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Jovanotti, concerto annullato a Barletta per l’amianto: perché un frammento può far scattare lo stop

Il concerto del 17 agosto nell’ex cartiera non si farà. L’area è stata giudicata non idonea dall’ASL dopo gli accertamenti dell’ARPA. Il timore è che altri frammenti di materiale contenente amianto possano essere presenti nel sito e, se calpestati, liberare fibre nell’aria

Il concerto di Jovanotti a Barletta del 17 agosto è stato annullato. A far saltare il Jova Summer Party non è stato un problema organizzativo, ma una questione di sicurezza ambientale e sanitaria legata alla possibile presenza di amianto nell’area dell’ex cartiera individuata per ospitare l’evento.

La decisione è arrivata al termine della riunione della Commissione di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, sulla base del parere dell’ASL, che ha considerato gli accertamenti effettuati dall’ARPA Puglia. Le verifiche hanno rilevato tracce di amianto nell’area.

Il problema assume una dimensione particolare perché nello spazio erano attese circa 33mila persone.

Non significa, però, che sia stata rilevata una contaminazione dell’aria durante il concerto. Il rischio indicato dalle autorità riguarda piuttosto la possibile presenza di altri frammenti di amianto nell’area e l’eventualità che possano essere calpestati dalla folla, liberando fibre respirabili.

Che cosa è successo nell’ex cartiera

L’area scelta per il concerto è un grande sito industriale dismesso, esteso complessivamente per circa 50 ettari.

Secondo la ricostruzione fornita da Maurizio Salvadori, amministratore delegato di Trident, la società organizzatrice aveva iniziato a lavorare sul progetto già da mesi. La scelta della ex cartiera era stata effettuata dopo una ricerca di diverse possibili location.

I primi problemi sono emersi a giugno, quando è stato presentato un esposto alla Procura relativo alla salubrità dell’area e alla presenza di amianto.

Da quel momento sono partite le verifiche.

Un primo sopralluogo effettuato alla fine di giugno non avrebbe evidenziato la presenza del minerale nell’area destinata al pubblico. Successivamente, però, ulteriori accertamenti commissionati dall’organizzazione hanno individuato materiale contenente amianto in una zona dell’ex fabbrica.

A inizio agosto, un ulteriore carotaggio effettuato dall’ARPA ha portato alla luce un frammento di amianto nell’area di ingresso del sito.

Ed è proprio questo ritrovamento ad aver cambiato il quadro.

Perché un frammento di amianto può diventare un problema

L’amianto non rappresenta un rischio semplicemente perché è presente in un edificio o in un’area.

Il pericolo principale deriva dalla possibilità che le sue fibre vengano disperse nell’ambiente e inalate.

Quando il materiale contenente amianto è integro e non viene disturbato, il rischio di rilascio delle fibre può essere molto diverso rispetto a quello associato a materiale deteriorato, danneggiato o sottoposto a sollecitazioni.

Ed è questo il punto centrale nel caso di Barletta.

Con un pubblico di decine di migliaia di persone che si muove all’interno dell’area, l’ipotesi che possano essere presenti altri frammenti non immediatamente individuabili introduce un elemento di rischio.

Secondo quanto riferito dall’ASL, il timore era che le persone potessero calpestare eventuali frammenti, provocando la dispersione di fibre nell’aria.

Per questo il problema non può essere valutato soltanto sulla base della presenza o assenza di fibre nell’aria in un determinato momento.

Amianto: il problema è soprattutto l’inalazione delle fibre

L’amianto è un termine che identifica un gruppo di minerali fibrosi naturali caratterizzati da elevata resistenza al calore e agli agenti chimici.

Proprio queste caratteristiche ne hanno favorito per decenni l’utilizzo nell’edilizia e nell’industria.

Il problema sanitario nasce quando le fibre possono essere disperse nell’ambiente e respirate.

L’esposizione all’amianto è associata a gravi patologie, tra cui mesotelioma, tumore del polmone e altre malattie dell’apparato respiratorio.

Si tratta inoltre di rischi che non sono necessariamente immediati: le malattie correlate all’esposizione possono avere tempi di latenza molto lunghi.

