La quarta ondata di caldo africano non molla l’Italia. Fino a Ferragosto temperature sopra la media, picchi di 39-40°C e notti tropicali. Poi i modelli indicano una possibile svolta tra il 17 e il 18 agosto
Ancora una settimana. È questo, in estrema sintesi, il tempo che potrebbe separare l’Italia dalla fine di questa interminabile fase di caldo intenso.
La quarta ondata di calore africano, iniziata il 28 luglio, continuerà infatti a interessare gran parte del Paese anche nei prossimi giorni. E dopo settimane caratterizzate da temperature elevate, il problema non sarà soltanto il caldo diurno: a rendere particolarmente difficile la situazione saranno soprattutto l’afa e le temperature minime molto alte, con quelle che i meteorologi chiamano ormai sempre più spesso notti super-tropicali.
Secondo Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, lungo molte coste italiane le temperature minime resteranno sopra i 25°C, con valori localmente ancora più elevati.
La sensazione, soprattutto nelle grandi città e nelle località costiere, sarà quindi quella di un caldo che non concede tregua nemmeno dopo il tramonto.
Il picco del caldo arriva prima di Ferragosto
Il momento più difficile sul fronte delle temperature notturne potrebbe arrivare giovedì 13 agosto.
Le condizioni saranno particolarmente afose in diverse zone del Nord e lungo molte delle coste italiane: dal Veneto alla Romagna, dalla Liguria alla Toscana e al Lazio, fino a gran parte del Mezzogiorno.
Ma anche durante il giorno il caldo continuerà a essere intenso.
Fino a Ferragosto le temperature massime resteranno diffusamente superiori ai 37°C, mentre nelle aree interne più esposte al riscaldamento potranno raggiungere o localmente superare i 39-40°C.
Il dato più significativo non è soltanto il numero sul termometro, ma la distanza rispetto alla climatologia del periodo: in alcune zone si potranno registrare valori anche 7-8°C superiori alla media di metà agosto.
E quando temperature così elevate si combinano con un’umidità elevata, il caldo percepito dal corpo può risultare ancora più pesante.
Il problema sono anche le notti tropicali
Se durante il giorno il caldo estremo è immediatamente evidente, la vera anomalia di questa fase emerge soprattutto durante la notte.
Le cosiddette notti tropicali si verificano quando la temperatura minima non scende sotto i 20°C. Ma in questa fase sull’Italia si stanno osservando condizioni ancora più estreme, con numerose località costiere nelle quali le minime rimangono sopra i 25°C.
Sono le cosiddette notti super-tropicali.
In queste condizioni il corpo ha maggiori difficoltà a disperdere il calore accumulato durante il giorno. Il risultato è una sensazione di caldo persistente che può compromettere anche il sonno.
E per chi vive in città il problema può essere ancora più evidente: cemento e asfalto accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte, contribuendo a mantenere elevate le temperature anche dopo il tramonto.
Perché il caldo dura così tanto
La persistenza dell’ondata di calore è legata alla presenza di una robusta struttura anticiclonica sull’area mediterranea.
L’anticiclone favorisce condizioni di stabilità atmosferica, cielo prevalentemente sereno e forte riscaldamento del suolo.
L’aria calda proveniente dal Nord Africa continua inoltre ad alimentare la massa d’aria presente sul Mediterraneo, mantenendo le temperature su valori molto elevati.
Il risultato è una situazione meteorologica bloccata: poche perturbazioni riescono a entrare nel Mediterraneo e il caldo tende quindi ad accumularsi e a persistere.
Per questo l’eventuale cambiamento della prossima settimana sarebbe particolarmente importante.
La possibile svolta arriva dal Nord Atlantico
Per capire quando potrebbe finire questa fase di caldo bisogna guardare non soltanto al Mediterraneo, ma anche a quello che succede molto più a nord.
I modelli meteorologici stanno infatti evidenziando l’evoluzione di una vasta area depressionaria tra il Nord America e il Nord Atlantico, destinata a modificare progressivamente la circolazione atmosferica sull’Europa occidentale.
L’eventuale approfondimento delle depressioni atlantiche potrebbe favorire la discesa verso sud di aria progressivamente meno calda e l’avvicinamento di una perturbazione all’Europa.
Il percorso non è però quello lineare di una perturbazione che “parte dal Canada e arriva in Italia”. Si tratta piuttosto di una modificazione della circolazione atmosferica su scala continentale, nella quale le diverse strutture di alta e bassa pressione possono favorire lo spostamento delle masse d’aria.
