L’ONU descrive una situazione critica nel nord-est del Paese a causa del ceppo raro Bundibugyo, per il quale non esiste ancora un vaccino approvato.
L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha lanciato un avvertimento ufficiale in merito all’evoluzione del focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). Secondo le valutazioni dei tecnici sul campo, l’epidemia si sta diffondendo rapidamente nel Paese, costringendo le autorità sanitarie e le agenzie internazionali a un intervento d’urgenza nel tentativo di contenere la trasmissione del patogeno, che avviene tramite contatto ravvicinato e fluidi corporei infetti.
Il bilancio epidemiologico ha quasi raggiunto la quota di 900 contagi. In base all’ultimo aggiornamento diffuso dall’OMS, nella RDC sono stati accertati 896 casi complessivi, inclusi 232 decessi, con un incremento di 21 nuove infezioni registrate nelle ultime 24 ore.
Le caratteristiche del ceppo “Bundibugyo” e l’epicentro del contagio
L’attuale ondata è alimentata dal virus Bundibugyo, una variante più rara di ebolavirus per la quale, al momento, non è disponibile un vaccino approvato. Sebbene lo stato di epidemia sia stato dichiarato ufficialmente lo scorso 15 maggio, i dati indicano che la catena di trasmissione era già attiva da tempo sul territorio, procedendo inizialmente in modo inosservato.
A livello geografico, la crisi sanitaria si interseca con un contesto di forte instabilità geopolitica:
- Oltre il 90% dei casi epidemiologici si concentra nella provincia dell’Ituri, un’area storicamente interessata da conflitti interni.
- Il virus ha successivamente esteso il proprio raggio d’azione, registrando focolai minori anche nelle province limitrofe del Nord Kivu e del Sud Kivu.
- Nel confinante Uganda, l’unico altro Stato che ha rilevato infezioni collegate a questa catena, si contano 19 casi confermati e 2 decessi, sebbene nel Paese non si segnalino nuovi contagi da dodici giorni.
La risposta sanitaria e il nodo delle diagnosi tardive
Marie-Roseline Belizaire, responsabile delle emergenze per l’Ufficio regionale Africa dell’OMS, ha fatto il punto sulle operazioni logistiche in corso parlando in videocollegamento da Bunia, capoluogo dell’Ituri:
“L’epidemia rimane grave e si sta evolvendo molto rapidamente. Tuttavia, ho visto anche una risposta che si rafforza ogni giorno di più. Siamo impegnati in una corsa contro il tempo per stare al passo con il peggioramento della situazione nel nord-est della Rdc”.
Gli sforzi strutturali hanno permesso di incrementare i posti letto dedicati al trattamento, passati da zero a oltre 500 unità. Le squadre di sorveglianza gestiscono circa 400 segnalazioni quotidiane e dispongono di una capacità di screening superiore ai 2.000 test al giorno. Sul fronte del tracciamento, i sanitari raggiungono attualmente il 75% dei contatti dei casi noti, sebbene l’OMS stimi che sia necessario toccare la soglia del 95% per ottenere il controllo effettivo della curva.
Un elemento di criticità segnalato dall’agenzia riguarda il ritardo nell’accesso alle strutture ospedaliere: diverse persone manifestano i primi sintomi rimanendo inizialmente presso le proprie abitazioni o rivolgendosi a guaritori tradizionali. I dati epidemiologici della RDC registrano comunque 78 persone ufficialmente guarite all’interno di questo focolaio, un parametro che l’OMS definisce come la dimostrazione dell’efficacia delle diagnosi tempestive e dell’assistenza medica di supporto.
I Dati Ufficiali dell’OMS sul Focolaio Ebola (Ceppo Bundibugyo)
896 casi confermati totali, con 21 nuove infezioni accertate nelle ultime 24 ore.
232 morti registrate dall’inizio dell’epidemia dichiarata il 15 maggio.
Capacità dei laboratori a oltre 2.000 test giornalieri. Posti letto per isolamento portati a più di 500.
Attualmente i sanitari intercettano il 75% dei contatti. L’obiettivo OMS per il controllo è il 95%.
