Testata di GreenBuzz News - Notizie su ambiente e tecnologia

MobilitAria 2026: in Italia l’aria migliora ma quasi tutte le città sono fuori dai limiti UE

Il quadro emerso dal nuovo rapporto MobilitAria 2026, presentato oggi a Roma dal gruppo di lavoro ‘Mobilità sostenibile’ di Kyoto Club e dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), evidenzia una situazione a due facce per l’Italia: da un lato migliorano i trend annuali dello smog, dall’altro il parco auto privato continua a bloccare la transizione ecologica delle aree urbane.

Qualità dell’aria: i dati del report MobilitAria 2026

Nel corso del 2025, i livelli annuali di biossido di azoto e polveri sottili hanno mostrato segni di miglioramento nelle principali città italiane. Tuttavia, persistono forti criticità legate ai superamenti giornalieri dei limiti consentiti.

Il problema principale rimane il divario con gli standard internazionali. Quasi tutte le città monitorate presentano concentrazioni di inquinanti ancora superiori alle linee guida dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e ai futuri limiti stringenti che l’Unione Europea imporrà a partire dal 2030.

“I dati mostrano un miglioramento rispetto ai limiti attuali, ma siamo molto distanti dai nuovi standard europei. Il Piano di Azione nazionale è lo strumento centrale per colmare questo divario e superare le procedure di infrazione che l’Italia ha ricevuto dall’Europa”. Così Francesco Petracchini, Direttore CNR-DSSTTA

Il paradosso italiano: record di auto e trasporti al palo

Se l’aria mostra lievi miglioramenti, la struttura della mobilità urbana resta fortemente ancorata al passato. L’Italia si conferma nel 2025 come uno dei Paesi con il più alto tasso di motorizzazione d’Europa, con picchi critici registrati nel Mezzogiorno e nelle Isole.

Il dominio dell’auto privata è alimentato, secondo il rapporto, da una storica carenza di alternative valide:

  • Trasporto pubblico: Si registra una lunga fase di stagnazione degli investimenti locali.
  • Mobilità attiva: Le reti ciclabili avanzano a rilento e si evidenzia un forte divario tra i modelli più sostenibili del Centro-Nord e la dipendenza dai veicoli privati nel Sud.
  • Infrastrutture elettriche: La transizione verso la mobilità a zero emissioni non viaggia alla velocità necessaria per raggiungere i target di decarbonizzazione fissati al 2030.

Le richieste a Governo e Parlamento per il futuro delle città

Per trasformare questi miglioramenti temporanei in risultati strutturali, il CNR e Kyoto Club indicano una serie di interventi non più rimandabili per la riorganizzazione degli spazi urbani.

Le priorità strutturali indicate nel rapporto:

  • Risorse finanziarie: Un incremento immediato del Fondo Nazionale Trasporti.
  • Rivoluzione viaria: Il quadruplicamento delle piste ciclabili e l’estensione del modello “Città 30” per incentivare la mobilità pedonale e ciclabile.
  • Limitazioni al traffico: Ampliamento delle Ztl e delle aree a basse emissioni (Low Emission Zones).
  • Elettrificazione: Sostituzione dei mezzi pubblici obsoleti e potenziamento della logistica urbana sostenibile.

Le associazioni sottolineano che i comuni non possono essere lasciati soli in questa transizione. Come concluso da Anna Donati, coordinatrice del Gruppo di Lavoro di Kyoto Club, le città stanno compiendo grandi sforzi per ridurre la congestione e la mortalità stradale, ma necessitano di “risorse adeguate, regole snelle e semplificazioni procedurali” da parte dell’esecutivo per rimettere la mobilità al centro dell’agenda nazionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *