Ferragosto ancora rovente, poi cambia la circolazione atmosferica: dal 16 agosto aumentano i temporali, mentre tra lunedì 17 e martedì 18 il fronte freddo potrebbe provocare nubifragi, grandinate e violente raffiche di vento.
L’estate italiana potrebbe essere arrivata al suo primo vero punto di svolta. Non sarà Ferragosto a segnare la fine del grande caldo, che continuerà a dominare gran parte della Penisola, ma i giorni immediatamente successivi. Le ultime proiezioni dei modelli meteorologici, in particolare quelle del modello europeo ECMWF, individuano infatti un cambiamento nella circolazione atmosferica proprio a partire da domenica 16 agosto.
A modificare lo scenario sarà l’ondulazione della corrente a getto polare, che potrebbe favorire la discesa di una perturbazione verso l’Italia e mettere progressivamente in crisi l’anticiclone africano.
Il risultato potrebbe essere una fase di forte instabilità della durata di diversi giorni, con temporali anche violenti, grandinate, nubifragi e raffiche di vento. Una dinamica particolarmente delicata perché arriverà dopo una lunga fase caratterizzata da temperature molto elevate e da una notevole quantità di calore accumulata al suolo e nei mari.
A fare il punto è Luca Lombroso, meteorologo e redattore di Meteored Italia, secondo cui la svolta non coinciderà necessariamente con la fine dell’estate. Dopo il passaggio perturbato, infatti, l’anticiclone potrebbe tornare a rafforzarsi.
Il getto polare cambia la partita sul Mediterraneo
Per capire perché il tempo potrebbe cambiare così rapidamente bisogna guardare molto più in alto rispetto alla superficie.
La corrente a getto polare è una fascia di venti molto intensi che scorre nella parte alta della troposfera e separa, in termini molto semplificati, masse d’aria con caratteristiche differenti. Quando il suo percorso diventa più ondulato, può favorire la discesa verso latitudini più meridionali di masse d’aria relativamente fredde e instabili.
È proprio quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni.
L’ondulazione del getto potrebbe infatti favorire la formazione e la discesa di una saccatura, cioè un’area di bassa pressione in quota, verso il Mediterraneo. Il fronte associato alla perturbazione si troverebbe così a interagire con una massa d’aria ancora estremamente calda.
Ed è qui che aumenta il rischio di fenomeni intensi.
Non si tratta quindi semplicemente di una “perturbazione che arriva dopo il caldo”: il vero elemento interessante è il contrasto tra l’aria molto calda presente sull’Italia e l’aria più fresca e instabile associata alla discesa della corrente a getto.
Ferragosto resta rovente: fino a 38-39°C
Prima della svolta bisognerà però superare un altro passaggio caldo.
Il 14 agosto sarà ancora dominato dall’anticiclone africano. Le temperature resteranno elevate sia di giorno sia durante la notte, con condizioni di afa particolarmente pesanti nelle grandi città e nelle aree lontane dalle coste.
Le massime potranno raggiungere 36-37°C al Nord e 38-39°C al Centro, mentre anche il Sud continuerà a fare i conti con valori decisamente sopra la media.
Il caldo intenso alimenterà inoltre l’instabilità pomeridiana sui rilievi. Alpi e Appennini potranno vedere la formazione di temporali di calore, generalmente localizzati ma potenzialmente intensi.
In montagna, dunque, la giornata potrebbe iniziare con condizioni favorevoli e un cielo quasi sereno per poi cambiare rapidamente nelle ore centrali e pomeridiane.
Ferragosto al mare, ma il rischio è sulle montagne
Il 15 agosto dovrebbe mantenere caratteristiche prevalentemente estive. Le principali località balneari italiane resteranno in gran parte sotto cieli sereni o poco nuvolosi, con temperature elevate.
Il caldo potrebbe raggiungere i 35-38°C in diverse città, accompagnato da un’umidità che renderà la percezione del calore ancora più elevata.
Diverso il discorso sulle Alpi e sugli Appennini. Nel corso del pomeriggio potranno svilupparsi temporali di calore, soprattutto nelle aree montuose.
Per chi trascorrerà Ferragosto in quota, il consiglio meteorologico è quindi quello di prestare attenzione all’evoluzione del cielo e agli eventuali segnali di sviluppo convettivo. Un temporale estivo in montagna può infatti intensificarsi rapidamente.
Ma sarà soprattutto dopo Ferragosto che il quadro cambierà.
Domenica 16 agosto il primo segnale della svolta
La giornata di domenica 16 agosto potrebbe rappresentare l’inizio della transizione.
L’instabilità aumenterà inizialmente sulle Alpi occidentali, con temporali localmente forti e possibili sconfinamenti verso il Piemonte. Fenomeni temporaleschi potranno inoltre svilupparsi lungo l’Appennino e sulle Alpi centro-orientali.
La caratteristica più importante sarà però la persistenza del caldo: l’arrivo dell’instabilità non coinciderà immediatamente con un crollo delle temperature.
Le massime potrebbero ancora raggiungere 36-38°C su gran parte della Penisola.
Questo significa che la perturbazione troverà al suo arrivo un’atmosfera estremamente ricca di energia. E proprio questa combinazione potrebbe favorire lo sviluppo di temporali particolarmente intensi.
Lunedì 17 agosto il fronte freddo entra in scena
La situazione potrebbe diventare decisamente più movimentata nella giornata di lunedì 17 agosto.
L’ondulazione del getto polare dovrebbe favorire l’avanzata della perturbazione verso il Nord Italia. I temporali potrebbero diventare più organizzati e interessare già dal mattino diverse zone settentrionali.
