L’ennesima ondata di calore che sta investendo l’Italia non rappresenta soltanto un’emergenza climatica e sanitaria generale. Per le oltre 140 mila persone che convivono con la sclerosi multipla nel nostro Paese, le temperature elevate possono tradursi in un peggioramento improvviso dei sintomi, generando spesso ansia e il timore di una nuova ricaduta della malattia.
In realtà, nella maggior parte dei casi non si tratta di una riattivazione della patologia, bensì del cosiddetto fenomeno di Uhthoff, una risposta temporanea dell’organismo all’aumento della temperatura corporea. A richiamare l’attenzione su questo aspetto è l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM), che segnala come durante ogni estate aumentino sensibilmente le richieste di chiarimento al Numero Verde da parte di pazienti preoccupati per l’improvviso peggioramento di sintomi già conosciuti.
Comprendere la differenza tra una ricaduta e un episodio legato al caldo è fondamentale sia per evitare inutili allarmismi sia per intervenire tempestivamente quando invece è realmente necessario rivolgersi al neurologo.
Perché il caldo peggiora i sintomi della sclerosi multipla
Le ondate di calore sono diventate una delle conseguenze più evidenti del cambiamento climatico. Secondo gli esperti, eventi estremi sempre più frequenti e intensi espongono le persone più fragili a rischi sanitari crescenti. Tra queste rientrano anche i pazienti affetti da sclerosi multipla.
La malattia è caratterizzata da un danno alla mielina, la guaina che riveste le fibre nervose e permette la corretta trasmissione degli impulsi elettrici. Quando la mielina viene danneggiata, la conduzione nervosa diventa più lenta e vulnerabile.
L’aumento della temperatura corporea, anche di pochi decimi di grado, può rallentare ulteriormente questa trasmissione, facendo riemergere o accentuando sintomi già presenti.
Come spiega il professor Filippo Martinelli Boneschi, neurologo e direttore del Centro Sclerosi Multipla dell’Ospedale San Paolo di Milano, il caldo rappresenta infatti uno stress aggiuntivo per un sistema nervoso già compromesso dalla demielinizzazione.
Il risultato è un peggioramento temporaneo delle manifestazioni neurologiche che tende a risolversi quando la temperatura corporea torna ai livelli abituali.
Cos’è il fenomeno di Uhthoff
Il fenomeno di Uhthoff prende il nome dall’oculista tedesco Wilhelm Uhthoff, che alla fine dell’Ottocento osservò come l’aumento della temperatura corporea peggiorasse temporaneamente i disturbi visivi in persone affette da sclerosi multipla.
Oggi il termine indica un peggioramento transitorio dei sintomi neurologici provocato dal calore, senza che vi sia una nuova attività infiammatoria della malattia.
Tra i sintomi che possono accentuarsi figurano:
- forte stanchezza (fatigue);
- debolezza muscolare;
- difficoltà nella deambulazione;
- offuscamento della vista;
- formicolii;
- rigidità muscolare;
- problemi di equilibrio.
L’elemento distintivo è che questi disturbi migliorano progressivamente una volta che il corpo si raffredda, ad esempio entrando in un ambiente climatizzato, facendo una doccia fresca o semplicemente attendendo che la temperatura esterna diminuisca.
Quando invece potrebbe trattarsi di una ricaduta
Uno degli aspetti più delicati riguarda la capacità di distinguere il fenomeno di Uhthoff da una vera ricaduta della sclerosi multipla.
Secondo gli specialisti, una ricaduta si manifesta con caratteristiche ben precise:
- comparsa di sintomi neurologici nuovi;
- peggioramento persistente di sintomi già esistenti;
- durata superiore alle 24 ore;
- assenza di altre cause come febbre, infezioni o esposizione al caldo.
Se i disturbi non migliorano dopo aver abbassato la temperatura corporea, oppure risultano diversi rispetto a quelli abituali, è importante contattare il proprio neurologo o il Centro Sclerosi Multipla di riferimento per una valutazione.
