Per anni l’obesità negli adolescenti è stata affrontata quasi esclusivamente con raccomandazioni su alimentazione e attività fisica. Oggi arriva un cambio di paradigma. La prima Linea Guida nazionale sulla terapia del sovrappeso e dell’obesità resistenti al trattamento comportamentale negli adolescenti (12-18 anni), promossa dall’Associazione Medici Endocrinologi (AME) e pubblicata nel Sistema Nazionale Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità, riconosce l’obesità come una malattia cronica, progressiva e recidivante, che richiede una presa in carico multidisciplinare e percorsi terapeutici personalizzati.
La novità non riguarda soltanto l’introduzione delle terapie farmacologiche e chirurgiche nei casi in cui siano indicate, ma soprattutto il superamento di una visione riduttiva dell’obesità, troppo spesso considerata esclusivamente una conseguenza di cattive abitudini alimentari o di scarsa attività fisica.
«La vera novità è il riconoscimento definitivo dell’obesità come malattia cronica complessa – spiega Marco Cappa, responsabile dell’Unità di Ricerca Terapie Innovative per l’Endocrinologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e componente dell’Associazione Medici Endocrinologi, che ha coordinato il tavolo di lavoro –. Non è semplicemente una questione di volontà. Genetica, metabolismo, ambiente, fattori psicologici e condizioni sociali contribuiscono allo sviluppo della malattia. Per questo servono percorsi personalizzati e una presa in carico multidisciplinare».
Un problema che riguarda milioni di giovani
L’obesità aumenta il rischio di sviluppare diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, steatosi epatica, complicanze osteoarticolari e numerose altre patologie, con ripercussioni anche sulla salute mentale e sulla qualità della vita.
Secondo la WHO European Childhood Obesity Surveillance Initiative (COSI) 2022-2024, nella Regione europea dell’OMS circa 4,4 milioni di bambini sotto i cinque anni convivono già con sovrappeso o obesità. Tra i ragazzi tra 10 e 19 anni l’obesità interessa il 7,1% della popolazione e il sovrappeso quasi un giovane su quattro (24,9%). La World Obesity Federation stima che entro il 2030 saranno circa 254 milioni i bambini e gli adolescenti con obesità nel mondo.
L’obiettivo: uniformare le cure in tutta Italia
La Linea Guida nasce per offrire ai professionisti sanitari raccomandazioni condivise, basate sulle migliori evidenze scientifiche, e ridurre le differenze di trattamento tra i diversi territori.
«Quando si affrontano patologie croniche che iniziano già nei primi anni di vita – sottolinea Irene Samperi, endocrinologa e componente della Commissione Linee Guida AME – è fondamentale disporre di indicazioni comuni che garantiscano ai pazienti pari accesso alle cure e aiutino i clinici nella pratica quotidiana».
La valutazione delle evidenze scientifiche è stata affidata all’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, mentre l’analisi economica e dell’impatto sul Servizio sanitario nazionale è stata curata da ALTEMS dell’Università Cattolica.
Per la prima volta entra anche la salute del pianeta
Tra gli elementi innovativi del documento figura anche l’introduzione del concetto di Planetary Health. Per la prima volta una Linea Guida nazionale considera il possibile impatto ambientale delle raccomandazioni cliniche, riconoscendo il legame sempre più stretto tra salute umana e salute degli ecosistemi.
«La salute del pianeta e quella delle persone sono sempre più interconnesse – conclude Cappa –. Anche l’obesità deve essere affrontata con una visione One Health».
