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Questo caldo fa impazzire. Lo confermano 2 studi ed i giovani sono i più a rischio

“Fa un caldo da impazzire” è un modo di dire che usiamo tutti d’estate. Due studi pubblicati proprio in questi giorni suggeriscono che dietro questa espressione potrebbe nascondersi qualcosa di più concreto di quanto pensassimo.

Cosa ha scoperto lo studio della Monash University

Un team di ricercatori australiani ha analizzato oltre 2,6 milioni di ricoveri ospedalieri registrati tra il 2000 e il 2019, in 852 località distribuite tra Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda. È il primo studio multicentrico internazionale a mettere insieme così tanti dati su un tema ancora poco esplorato: il legame tra temperature estreme e salute mentale.

Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Health, è chiaro: l’esposizione prolungata al caldo intenso è associata a un aumento del rischio di ricovero ospedaliero per disturbi mentali e comportamentali. Gli effetti risultano più marcati tra gli anziani e nelle aree a bassa densità di popolazione, dove probabilmente pesano anche l’isolamento sociale e il minore accesso a spazi climatizzati.

Il secondo tassello: i giovani

Un’altra ricerca, condotta dall’Università di Sydney e pubblicata sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, sposta l’attenzione su una fascia d’età diversa: gli under 24. Analizzando oltre 720.000 ricoveri ospedalieri nel Nuovo Galles del Sud tra il 2001 e il 2022, gli autori hanno osservato che il rischio di ricovero per disturbi mentali raddoppia nei mesi più caldi rispetto alla media.

Perché il caldo influenza il cervello

Il meccanismo non è ancora completamente chiarito, ma gli scienziati indicano alcune piste plausibili. Le temperature elevate alterano il sonno, aumentano l’irritabilità e mettono sotto stress il sistema nervoso autonomo, quello che regola funzioni come il battito cardiaco e la sudorazione. A questo si aggiunge un effetto indiretto ma potente: durante le ondate di calore molte persone con disturbi psichiatrici pregressi faticano a gestire i farmaci, alcuni dei quali interferiscono proprio con la termoregolazione corporea.

Un problema che riguarda anche l’Italia

Lo studio arriva mentre l’Europa affronta una delle estati più calde degli ultimi anni, con ondate di calore che si susseguono senza tregua. Non è un tema astratto per il nostro Paese: già oggi il Ministero della Salute emette bollettini quotidiani sul rischio caldo nelle principali città italiane, rivolti soprattutto a cardiopatici, anziani e bambini. Questi nuovi dati suggeriscono che le stesse categorie fragili andrebbero monitorate anche dal punto di vista della salute mentale, non solo di quella fisica.

Cosa possiamo portarci a casa

Il messaggio degli autori non è allarmistico, ma preventivo: riconoscere il caldo estremo come fattore di rischio per la salute mentale, al pari di quanto già si fa per cuore e polmoni, potrebbe aiutare i sistemi sanitari a prepararsi meglio, per esempio rafforzando il supporto psicologico durante le ondate di calore più intense.

💡 Lo sapevi?

Secondo lo studio dell’Università di Sydney, nei giovani under 24 il rischio di ricovero per disturbi mentali raddoppia nei mesi più caldi dell’anno, rispetto alla media annuale.

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