Non solo cenere e voli cancellati: l’eruzione dell’Etna sta attirando centinaia di persone sempre più vicino alle colate. Il Comune impone una distanza minima di 200 metri dal fronte lavico e limita l’accesso al Rifugio Citelli. A Catania aeroporto chiuso fino alle 2 del 15 agosto.
L’Etna continua a eruttare, ma a Ferragosto il problema non è soltanto la cenere che finisce nei cieli e costringe gli aerei a rimanere a terra.
È anche la corsa al selfie davanti alla lava.
Nei giorni scorsi numerose persone si sono avvicinate al fronte lavico per fotografare e filmare l’attività del vulcano, spingendosi in aree dove il rischio può cambiare rapidamente. Da qui la nuova stretta delle autorità: un’ordinanza impone di mantenere una distanza minima di 200 metri dal fronte lavico e introduce limitazioni alla viabilità verso il Rifugio Citelli.
È il paradosso dell’Etna di questa estate: più il vulcano diventa spettacolare, più aumenta il rischio che qualcuno voglia avvicinarsi per fotografarlo.
L’Etna erutta e il selfie diventa un rischio
L’attività vulcanica trasforma il paesaggio in uno spettacolo naturale difficile da ignorare. Lava incandescente, bagliori notturni, colonne di fumo e cenere sono immagini che in poche ore possono fare il giro dei social.
Ma la spettacolarità dell’eruzione può creare una falsa percezione di sicurezza.
Una colata lavica può apparire lenta e prevedibile, ma nelle aree vulcaniche non esiste soltanto il rischio rappresentato dalla lava. Ci sono temperature elevatissime, gas, materiale incandescente, esplosioni improvvise e terreni instabili.
Per questo la nuova ordinanza punta soprattutto a rimettere una distanza fisica tra i visitatori e il fenomeno che stanno osservando.
Duecento metri per guardare, non per avvicinarsi
La regola è semplice: almeno 200 metri dal fronte lavico.
Una distanza che può sembrare enorme a chi vuole ottenere una fotografia ravvicinata, ma che diventa ancora più importante considerando che l’attività del vulcano è in corso e le condizioni possono evolvere.
Il problema, in fondo, non è vietare alle persone di osservare l’eruzione.
È impedire che la ricerca della fotografia perfetta trasformi un fenomeno naturale in una situazione di emergenza.
E sui social il confine è particolarmente sottile: più l’immagine è spettacolare, più tende a essere condivisa. E più viene condivisa, più può generare una nuova corsa verso il vulcano.
L’altra emergenza: l’aeroporto di Catania
Nel frattempo l’eruzione continua a creare pesanti ripercussioni sulla mobilità siciliana.
La società di gestione SAC ha comunicato che i voli in arrivo e in partenza dall’aeroporto di Catania sono sospesi fino alle 2 del 15 agosto, a causa dell’attività eruttiva e della presenza di cenere vulcanica nello spazio aereo. I passeggeri sono invitati a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
L’impatto è particolarmente pesante perché arriva proprio alla vigilia di Ferragosto.
Secondo i dati comunicati da SAC, tra il 6 e il 12 agosto erano programmati 1.974 voli da Catania e il 36% è stato cancellato a causa dell’evoluzione dell’attività vulcanica e delle conseguenti limitazioni operative. La società ha definito quella in corso come l’emergenza con il maggiore impatto sull’infrastruttura aeroportuale degli ultimi vent’anni.
L’Etna non si ferma, la Sicilia deve adattarsi
La questione interessante è quindi più ampia del singolo episodio eruttivo.
L’Etna è un vulcano attivo e la sua attività può avere conseguenze molto diverse: dalla cenere che blocca gli aerei alla necessità di limitare l’accesso alle aree più vicine alle colate.
La Sicilia si trova così a gestire contemporaneamente due problemi apparentemente opposti.
Da una parte c’è la necessità di garantire la sicurezza di chi vive e viaggia sul territorio.
Dall’altra c’è un vulcano che, proprio quando è più attivo, diventa anche una straordinaria attrazione turistica.
Ed è qui che entra in gioco il comportamento dei visitatori.
Quando il turismo del vulcano supera il limite
L’Etna è già una delle principali attrazioni naturali della Sicilia. Ma un’eruzione spettacolare modifica inevitabilmente il modo in cui viene percepito.
Il vulcano smette di essere soltanto un paesaggio e diventa un evento da vedere dal vivo.
Il rischio è che la ricerca dell’esperienza eccezionale porti alcune persone a superare i limiti imposti dalla sicurezza.
Il selfie davanti alla lava è l’esempio perfetto: pochi secondi di video possono sembrare più importanti della distanza di sicurezza.
Ma una fotografia può essere ripetuta.
Un incidente in prossimità di una colata lavica no.
Ferragosto sull’Etna: la regola più importante è la distanza
Con l’arrivo di Ferragosto, dunque, il messaggio delle autorità è particolarmente chiaro: non avvicinarsi al fronte lavico oltre i limiti consentiti e rispettare le restrizioni alla viabilità e all’accesso alle aree interessate dall’attività vulcanica.
Per chi deve volare da o verso Catania, invece, la raccomandazione è altrettanto semplice: verificare direttamente con la compagnia aerea lo stato del proprio volo prima di raggiungere l’aeroporto.
Perché quest’anno l’Etna non sta soltanto offrendo uno spettacolo naturale.
Sta ricordando, nel modo più concreto possibile, che un vulcano attivo non è un set fotografico.
