L’ondata di afa straordinaria che sta attraversando l’Italia porta con sé non soltanto il record dei consumi elettrici e il bollino rosso per la salute, ma anche una drastica impennata del rischio di incendi boschivi e vegetativi. Con le temperature che sfiorano i 40 gradi, l’attenzione sul territorio deve essere massima.
Tuttavia, contrariamente a quanto si pensa, il termometro alto da solo non basta a scatenare l’inferno di fuoco. A fare chiarezza sulla dinamica dei roghi estivi e a fornire le linee guida per la sicurezza è Adriano Alfonso Scica, dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco del servizio antincendio boschivo.
Il “Triangolo del Pericolo”: perché il vento cambia tutto
Secondo l’analisi tecnica dei Vigili del Fuoco, la situazione attuale vede una forte predisposizione del territorio, ma l’elemento meteorologico decisivo è un altro.
“Il caldo favorisce lo sviluppo di incendi anche se per adesso siamo fortunati perché non c’è molto vento. E’ infatti l’unione tra caldo, disidratazione delle piante e vento ad alzare notevolmente il rischio”.
Il mese di giugno coincide inoltre con un periodo agricolo delicatissimo: la raccolta delle colture di grano, orzo e avena. Se da un lato gli agricoltori stanno mantenendo una soglia di attenzione altissima per proteggere i propri campi, le fonti di innesco accidentali causate dalle attività umane rimangono il pericolo principale nelle aree rurali e periurbane.
Le tre regole d’oro per evitare l’innesco
Per prevenire l’insorgere di roghi distruttivi, il dirigente Scica evidenzia tre situazioni quotidiane a cui prestare la massima cautela:
- Lavori nei cantieri: Chiunque utilizzi attrezzi che generano scintille, come le molette, ha l’obbligo di verificare di operare esclusivamente in spazi aperti e completamente liberi da sterpaglie o erba secca, che potrebbero fungere da esca immediata.
- Braci e barbecue: La raccomandazione di massima allerta si estende a chi sceglie di fare la brace, attività che deve essere tassativamente limitata alle sole aree attrezzate e consentite, assicurandosi dello spegnimento totale dei carboni.
- Gestione dei campi: Mantenere puliti i margini delle strade e i terreni privati dalla vegetazione infestante e secca per tagliare i ponti di propagazione del fuoco.
Vademecum di sopravvivenza: cosa fare se ti trovi davanti alle fiamme
Se l’incendio è già in corso, la rapidità d’azione e la lucidità determinano la sicurezza personale. Le fiamme si muovono a una velocità che inganna l’occhio umano. Ecco la procedura ufficiale da seguire:
L’ancora di salvataggio se sei bloccato in spiaggia
Un’attenzione particolare viene dedicata ai turisti e ai bagnanti che si trovano lungo le coste della penisola. Se un incendio si sviluppa sulla vegetazione costiera (come la macchia mediterranea o le pinete) e le fiamme bloccano le vie di fuga stradali verso l’interno, l’indicazione è drastica: andare in acqua.
“La via di fuga resta l’acqua che in questi casi non è mai un luogo pericoloso”, chiarisce il dirigente Scica, ricordando lo storico precedente del drammatico incendio di Peschici nel 2007, quando centinaia di persone trovarono la salvezza unicamente rifugiandosi in mare in attesa dei soccorsi della Guardia Costiera e dei mezzi navali.