Al Nord sono possibili nubifragi, grandinate anche di grosse dimensioni e forti raffiche di vento, compresi episodi di downburst.
La Pianura Padana sarà una delle aree da monitorare con maggiore attenzione. Il passaggio di una linea temporalesca organizzata potrebbe determinare precipitazioni molto intense in tempi brevi e raffiche capaci di provocare la caduta di alberi e danni alle strutture più esposte.
Il peggioramento potrebbe poi estendersi verso il Nord-Est e il Centro, coinvolgendo progressivamente Toscana, Umbria e Lazio.
Per chi sarà ancora in vacanza, sarà dunque una giornata molto diversa rispetto al Ferragosto: il rischio non sarà semplicemente quello di qualche acquazzone, ma di fenomeni temporaleschi localmente severi.
Martedì 18 agosto temporali verso Centro e Sud
Il peggioramento potrebbe proseguire anche martedì 18 agosto, spostando progressivamente il suo baricentro.
Mentre il Nord-Ovest potrebbe beneficiare di un miglioramento con il ritorno di ampie schiarite, l’instabilità potrebbe concentrarsi sul Nord-Est e sulle regioni centrali, per poi interessare anche parte del Mezzogiorno.
Emilia-Romagna, Triveneto e diverse aree del Centro potrebbero essere interessate da temporali intensi.
Tra i fenomeni da monitorare ci sono ancora grandinate, precipitazioni abbondanti e violente raffiche di vento. In presenza delle condizioni atmosferiche più favorevoli non sono esclusi episodi di downburst, con improvvise accelerazioni del vento capaci di creare problemi alla viabilità e alle attività all’aperto.
Anche la Sardegna potrebbe essere interessata da venti sostenuti, mentre sul Sud il passaggio della perturbazione potrebbe essere preceduto da un temporaneo richiamo di aria molto calda.
Perché dopo tanto caldo i temporali possono diventare violenti
C’è un elemento che rende questa possibile svolta particolarmente interessante: il calore accumulato nei giorni precedenti.
Dopo una lunga fase anticiclonica, il suolo è molto caldo e anche le acque del Mediterraneo presentano temperature elevate. L’arrivo di aria più fresca in quota aumenta l’instabilità e può creare condizioni favorevoli allo sviluppo di celle temporalesche molto energetiche.
È una delle ragioni per cui le prime perturbazioni dopo una lunga ondata di caldo possono produrre fenomeni localmente violenti.
Il rischio maggiore non deriva necessariamente dalla durata del temporale. Una cella temporalesca può infatti concentrarsi su un’area relativamente piccola e scaricare in poco tempo una quantità considerevole di pioggia, accompagnata da grandine e vento.
Per questo motivo, la fine del caldo può essere meteorologicamente più movimentata del caldo stesso.
Arriva il calo termico, ma non la fine dell’estate
Il passaggio della perturbazione dovrebbe comunque avere un effetto evidente sulle temperature.
La massa d’aria più fresca e il ricambio atmosferico potrebbero porre fine ai picchi estremi raggiunti durante la fase anticiclonica. Al Centro-Nord le massime potrebbero scendere verso 32-35°C, mentre al Sud resteranno possibili valori più elevati, con punte fino a 38°C soprattutto in Puglia.
Sarebbe quindi un ridimensionamento significativo del caldo, ma non una vera rottura stagionale.
Anche perché la perturbazione potrebbe risultare relativamente rapida. Una volta esaurita la fase instabile, l’alta pressione potrebbe tornare a conquistare spazio sul Mediterraneo.
Il getto polare spezza il caldo, ma solo per qualche giorno?
È questa la domanda che accompagnerà gli aggiornamenti dei prossimi giorni.
Il passaggio del fronte potrebbe interrompere la lunga continuità dell’anticiclone africano, ma non equivale automaticamente alla fine dell’estate.
Le proiezioni a medio e lungo termine indicano infatti la possibilità di una nuova rimonta dell’alta pressione, soprattutto sul Centro-Sud. Il caldo potrebbe quindi tornare dopo la pausa temporalesca.
La differenza, tuttavia, sarebbe importante.
Dopo settimane di dominio quasi incontrastato dell’anticiclone subtropicale, una maggiore ondulazione della corrente a getto potrebbe aprire la porta a una fase atmosferica più dinamica, nella quale le perturbazioni avrebbero maggiori possibilità di raggiungere il Mediterraneo.
Per l’Italia potrebbe dunque iniziare una seconda parte di agosto più movimentata: caldo, temporali, nuove rimonte anticicloniche e altri possibili cambiamenti di circolazione.
Ferragosto è salvo, ma il 16 cambia il meteo
Il calendario, in questo scenario, è particolarmente netto.
14 e 15 agosto: caldo intenso e prevalenza di sole, con temporali soprattutto sui rilievi.
16 agosto: aumenta l’instabilità, a partire dalle Alpi e dalle aree montuose.
17 agosto: possibile giornata di forte maltempo al Nord, con temporali organizzati, grandinate e raffiche di vento.
18 agosto: l’instabilità potrebbe spostarsi verso Nord-Est, Centro e successivamente Sud.
La previsione dovrà naturalmente essere aggiornata con l’avvicinarsi dell’evento, perché a questa distanza temporale la posizione esatta della perturbazione e la distribuzione dei fenomeni più intensi possono ancora cambiare.
Ma la tendenza generale è già interessante: il Ferragosto resterà caldo, mentre il vero colpo di scena potrebbe arrivare subito dopo.
E questa volta, più che l’ennesima ondata di calore, a fare notizia potrebbe essere proprio il protagonista che arriva dall’alto: il getto polare.
