L’ondata di caldo che sta investendo l’Italia non sta colpendo soltanto le città, le campagne e le montagne. Anche il mare sta vivendo una fase di forte stress: nell’Alto Adriatico le temperature dell’acqua hanno raggiunto valori eccezionali, mettendo in difficoltà gli allevamenti di molluschi e provocando una vera e propria moria di cozze e vongole.
Nella Sacca di Scardovari, nel Delta del Po, sono andati persi circa 1000 quintali di cozze, mentre in altre aree produttive si registrano pesanti difficoltà per la raccolta delle vongole. A rischio ci sono anche altre specie allevate, come le ostriche.
Ma perché un mare più caldo può diventare un problema per questi animali? La risposta sta nella delicata relazione tra temperatura, ossigeno e metabolismo degli organismi marini.
Perché le cozze muoiono quando il mare diventa troppo caldo?
A prima vista può sembrare strano: le cozze vivono in mare, quindi perché soffrono il caldo?
Il motivo è che ogni specie marina ha un intervallo di temperatura entro cui riesce a vivere senza difficoltà. Quando l’acqua supera determinate soglie, gli organismi iniziano a consumare più energia per sopravvivere e diventano più vulnerabili.
L’acqua calda, inoltre, contiene meno ossigeno rispetto a quella fredda. È un principio fisico semplice: più aumenta la temperatura, più diminuisce la capacità dell’acqua di trattenere gas disciolti.
Per una cozza o una vongola significa avere meno ossigeno disponibile proprio nel momento in cui il metabolismo accelera. Se questa situazione dura a lungo, l’organismo entra in una condizione di stress che può portare alla morte.
Il problema delle lagune: ecosistemi bellissimi ma fragili
Le zone dove vengono allevati molti molluschi, come le lagune e le sacche costiere dell’Alto Adriatico, sono ambienti particolarmente delicati.
Sono aree ricche di biodiversità, ma hanno anche una caratteristica che le rende vulnerabili: il ricambio dell’acqua è più lento rispetto al mare aperto.
Quando arriva una lunga ondata di caldo, queste zone possono trasformarsi in vere e proprie “trappole termiche”: l’acqua si scalda rapidamente e fatica a disperdere il calore accumulato.
A peggiorare la situazione possono intervenire anche altri fattori, come la proliferazione di alghe o la riduzione dell’ossigeno disponibile.
Dal caldo estremo al piatto: perché riguarda anche noi
La crisi dei molluschi non riguarda solo pescatori e allevatori.
Cozze e vongole sono una parte importante della filiera alimentare italiana e migliaia di lavoratori dipendono dalla loro produzione.
Quando un evento climatico estremo colpisce un ecosistema, le conseguenze possono arrivare fino alla tavola: meno prodotto disponibile significa maggiore pressione sul mercato e difficoltà per intere comunità costiere.
Il cambiamento climatico, quindi, non modifica soltanto il paesaggio o il meteo: può cambiare anche ciò che troviamo nei nostri mari e nei nostri piatti.
Il Mediterraneo è sempre più caldo: un segnale del cambiamento climatico
Il caso dell’Adriatico si inserisce in un fenomeno più ampio. Il Mediterraneo è considerato uno dei mari che si stanno riscaldando più rapidamente al mondo.
Le ondate di calore marine, chiamate marine heatwaves, sono periodi in cui la temperatura del mare rimane molto sopra la media per giorni o settimane.
Questi eventi possono provocare conseguenze importanti: dalla sofferenza degli organismi marini fino alla modifica degli habitat, con alcune specie che diminuiscono mentre altre, più abituate alle acque calde, riescono ad espandersi.
Non è solo una questione di caldo: è una questione di equilibrio
Un mare più caldo non significa semplicemente “un mare dove si fa il bagno più volentieri”.
Gli ecosistemi marini funzionano grazie a equilibri molto precisi. Cambiare anche solo uno degli elementi fondamentali, come la temperatura, può avere effetti a cascata.
La moria di cozze e vongole nell’Alto Adriatico è quindi un campanello d’allarme: racconta come gli effetti del riscaldamento globale non siano qualcosa di lontano nel tempo, ma fenomeni che stanno già modificando gli ambienti intorno a noi.
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