Ed è proprio questa dinamica che potrebbe aprire una breccia nell’anticiclone africano.
La data da segnare: 17-18 agosto
La finestra temporale indicata dai modelli è quella compresa tra lunedì 17 e martedì 18 agosto.
È in questo intervallo che potrebbe concretizzarsi la svolta: l’anticiclone potrebbe perdere parte della sua forza e lasciare spazio all’ingresso di aria più fresca e instabile dall’Atlantico.
Non significa necessariamente che tutta l’Italia passerà improvvisamente dai 40°C ai 20°C.
La dinamica potrebbe essere progressiva e differenziata tra Nord, Centro e Sud, con il possibile ingresso iniziale di temporali e un successivo calo delle temperature.
Ma, soprattutto, potrebbe interrompersi la lunga fase caratterizzata da caldo persistente e notti molto calde.
Dal caldo estremo ai temporali: cosa potrebbe succedere
Una massa d’aria più fresca che entra in contatto con quella calda e umida presente sul Mediterraneo può generare condizioni favorevoli a fenomeni temporaleschi anche intensi.
Questo è un passaggio importante.
La fine di una lunga ondata di caldo non significa automaticamente qualche giorno di pioggia tranquilla.
Il contrasto termico tra masse d’aria molto diverse può infatti favorire temporali localmente forti, raffiche di vento e grandinate.
Per questo, qualora la previsione venisse confermata, la seconda metà di agosto potrebbe iniziare con un cambiamento netto anche dal punto di vista della stabilità atmosferica.
Ma la previsione va ancora seguita
La distanza temporale impone comunque prudenza.
Una previsione a circa una settimana può individuare con buona affidabilità una tendenza generale, ma è molto più difficile stabilire con precisione dove arriveranno i temporali, quali saranno le temperature massime e soprattutto quanto sarà intenso il calo termico.
La data del 17-18 agosto va quindi considerata come una finestra temporale di possibile cambiamento, non come una certezza assoluta.
I prossimi aggiornamenti dei modelli saranno decisivi per capire se la struttura atmosferica prevista riuscirà effettivamente a scalfire l’anticiclone africano.
Il meteo giorno per giorno
Martedì 11 agosto. Al Nord prevalenza di sole e caldo, con temporali di calore sulle Alpi e possibili fenomeni anche sulle pianure del Triveneto. Al Centro sole e caldo, con qualche temporale sull’Appennino. Al Sud ancora condizioni prevalentemente soleggiate e calde.
Mercoledì 12 agosto. Ancora sole e temperature elevate al Nord, con temporali pomeridiani soprattutto sui rilievi. Al Centro prevalenza di sole e caldo, con possibili temporali sull’Appennino. Al Sud qualche fenomeno temporalesco potrà interessare la Calabria.
Giovedì 13 agosto. Al Nord ancora sole e caldo, con una riduzione dei temporali sulle Alpi. Al Centro prevalenza di cielo sereno e temperature elevate. Al Sud sole e caldo, con possibili temporali pomeridiani sull’Appennino.
Ferragosto. La fase calda dovrebbe proseguire, con temperature ancora elevate e condizioni afose soprattutto nelle zone costiere e nelle aree urbane.
Tra il 17 e il 18 agosto. È questa la finestra indicata per la possibile svolta: l’arrivo di una perturbazione atlantica e di aria meno calda potrebbe determinare un aumento dell’instabilità e un calo delle temperature, inizialmente al Nord e successivamente anche sul resto del Paese.
Ancora una settimana, poi si cambia
Il conto alla rovescia è quindi iniziato.
Dopo settimane di caldo intenso, Ferragosto non dovrebbe rappresentare la fine dell’ondata di calore. La vera possibile svolta è attesa qualche giorno dopo, tra il 17 e il 18 agosto.
Fino ad allora, il copione rimarrà quello già visto in questi giorni: sole, temperature elevate, picchi prossimi ai 40°C nelle zone interne e soprattutto notti che non permettono al termometro di scendere abbastanza.
Poi potrebbe arrivare finalmente una pausa.
Ma, come sempre quando si parla di previsioni a medio termine, la parola chiave resta una: tendenza.
Perché una cosa è ormai certa: l’estate 2026 ha già dimostrato di saper essere lunga, calda e insistente. La domanda, adesso, è se il 17 agosto riuscirà davvero ad aprire la porta all’aria più fresca.
