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Nucleare in Italia, decreti entro Natale e referendum nel 2028

Il percorso per la definizione del nuovo quadro normativo sull’energia atomica in Italia subisce un’accelerazione sul piano delle tempistiche istituzionali. Nonostante il disegno di legge delega approvato dal Parlamento conceda un margine di dodici mesi per l’esercizio dei poteri governativi, l’esecutivo punta a stringere i tempi per presentare l’intera architettura regolatoria entro la fine dell’anno corrente.

Ad annunciarlo è il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, delineando una scadenza ravvicinata per il pacchetto di norme che dovrà ridisegnare la governance energetica nazionale: “Entro Natale vorrei presentare tutti i decreti legislativi”, ha dichiarato il titolare del MASE, definendo l’obiettivo come “un impegno molto forte” per la struttura ministeriale.

I nodi sul tavolo: dalle autorizzazioni alla gestione dei rifiuti

Il pacchetto di decreti attuativi che il governo intende formalizzare entro il mese di dicembre andrà a toccare i pilastri operativi, strutturali e di sicurezza legati all’introduzione della tecnologia atomica civile nel Paese. La stesura dei testi dovrà necessariamente passare al vaglio e ottenere i pareri formali della Conferenza delle Regioni prima del via libera definitivo.

I decreti copriranno cinque macro-aree fondamentali:

  • Il permitting: La semplificazione e la disciplina dei procedimenti autorizzativi per l’installazione dei nuovi moduli.
  • L’Agenzia: L’istituzione e i poteri della nuova Autorità indipendente preposta alla vigilanza e alla radioprotezione.
  • Le modalità operative: Gli standard tecnici di esercizio e la catena di comando dei futuri impianti.
  • I rifiuti: La gestione del combustibile esaurito e la definizione dello stoccaggio in sicurezza a lungo termine.
  • Le distanze: I criteri di idoneità territoriale e i vincoli di posizionamento rispetto ai centri abitati e alle aree protette.

La transizione verso i piccoli reattori modulari (SMR)

Sul piano prettamente tecnologico, il titolare del dicastero dell’Ambiente ha tenuto a precisare la distanza tra la strategia attuale dell’esecutivo e l’immaginario collettivo storicamente legato all’energia atomica di vecchia generazione.

ℹ️ La tecnologia scelta: Fissione a moduli ridotti (SMR)

La pianificazione del governo esclude il ricorso alle grandi centrali tradizionali comunemente rappresentate nel dibattito pubblico. Il focus è indirizzato esclusivamente sui Piccoli Reattori Modulari (SMR) ad alta sicurezza passiva. Si tratta di impianti a fissione pre-assemblati in fabbrica, con una potenza media contenuta entro i 300 megawattora, progettati per ridurre l’impatto sul suolo rispetto alle estese superfici richieste dai grandi parchi rinnovabili.

Lo scenario del Referendum abrogativo nel biennio 2028-2029

Un passaggio cruciale dell’analisi ministeriale riguarda la sostenibilità democratica e i possibili ostacoli legali al progetto nel lungo periodo. Consapevole dei due storici precedenti consultivi che in Italia hanno sancito lo stop all’energia nucleare (nel 1987 e nel 2011), il ministro ha espresso una posizione di esplicita apertura verso una nuova espressione del corpo elettorale.

L’orizzonte temporale ipotizzato per un eventuale ricorso alle urne si colloca nella seconda metà della legislatura:

Fase IstituzionaleOrizzonte Temporale previstoStato dell’Iter
Presentazione Decreti LegislativiEntro Dicembre 2026PIANIFICATO
Consultazione Regioni e PareriInizio 2027DA ATTIVARE
Ipotetico Referendum CostituzionaleBiennio 2028 – 2029PREVISTO

“Io lo do anche scontato per il 2028-2029”, ha concluso Pichetto Fratin commentando la prospettiva di una mobilitazione referendaria contro la nuova legge quadro. “È un diritto della nostra Costituzione. Possono esserci mille motivi di interesse per fare un referendum, ed è del tutto normale”. L’iter parlamentare e governativo procederà dunque parallelamente alla consapevolezza che la parola definitiva sull’effettivo ritorno dell’atomo in Italia potrebbe spettare, ancora una volta, al voto dei cittadini.

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