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Zanzare, Dengue e Chikungunya: cosa sapere prima di mettersi in viaggio

La Simvim avverte i viaggiatori: prima di partire è fondamentale informarsi sui rischi sanitari della destinazione. Cresce l’attenzione per Dengue e Chikungunya, due infezioni trasmesse dalla zanzara tigre che, complice il cambiamento climatico, stanno diventando una minaccia sempre più concreta anche nel nostro Paese.

L’estate è sinonimo di vacanze, ma anche di maggiore esposizione a malattie infettive trasmesse dagli insetti. Con l’aumento dei viaggi internazionali e l’espansione della zanzara tigre favorita dal cambiamento climatico, Dengue e Chikungunya non sono più considerate solo malattie tropicali. A lanciare l’allarme è la Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni (Simvim), che invita chi è in partenza a programmare con anticipo la prevenzione, valutando anche le vaccinazioni quando indicate.

Clima e zanzare: perché il rischio cresce anche in Italia

Negli ultimi anni la presenza della zanzara del genere Aedes, responsabile della trasmissione di Dengue e Chikungunya, si è ampliata in molte aree del mondo, compresa l’Europa.

Anche l’Italia ha già registrato episodi di trasmissione locale. Nel 2025 sono stati segnalati focolai di Chikungunya in Veneto ed Emilia-Romagna, mentre la Dengue autoctona è stata rilevata a Lodi nel 2023 e a Fano, nelle Marche, nel 2024.

Secondo gli esperti, l’aumento delle temperature e il prolungamento della stagione favorevole agli insetti vettori stanno creando condizioni sempre più adatte alla diffusione di queste malattie anche alle nostre latitudini.

“Il cambiamento climatico, la diffusione e il diverso comportamento degli insetti vettori e il numero crescente di viaggi verso Paesi dove questi virus sono endemici rappresentano variabili destinate, combinandosi tra loro, a far aumentare i casi anche in Italia”, spiega Andrea Rossanese, presidente della Simvim e responsabile della Travel Clinic del Centro di Malattie tropicali dell’Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

L’obiettivo, aggiunge Rossanese, è aumentare la consapevolezza sia tra la popolazione sia tra gli operatori sanitari, affinché una febbre comparsa durante l’estate non venga sottovalutata.

Chikungunya: sintomi e possibili complicanze

La Chikungunya si manifesta generalmente tra 3 e 7 giorni dopo la puntura della zanzara infetta.

I sintomi più frequenti sono:

  • febbre elevata;
  • forti dolori articolari;
  • stanchezza intensa;
  • eruzioni cutanee.

Più di tre persone infette su quattro sviluppano sintomi evidenti e, in circa il 40% dei casi, i dolori articolari possono protrarsi per mesi o addirittura anni, evolvendo in una forma di artrite cronica. Più raramente il virus può interessare occhi, sistema nervoso, cuore e apparato gastrointestinale.

Dengue: spesso silenziosa ma può diventare grave

La Dengue, invece, decorre spesso in maniera meno evidente. Solo una persona infetta su quattro sviluppa sintomi come:

  • febbre alta;
  • dolori muscolari e articolari;
  • mal di testa;
  • eruzioni cutanee.

La situazione più delicata riguarda chi contrae una seconda infezione da un sierotipo diverso, perché aumenta il rischio di sviluppare la cosiddetta Dengue grave, caratterizzata da emorragie e pericolosi cali della pressione arteriosa.

Per entrambe le malattie non esistono cure specifiche: le terapie disponibili servono soprattutto ad alleviare i sintomi.

Come proteggersi dalle punture di zanzara

Per questo motivo la prevenzione resta la strategia più efficace.

La Simvim raccomanda di:

  • utilizzare repellenti sulla pelle e sugli indumenti;
  • indossare abiti chiari e a maniche lunghe;
  • dormire sotto zanzariere nelle aree a rischio;
  • utilizzare insetticidi negli ambienti.

Le zanzare del genere Aedes sono particolarmente attive nelle prime ore del mattino e al tramonto, ma possono pungere anche durante il giorno.

Vaccini disponibili: quando sono consigliati

Negli ultimi mesi si sono ampliate anche le possibilità di prevenzione attraverso la vaccinazione.

Dalla fine di ottobre 2025 è disponibile in Italia un vaccino contro la Chikungunya, indicato a partire dai 12 anni di età. È previsto in dose singola e deve essere somministrato almeno due settimane prima della partenza.

Per la Dengue è invece disponibile un vaccino tetravalente vivo attenuato, autorizzato dai 4 anni di età e somministrato in due dosi a distanza di tre mesi.

Secondo la Simvim, la vaccinazione contro la Chikungunya è particolarmente raccomandata per chi si reca in aree con focolai attivi o dove il virus ha circolato negli ultimi cinque anni, soprattutto se si tratta di:

  • persone con più di 65 anni;
  • pazienti affetti da malattie croniche;
  • donne in gravidanza che non possono rinviare il viaggio.

Per la Dengue, invece, la valutazione viene effettuata caso per caso, considerando la destinazione, la durata del soggiorno e l’eventuale precedente infezione.

Prima di partire è meglio rivolgersi a un centro di medicina dei viaggi

Gli specialisti ricordano che ogni destinazione presenta rischi differenti, legati non solo alle malattie trasmesse dalle zanzare ma anche alla sicurezza alimentare, alla qualità dell’acqua e ad altre infezioni presenti nel territorio.

Per questo motivo è consigliabile programmare una visita presso un Centro di medicina dei viaggi con alcune settimane di anticipo rispetto alla partenza. Questo permette di ricevere indicazioni personalizzate, completare eventuali vaccinazioni e affrontare il viaggio con un livello di protezione adeguato.

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