Questa distinzione è essenziale perché una ricaduta richiede un percorso diagnostico e terapeutico diverso rispetto a un semplice peggioramento legato al caldo.
Perché le ondate di calore sono una nuova sfida sanitaria
L’aumento della frequenza delle ondate di calore rappresenta una delle conseguenze più evidenti della crisi climatica. Negli ultimi anni l’Italia ha registrato estati sempre più lunghe e caratterizzate da temperature eccezionalmente elevate, con effetti significativi sulla salute pubblica.
Se per la popolazione generale il caldo aumenta il rischio di disidratazione, colpi di calore e aggravamento delle malattie cardiovascolari, per chi convive con patologie neurologiche croniche come la sclerosi multipla le conseguenze possono essere ancora più complesse.
La temperatura elevata diventa infatti un vero e proprio fattore ambientale capace di compromettere temporaneamente la qualità della vita, limitando autonomia, mobilità e capacità di svolgere le normali attività quotidiane.
In questo senso, il cambiamento climatico pone nuove sfide anche ai sistemi sanitari, chiamati a sviluppare strategie di prevenzione sempre più mirate per le persone vulnerabili.
Come affrontare il caldo se si convive con la sclerosi multipla
Per limitare gli effetti delle alte temperature, gli specialisti raccomandano alcuni semplici accorgimenti che possono ridurre significativamente il rischio di peggioramento dei sintomi.
Tra le principali indicazioni:
- evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata;
- mantenere gli ambienti domestici il più possibile freschi;
- utilizzare ventilatori o climatizzatori quando necessario;
- indossare abiti leggeri, chiari e traspiranti;
- bere frequentemente, anche senza avvertire lo stimolo della sete;
- preferire pasti leggeri e ricchi di acqua;
- programmare l’attività fisica nelle prime ore del mattino o in serata;
- utilizzare asciugamani refrigeranti o fare docce tiepide per abbassare la temperatura corporea.
Anche una breve permanenza in un ambiente climatizzato può contribuire a ridurre rapidamente il peggioramento dei sintomi provocato dal caldo.
Attenzione anche alla conservazione dei farmaci
Le alte temperature possono influire non solo sul benessere delle persone ma anche sulla corretta conservazione dei medicinali.
Molti farmaci utilizzati nella terapia della sclerosi multipla richiedono infatti specifiche condizioni di temperatura per mantenere inalterata la propria efficacia.
Per questo motivo è fondamentale seguire sempre le indicazioni riportate nel foglio illustrativo, evitando di lasciare i medicinali esposti al sole o all’interno di automobili parcheggiate.
Durante gli spostamenti estivi può essere utile ricorrere a borse termiche o contenitori refrigerati quando previsto dalle indicazioni del produttore.
Informazione e prevenzione per affrontare un clima sempre più estremo
Le estati italiane stanno cambiando e il numero crescente di giornate con temperature estreme rende indispensabile aumentare la consapevolezza sui rischi che il caldo comporta per le persone con patologie croniche.
Sapere che un peggioramento improvviso dei sintomi non coincide necessariamente con una ricaduta della sclerosi multipla può evitare paure ingiustificate e consentire una gestione più serena della malattia. Allo stesso tempo, riconoscere i segnali che richiedono una valutazione specialistica rimane fondamentale per intervenire tempestivamente.
Per questo AISM ha realizzato uno speciale approfondimento dedicato al fenomeno di Uhthoff, con consigli pratici per affrontare le giornate più calde e indicazioni sulla corretta conservazione dei farmaci. In caso di dubbi sui sintomi o sulla terapia, resta comunque importante confrontarsi con il proprio Centro Sclerosi Multipla o utilizzare il Numero Verde dell’associazione.
In un contesto di cambiamento climatico che rende le ondate di calore sempre più frequenti, la prevenzione passa anche attraverso l’informazione: conoscere gli effetti del caldo sulla sclerosi multipla significa proteggere la salute e migliorare la qualità della vita delle persone più vulnerabili.