Questo spiega perché, quando viene individuata la possibile presenza di materiale contenente amianto in un luogo destinato ad accogliere migliaia di persone, il principio di prudenza assume un’importanza particolare.

Il punto non è il concerto, ma l’idoneità dell’area

La decisione delle autorità non equivale quindi a dire che “il concerto avrebbe sicuramente provocato un’esposizione all’amianto”.

La questione è diversa.

L’area, nelle condizioni riscontrate, non è stata ritenuta sufficientemente sicura per ospitare un evento di questa portata.

Una manifestazione con 33mila spettatori modifica infatti radicalmente le condizioni di utilizzo di un sito.

Una zona industriale dismessa può essere sottoposta a verifiche e controlli in condizioni ordinarie. Ma trasformarla temporaneamente in una grande arena per concerti significa introdurre migliaia di persone, movimentazione di strutture, personale, mezzi e una forte pressione sul terreno.

È proprio questo scenario che ha portato l’ASL a considerare l’area non idonea.

Perché il rischio aumenta se il materiale viene danneggiato

Il principio da comprendere è semplice: la presenza di amianto e la sua dispersione nell’aria non sono la stessa cosa.

Un materiale contenente amianto può essere relativamente stabile se integro.

Il rischio cambia quando il materiale viene deteriorato, frantumato o sottoposto a condizioni che possono provocare il rilascio delle fibre.

In un’area aperta e frequentata da migliaia di persone, individuare e mettere in sicurezza ogni possibile frammento diventa quindi fondamentale.

Ed è proprio l’incertezza sull’eventuale presenza di altri materiali ad aver contribuito alla decisione di fermare l’evento.

Il concerto potrebbe essere trasferito a Bari

L’annullamento riguarda la location di Barletta, non necessariamente l’intero evento.

La società organizzatrice sta infatti valutando la possibilità di trasferire il Jova Summer Party a Bari il 19 settembre.

Secondo quanto riferito da Trident, se la nuova soluzione sarà confermata, i biglietti potranno essere utilizzati per la nuova data, mentre chi non potrà partecipare potrà richiedere il rimborso.

Un altro problema per il tour: il caldo

La vicenda di Barletta arriva inoltre dopo un altro episodio che ha riguardato una tappa del tour.

A Montesilvano, dove hanno assistito al concerto circa 30mila persone, il 118 ha effettuato circa 80 interventi sanitari. La maggior parte dei casi è stata gestita sul posto, mentre sei persone sono state trasportate in ospedale.

Tra i problemi segnalati figurano episodi di lipotimia, cali di pressione, disidratazione e affaticamento, favoriti dalle temperature elevate e dalla lunga permanenza in piedi.

Sono due problemi sanitari completamente diversi, ma raccontano entrambi una questione centrale per i grandi eventi estivi: la sicurezza deve tenere conto delle condizioni ambientali del luogo e del numero di persone presenti.

Quando un’area industriale diventa una grande arena

Il caso di Barletta riporta così l’attenzione su un problema che va oltre il singolo concerto.

In Italia esistono numerose aree industriali dismesse, alcune delle quali possono conservare materiali utilizzati quando l’amianto era ancora largamente presente negli edifici e nei processi produttivi.

La trasformazione temporanea di questi spazi in luoghi destinati a grandi eventi richiede quindi una valutazione molto accurata delle condizioni ambientali.

Non basta che un’area sia sufficientemente grande per contenere il pubblico.

Deve essere idonea all’uso previsto, soprattutto quando l’evento comporta la presenza contemporanea di decine di migliaia di persone.

La lezione di Barletta

Il concerto di Jovanotti è stato cancellato non perché sia stata dimostrata una contaminazione dell’aria, ma perché le verifiche hanno evidenziato la presenza di materiale contenente amianto e l’ASL ha ritenuto che non ci fossero condizioni sufficienti per garantire la sicurezza del pubblico.

È una distinzione importante.

L’amianto non è automaticamente sinonimo di esposizione.

Ma la possibile presenza di materiale che potrebbe rilasciare fibre in un’area destinata a ospitare migliaia di persone è un rischio che non può essere ignorato.

Per questo, almeno per il 17 agosto, la musica dovrà lasciare spazio alla sicurezza.

E il Jova Summer Party dovrà trovare un’altra casa.

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