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Sinner in finale a Roma: ma quanto inquina un torneo di tennis come gli Internazionali d’Italia?

Jannik Sinner ce l’ha fatta. Oggi, sabato 16 maggio 2026, il numero uno al mondo ha battuto Daniil Medvedev 6-2, 5-7, 6-4 nella semifinale degli Internazionali d’Italia a Roma, volando in finale dove domenica sfiderà il norvegese Casper Ruud. Una partita sospesa ieri sera per la pioggia battente sul Foro Italico, ripresa oggi con Sinner che ha chiuso il terzo set con carattere e lucidità.

Mentre il Centrale esplode di entusiasmo e tutta l’Italia tifa il suo campione, vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi: quanto pesa sull’ambiente una macchina così grande come gli Internazionali d’Italia? Dietro le prodezze in campo si nasconde un evento colossale, con un impatto che va ben oltre i 21 campi del Foro Italico.

I numeri di un colosso: 400.000 spettatori e un miliardo di euro

Gli Internazionali d’Italia 2026 puntano a superare le 400.000 presenze paganti in due settimane — una città intera che si riversa al Foro Italico. L’impatto economico stimato sulla città di Roma supera il miliardo di euro, tra hotel, ristoranti, trasporti e indotto turistico.

Ma un evento di queste dimensioni ha anche un’impronta ecologica significativa: consumi energetici, acqua per i campi, rifiuti prodotti dagli spettatori, emissioni di CO₂ legate agli spostamenti dei giocatori da tutto il mondo e dei tifosi che raggiungono la capitale.

La terra rossa: quanto costa all’ambiente?

La superficie del Centrale del Foro Italico è la classica terra rossa, ovvero mattone frantumato (non terra vera). È una superficie che richiede manutenzione costante: annaffiature quotidiane per mantenere la giusta umidità, livellatura e rullatura prima di ogni match.

Un campo da tennis in terra rossa consuma in media tra i 2.000 e i 5.000 litri d’acqua al giorno durante un torneo. Moltiplicato per 21 campi e due settimane di competizione, si parla di milioni di litri complessivi anche se parte dell’acqua viene raccolta e riutilizzata nei moderni impianti.

Energia: il torneo gira al 100% rinnovabile

Qui la notizia è positiva. Gli Internazionali d’Italia hanno adottato un modello energetico sempre più sostenibile: tutta l’energia utilizzata durante l’evento proviene da fonti rinnovabili. L’illuminazione degli impianti è affidata a tecnologia LED a basso consumo, mentre alcune strutture temporanee – come punti di ristoro e aree di accoglienza – vengono alimentate da pannelli solari installati per l’occasione.

Un cambio di passo significativo rispetto al passato, quando un torneo di questa portata richiedeva un consumo energetico enorme per illuminare il Centrale anche nelle partite serali, alimentare gli schermi giganti, i sistemi di amplificazione audio e le strutture logistiche.

La sfida più grande: come ci arrivano i 400.000 spettatori?

L’impatto ambientale più difficile da controllare non è quello del torneo in sé, ma quello degli spostamenti. Centinaia di migliaia di persone che raggiungono il Foro Italico ogni giorno, più i giocatori che arrivano da tutto il mondo in aereo.

Per affrontare il problema, gli organizzatori hanno lanciato il piano di mobilità #RomaGiocaSostenibile: navette gratuite dalla Stazione Termini, 18 linee di bus e tram dedicate, aree di sosta per biciclette e mezzi di sharing, parcheggi per monopattini e scooter elettrici. L’obiettivo è spingere gli spettatori a lasciare l’auto a casa.

Il restyling da 160 milioni: più verde, meno asfalto

Il Foro Italico che ospita questa edizione del torneo è diverso da quello degli anni scorsi. Un investimento complessivo di circa 160 milioni di euro ha trasformato la struttura: ampie aree asfaltate sono state sostituite con pavimentazioni naturali, gli spazi verdi sono stati ampliati, sono nate nuove aree dedicate al relax e allo studio. La nuova Grand Stand Arena – costruita all’interno dello storico Stadio dei Marmi con una capienza di oltre 7.000 spettatori – è parte di questo progetto di riqualificazione sostenibile.

💡 Lo sapevi?

Per ogni euro investito nell’organizzazione degli Internazionali d’Italia, la società civile beneficia di 7,19 euro in termini di impatto sociale, ambientale ed economico combinato.

Verso uno sport davvero green

Gli Internazionali di Roma stanno diventando un modello per gli altri grandi tornei europei. L’energia rinnovabile, la mobilità sostenibile, la riduzione della plastica monouso e l’attenzione all’impatto ambientale non sono più optional ma parte integrante dell’organizzazione.

Domani Sinner scende in campo per la finale. Mentre il mondo guarda il match, vale la pena ricordare che anche il modo in cui organizziamo e viviamo lo sport può fare la differenza per il pianeta.

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