui mercati energetici, le ripercussioni possono arrivare anche al consumatore finale.
Ed è proprio questa trasmissione dei rincari a preoccupare le associazioni dei consumatori, soprattutto in una fase dell’anno caratterizzata da una forte mobilità.
Assoutenti: “Servono misure più incisive”
“Gli italiani che nelle prossime ore si metteranno in viaggio in auto lungo strade e autostrade della nostra Penisola dovranno fare i conti con un Ferragosto salato sul fronte dei rifornimenti”, afferma Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti.
Secondo Melluso, la situazione internazionale continua a pesare sui consumatori e gli interventi adottati finora non avrebbero impedito una nuova pressione sui prezzi.
Da qui la richiesta al governo di intervenire con misure più incisive per contenere sia i prezzi dei carburanti sia quelli dell’energia.
L’associazione propone inoltre di reperire risorse attraverso una tassazione mirata dei profitti delle società petrolifere ed energetiche, estendendo la richiesta anche a banche e assicurazioni.
Quanto pesa davvero il carburante sulla vacanza?
Il confronto più immediato è quello sul singolo pieno, ma il vero impatto per le famiglie dipende dai chilometri percorsi.
Un automobilista che affronta un viaggio di qualche centinaio di chilometri può dover fare uno o più rifornimenti tra andata e ritorno. Se si aggiungono gli spostamenti durante la vacanza, il costo del carburante può diventare una voce tutt’altro che marginale.
A questo bisogna sommare pedaggi autostradali, parcheggi e manutenzione del veicolo, oltre naturalmente alle spese per soggiorno e ristorazione.
Il risultato è che il rincaro alla pompa rischia di trasformarsi in un ulteriore aumento del costo complessivo delle vacanze estive.
Il Ferragosto degli automobilisti parte quindi dal distributore
La fotografia di Assoutenti arriva proprio nel momento in cui milioni di italiani stanno preparando le automobili per l’esodo di metà agosto.
Il dato più forte resta quello del diesel: +27,6% in un anno e 22,55 euro in più per un pieno.
Ma il quadro è più ampio: benzina a +17%, metano a +12,1% e Gpl a +7,2%.
Numeri che raccontano una delle conseguenze meno visibili del caro-energia: anche quando il viaggio comincia con una valigia nel bagagliaio e una strada da percorrere, l’aumento dei costi energetici è già entrato nel conto delle vacanze.
E per chi si metterà al volante proprio in questi giorni, la prima sorpresa di Ferragosto potrebbe arrivare ancora prima del casello autostradale: al distributore.
