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Batterie di smartphone e stilo, cambia il calcolo del riciclo: l’Italia è lontana dai target UE

L’Italia si trova nel pieno di una profonda transizione normativa e strutturale per quanto riguarda la filiera delle batterie portatili, la categoria che comprende gli accumulatori di uso quotidiano come le pile stilo, i modelli a bottone e le batterie integrate nei dispositivi elettronici di consumo, tra cui smartphone e laptop. L’entrata in vigore del quadro regolatorio europeo ha ridefinito i criteri di misurazione del settore, evidenziando la necessità di un’accelerazione per raggiungere gli obiettivi comunitari di sostenibilità e recupero dei materiali.

Il dato 2025 e i nuovi traguardi dell’Unione Europea

Secondo i dati ufficiali sul tasso di raccolta pubblicati dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), l’indicatore principale per verificare il rispetto dei parametri europei si è attestato al 31,14% nel corso del 2025. Il risultato coincide con l’avvio della riforma europea introdotta dal Regolamento UE 2023/1542, recepito nell’ordinamento italiano attraverso il decreto legislativo 29/2026 dello scorso 7 marzo.

Le nuove disposizioni dell’Unione Europea fissano tappe progressive molto severe per i prossimi anni: i Paesi membri dovranno raggiungere un tasso di raccolta del 63% entro il 2027, per poi salire al 73% entro il 2030. L’attuale performance italiana evidenzia un ritardo strutturale rispetto a queste scadenze, delineando la necessità di incrementare in modo significativo i flussi e i volumi della raccolta differenziata nel corso del prossimo triennio.

Le modifiche al calcolo statistico e la disomogeneità dei dati

Per interpretare correttamente il bilancio del 2025, il CDCNPA sottolinea l’impatto delle modifiche metodologiche inserite dal nuovo regolamento, nate per standardizzare i sistemi di monitoraggio nei vari Stati membri ma destinate a influenzare la comparabilità immediata con le serie storiche precedenti. Il tasso di raccolta viene calcolato rapportando i quantitativi di rifiuti raccolti nell’anno con la media delle batterie immesse sul mercato nel triennio precedente.

La nuova disciplina ha introdotto due variazioni sostanziali: ha anticipato il periodo temporale per il calcolo dell’immesso al mercato ed ha ridefinito la classificazione delle batterie portatili, escludendo alcune specifiche tipologie che prima venivano conteggiate. Sebbene questa disomogeneità statistica renda il dato del 2025 non pienamente confrontabile con le vecchie rilevazioni, i volumi complessivi gestiti dal sistema coordinato mostrano una tendenza positiva rispetto al 2024, confermando una progressiva crescita della sinergia tra produttori, sistemi collettivi, Comuni e aziende di gestione dei rifiuti.

Le richieste del CDCNPA sugli strumenti attuativi

Sulle prospettive di sviluppo della filiera è intervenuta Laura Castelli, presidente del CDCNPA. Lo ha fatto evidenziando che l’attuale quadro normativo offre una struttura solida per ridisegnare l’intero comparto a livello europeo. Castelli ha confermato l’impegno dell’organismo nel rafforzare il coordinamento operativo, la trasparenza dei dati e il dialogo con le istituzioni.

Tuttavia, la presidenza del Centro di Coordinamento ha segnalato l’urgenza di completare rapidamente l’iter normativo nazionale attraverso l’emanazione degli ultimi strumenti attuativi previsti dalla riforma. Tra i passaggi considerati fondamentali per consolidare il nuovo assetto e sostenere la crescita della filiera verso i target europei, vengono indicati l’aggiornamento del registro dei produttori, l’adozione dello statuto tipo per i sistemi collettivi e la precisa definizione delle modalità operative legate alle garanzie finanziarie.

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