Le proiezioni del servizio europeo Copernicus non lasciano dubbi: nonostante le brevi tregue meteorologiche, le ondate di calore continueranno a stringere nella morsa l’intero bacino del Mediterraneo. Con l’aumento delle temperature, si ripresenta una minaccia insidiosa per i più piccoli: il rischio disidratazione. I bambini, infatti, sono particolarmente vulnerabili a causa della loro composizione corporea, in cui l’acqua rappresenta il 75% del peso (rispetto al 60% degli adulti).
Se gli avvisi delle istituzioni e i monitoraggi dei pediatri si moltiplicano, l’efficacia delle campagne informative non sembra però omogenea in tutta Italia. A scattare una fotografia della situazione è una recente indagine condotta dal Centro Studi Pool Pharma su un campione di 280 adulti, che evidenzia un divario netto tra le diverse aree del Paese.
La classifica dello Stivale: il Sud batte il Nord sulla prevenzione
Secondo i dati emersi dalla ricerca, i bambini residenti nel Nord Italia risultano essere i più esposti al rischio. Al contrario, i genitori delle regioni meridionali – storicamente più abituati a temperature elevate e a estati prolungate – dimostrano una maggiore consapevolezza sulle insidie del caldo e sulle necessità di idratazione dei più piccoli.
Nel dettaglio, l’analisi stila una vera e propria classifica della “virtuosità” regionale:
- Calabria: sul podio come regione più attenta (81% dei pareri favorevoli)
- Sicilia: seconda con il 76%
- Sardegna: terza con il 70%
- Campania: quarta con il 69%
- Puglia: quinta con il 65%
- Basilicata: sesta con il 62%
Al Centro-Nord la situazione si ribalta. Sebbene i livelli di informazione generale siano buoni, gli adulti sembrano risentire di un clima storicamente meno soleggiato, mostrandosi meno reattivi. Il fanalino di coda è il Piemonte (appena il 35% di risposte positive), seguito a ruota da Lombardia (38%), Emilia-Romagna (41%) e Trentino-Alto Adige (42%). Leggermente migliori, ma sempre sotto la media, Veneto (49%) e Friuli Venezia Giulia (51%). Unica eccezione virtuosa nel settentrione è la Liguria, che si attesta al 61%.
I fabbisogni idrici e i falsi miti: la posizione dell’esperto
Il Centro Studi Pool Pharma richiama l’attenzione sulle linee guida LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento per la popolazione italiana), ricordando che il fabbisogno giornaliero d’acqua varia tra 1,2 e 1,8 litri per i bambini e tra 1,9 e 2,5 litri per gli adolescenti.
Sulle modalità di idratazione e sugli errori più comuni, Camilla Pizzoni, Direttore Generale Pool Pharma, ha spiegato la complessa interazione tra dieta e diuresi:
«Mentre il sale riduce la disponibilità di acqua a livello cellulare al contrario bevande zuccherate e alcoliche aiutano il processo di diuresi, si tratta di due effetti il cui risultato si somma. È bene nel corso della giornata assumere più acqua per compensare tali effetti che si sovrappongono. L’integrazione con prodotti salini mirati ai giovanissimi può aiutare sotto consiglio del medico o del farmacista ma non possono sostituire una dieta adatta alla stagione».
Il decalogo Pool Pharma per proteggere i bambini dal caldo
Per supportare le famiglie nella gestione quotidiana dei più piccoli durante i picchi di temperatura, l’azienda ha sintetizzato dieci regole pratiche volte a prevenire la disidratazione:
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