Un bambino di 18 mesi è morto all’ospedale di Catanzaro, altri piccoli della stessa struttura sono stati ricoverati con sintomi simili. In corso le indagini per identificare la causa: tra le ipotesi un’infezione batterica, ma il quadro non è ancora definito.
Un focolaio di gastroenterite in un asilo nido può diffondersi rapidamente e, nei bambini più piccoli, avere conseguenze più gravi rispetto agli adulti. È il nodo sanitario emerso dopo la morte di un bambino di 18 mesi ricoverato a Catanzaro e il ricovero di altri quattro bambini che frequentavano lo stesso asilo di Tropea. La Procura di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta: saranno gli accertamenti diagnostici, gli esami microbiologici e l’indagine epidemiologica a chiarire l’origine dei casi. Al momento non è stato identificato con certezza il microrganismo responsabile.
Perché negli asili i virus e i batteri si diffondono più facilmente
Gli asili nido rappresentano un ambiente particolarmente favorevole alla circolazione delle infezioni gastrointestinali. I bambini piccoli hanno infatti frequenti contatti ravvicinati, condividono giochi e superfici e spesso non hanno ancora sviluppato pienamente le capacità di igiene personale.
Le principali modalità di trasmissione possono includere:
- mani contaminate dopo il cambio del pannolino;
- superfici e oggetti toccati frequentemente;
- contaminazione di alimenti o acqua;
- contatti ravvicinati tra bambini.
Tra gli agenti più frequentemente associati alle gastroenteriti infantili ci sono virus come norovirus e rotavirus, oltre a diversi batteri responsabili di infezioni intestinali.
Perché i bambini piccoli rischiano di più
Nei bambini sotto i due anni una gastroenterite può diventare più rapidamente pericolosa soprattutto per il rischio di disidratazione.
Vomito e diarrea provocano infatti una perdita significativa di liquidi e sali minerali. Nei neonati e nei bambini piccoli la riserva di liquidi dell’organismo è inferiore rispetto agli adulti e il peggioramento può essere più rapido.
I segnali da non sottovalutare sono:
- scarsa reattività o sonnolenza insolita;
- difficoltà a bere;
- riduzione della quantità di urine;
- bocca asciutta;
- pianto senza lacrime;
- peggioramento delle condizioni generali.
Quando una gastroenterite diventa un’emergenza
La maggior parte delle gastroenteriti infantili si risolve senza conseguenze gravi, ma alcune condizioni richiedono una valutazione medica tempestiva.
È importante rivolgersi al pediatra o ai servizi sanitari se il bambino:
- è molto piccolo;
- presenta febbre elevata persistente;
- non riesce a trattenere liquidi;
- appare molto abbattuto;
- presenta sangue nelle feci;
- mostra segni di disidratazione.
La prevenzione negli asili: igiene e controllo dei focolai
Quando emergono più casi nella stessa comunità infantile, il lavoro principale riguarda la sorveglianza epidemiologica: identificare rapidamente i casi, ricostruire i contatti e individuare eventuali fonti comuni.
Le misure più importanti restano quelle di base:
- lavaggio accurato delle mani;
- sanificazione delle superfici;
- corretta gestione del cambio dei pannolini;
- esclusione temporanea dei bambini con sintomi compatibili con infezioni contagiose secondo le indicazioni sanitarie.
Nel caso di Tropea la struttura è stata temporaneamente chiusa in via precauzionale, mentre proseguono gli accertamenti per stabilire cosa abbia causato il cluster di casi.
